Sicurezza, volano strali tra sindacati e Leonelli per composizione Osservatorio

Sicurezza, volano strali tra sindacati e Leonelli per composizione Osservatorio

La questione all’indomani dell’insediamento dell’Osservatorio regionale sulla criminalità organizzata e l’illegalità

share

E’ polemica tra sindacati e Regione Umbria dopo l’insediamento effettivo dell’Osservatorio regionale sulla criminalità organizzata e l’illegalità. Tutto nasce da ieri, quando la Commissione d’inchiesta ‘Analisi e studi sulla criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose, tossico-dipendenze, sicurezza e qualità della vita’, presieduta da Giacomo Leonelli, si è riunita in mattinata a Palazzo Cesaroni per l’insediamento dell’Osservatorio stesso.

Dell’Osservatorio fanno parte Giacomo Leonelli e Sergio De Vincenzi, presidente e vicepresidente della Commissione; Leonardo Grimani (Anci Umbria); Walter Cardinali (Libera Umbria); Lorenzo Frigerio (Liberainformazione); Luca Ceccarelli (Legambiente Umbria); Pasquale Busà (Sos Impresa); Silvia Barontini (Cittadinanzaattiva Umbria); Francesco Catanelli (Cisal); Marta Lucaroni (Coldiretti Umbria); Giuseppe Flamini (Confartigianato Imprese Umbria); Walter Ceccarini (Confindustria Umbria e Ance Umbria); Luciano Proietti (Abi Umbria). Alla riunione di oggi, in sostituzione dei rispettivi rappresentanti, erano presenti Iona Cassisi (Libera informazione), Rosangela De Felice (Libera Umbria), Gabriella Sensi (Sos Impresa).

‘Esclusi’, dunque gli altri sindacati, che con una loro nota scrivono: “è semplicemente inaccettabile che all’interno dell’Osservatorio regionale sulla criminalità organizzata e l’illegalità non siedano Cgil, Cisl e Uil, le tre organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori e le lavoratrici dell’Umbria. Sono anni che denunciamo la gravissima situazione di crescente illegalità e aggressione mafiosa nella nostra regione, fenomeni che si ripercuotono in maniera pesantissima sulle persone che rappresentiamo. Pertanto restiamo sconcertati nel vedere che al tavolo insediatosi ieri, 20 aprile, accanto alle associazioni e ai rappresentanti delle imprese, sieda la Cisal, un sindacato scarsamente rappresentativo, già chiamato in causa da Cgil, Cisl e Uil davanti alla direzione provinciale del lavoro, per vari casi di dumping contrattuale.
Il fatto è tanto più grave visto che Cgil, Cisl e Uil avevano individuato e comunicato il nominativo di un rappresentate unitario, completamente ignorato da parte del consiglio regionale. Crediamo che il presidente della Commissione d’inchiesta Giacomo Leonelli, peraltro segretario del Pd regionale, e più in generale la Regione Umbria abbiamo compiuto un gravissimo atto di totale mancanza di rispetto e considerazione nei confronti di Cgil, Cisl e Uil e delle centinaia di migliaia di cittadini umbri che esse rappresentano”.

Dichiarazioni alle quali ha risposto Leonelli: “in merito a quanto comunicato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che denunciano l’esclusione dei rappresentanti delle tre sigle dall’Osservatorio regionale sulla criminalità organizzata e l’illegalità, in cui invece siederà un rappresentante della Cisal, mi corre l’obbligo di precisare che non si tratta di una scelta politica o di ‘mancanza di rispetto’: semplicemente non abbiamo ricevuta alcuna designazione e nessun nome da parte di Cgil, Cisl e Uil”. Il consigliere regionale poi spiega che, “a quanto risulta agli uffici dell’Assemblea, nessuna comunicazione o indicazioni ufficiale è giunta dalle tre sigle sindacali in merito ai nomi dei propri rappresentanti in senso all’Osservatorio stesso. La Cisal ha invece designato un proprio affiliato, che è quindi entrato a far parte dell’organismo. Questo è l’esito delle verifiche svolte dagli uffici, sarà comunque mia cura appurare ulteriormente se vi siano stati errori materiali nelle procedure”.

©Riproduzione riservata

share

Commenti

Stampa