(Carlo Vantaggioli) – La notizia: addio ai preservativi, il futuro della contraccezione maschile potrebbe essere rappresentato dagli ultrasuoni. E' piu' di un'ipotesi quella su cui sta lavorando un team di scienziati per valutare l'efficacia degli ultrasuoni come contraccettivo reversibile per gli uomini. Secondo gli esperti, sulla base anche di precedenti studi, sottoporre un maschio adulto a una raffica di ultrasuoni porta al temporaneo “blocco” degli spermatozoi, per un periodo di sei mesi. Secondo gli scienziati dell'University of North Carolina, negli Stati Uniti, che usufruiscono di un finanziamento di 100.000 dollari fornito dalla Bill & Melinda Gates Foundation, la ricerca portera' a una piccola rivoluzione nel controllo delle nascite in tutto il mondo.
Ora il lettore sprovveduto si potrebbe domandare, “ma perchè queste magnifiche e deliziose ricerche sono sempre originate negli States? Ma non avrebbero da spendere soldi e testa per bloccare eiaculazioni precoci come quella nel Golfo del Messico, che tra un pò gli mette incinta tutta la costa ed anche qualcosa di più?”
Sostanzialmente non ci sarebbe nulla da ridire sull'ultrasuono in se, se non fosse che la gommina “d'epoca”, usata bene, protegge anche dalla malattie oltre che dalle gravidanze. Ma la cosa che più mette angoscia è come si fa a sparare il raggio annichilente sul “coso”? Se di suoni si tratta, vuoi vedere che hanno pensato ad un bel paio di cuffie stereo? E il volume chi lo regola?
E come si fa a decidere se si sta “fando” per procreare o per ginnico movimento ludico ricreativo?
Bisogna per caso tenere sul comodino la “gommina” e la pistolina sparaflesciante (da non perdere il video dei primi sparaflesciatori della storia) e usarle a seconda della bisogna?
E se si sta nel momento del “Big Bang”, siamo sicuri che il giovanotto operante, uso Black and Decker, sappia discernere tra i due tipi di copula? E se preso dalla foga si sbaglia e l'ultrasuono se lo spara negli occhi, si fa come con i liquidi pericolosi “SCIACQUARE ABBONDANTEMENTE”?
Ma la Gates Foundation perchè non paga un task force di scienziati che gli suggerisca di finanziare il nostro conto corrente? Per quanto mi riguarda giuro che non li spendo tutti in “plastichine” d'antan e che mi ci compro anche un “ultrasuono” per scaldarmi i cornetti la mattina. Un'ultima domanda agli scienziati dell'università di Zia Carolina: ma se sparaflescio l'ultrasuono sull'attrezzatura, non è che mi ritrovo un branco di cani e gatti, sensibili all'argomento, che si pappano la mia “pietanza”?
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