Sasu, record interventi in Umbria | Professionalità al servizio dello Stato

Sasu, record interventi in Umbria | Professionalità al servizio dello Stato

Prezioso il contributo in tutta Italia

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Il numero degli interventi di soccorso nel 2018 raggiunge quota 113 con una crescita di circa il 7% rispetto all’anno precedente, infatti, nell’anno 2017 gli interventi di soccorso effettuati dal SASU sono stati 106. Nell’ultimo triennio (2016-2017-2018), l’incremento degli interventi di soccorso ha avuto un andamento in aumento con una crescita media annua del 5%.

Come naturale conseguenza dell’aumento degli interventi, il 2018 segna il record di interventi di soccorso effettuati dalle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (113) e di persone soccorse/recuperate (175) fra queste (17) decedute.

L’incremento dei flussi turistici nei territori Umbri, soprattutto quelli legati alla montagna, come l’alta diffusione delle attività outdoor hanno inciso in maniera rilevante sull’aumento delle attività di soccorso.

Data la maggiore frequentazione della montagna e degli ambienti impervi, il SASU ha messo in campo molte azioni legate alla prevenzione degli incidenti.

Per quanto riguarda gli interventi effettuati all’interno degli scenari delle maxi emergenze come l’intervento di soccorso effettuato all’interno delle Gole del Raganello (Calabria) nel settembre 2018, il SASU ha concorso al soccorso/recupero di 19 persone, di cui 10 decedute.

Molti interventi di soccorso sono stati effettuati per la ricerca di persone disperse o scomparse, altri come supporto nello svolgimento del soccorso sanitario sia in ambiente impervio ed ostile che negli scenari delle maxi emergenze di Protezione Civile.

Data la maturata esperienza tecnico-professionale riconosciuta in ambito nazionale, i tecnici e gli operatori del Soccorso Alpino Speleologico Umbria sono stati chiamati ad effettuare/concorrere fuori Regione, agli interventi di emergenza-urgenza tecnico sanitaria nelle maxi emergenze come ad esempio:

• 4 giornate di intervento di soccorso speleologico effettuate nella grotta Frozen del Monte Canin in Friuli Venezia Giulia;
• 2 giornate di intervento di soccorso speleologico effettuate nella grotta del Vento di Frasassi nelle Marche

• 2 giornate per l’intervento di soccorso in forra nelle Gole del Raganello (Calabria).
• 3 giornate per l’intervento per la ricerca di una bambina scomparsa a Serle, Lombardia per la ricerca di persone disperse o scomparse il SASU ha effettuato 19 interventi per un totale di 25 giornate.

A seguito della forte scossa di terremoto del 30 ottobre 2016, il SASU è stato impiegato, in un primo momento, come servizio di emergenza-urgenza tecnico sanitaria nei confronti delle popolazioni umbre, in un secondo momento, per il supporto alle popolazioni isolate, per l’approvvigionamento di beni di prima necessità, medicinali e sostegno agli agricoltori per transumare gli animali dalla frazione di Castelluccio di Norcia fino alla valle Nursina. Nel 2018 si è protratto il sostegno del SASU, nei confronti popolazioni Nursine colpite dagli eventi sismici e nivologici nel mese di gennaio per un impiego di 24 giornate. Terminata la fase di prima emergenza di gennaio e, data la precarietà della viabilità, il SASU è stato utilizzato nel supporto alla popolazione di Castelluccio di Norcia, come presidio per l’espletamento del servizio di urgenza ed emergenza tecnico sanitaria. Tale servizio è stato richiesto perché la frazione di Castelluccio di Norcia veniva raggiunta quotidianamente dagli abitanti, sia per compiere le attività lavorative annesse all’agricoltura, sia per effettuare quelle preparative in vista della stagione estiva. Infatti, anche durante il periodo primaverile ed estivo, le attività del SASU sono proseguite per sostenere gli abitanti della frazione ai piedi del Monte Vettore grazie anche al contributo del personale del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardia.

Durante il periodo di permanenza a Castelluccio di Norcia, il SASU è stato impiegato anche per il supporto degli Enti statali e regionali: Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Servizio Protezione Civile della Regione Umbria, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Università degli Studi di Perugia.

Pertanto, l’operato messo in campo dal SASU in supporto alle popolazioni nursine colpite dall’emergenze, dal 12 aprile al 30 settembre 2018 è stato, per un impiego totale di 170 giornate.

In conclusione, per gli interventi di emergenza-urgenza tecnico sanitaria, protezione civile e ricerca persone disperse o scomparse, gli uomini e le donne del SASU sono stati impiegati per un totale di 7.142 ore/uomo.

A commentare i dati il Presidente del SASU Matteo Moriconi: “Ampia soddisfazione per l’ormai affermata capacità di intervento e risposta del Soccorso Alpino e Speleologico umbro. Il numero di interventi in aumento ci indica che è prioritario mettere in campo attività di prevenzione per chi frequenta l’ambiente impervio. Utile sarebbe proprio a questo fine – prosegue il presidente del servizio regionale – l’approvazione della nuova legge che oggi sta percorrendo l’iter legislativo al Consiglio regionale e che significherebbe non solo riconoscere l’operato degli operatori, tecnici e sanitari del SASU, ma anche avere delle garanzie sotto l’aspetto finanziario e gestionale. Così come avvenuto nell’ultimo triennio in diverse regioni italiane, lasciando l’Umbria una delle poche ad essere rimasta senza una legge apposita sulla materia. Confidiamo che entro la primavera anche la nostra Regione possa rientrare tra quelle che vantano una legge all’avanguardia per le attività svolte dal Soccorso Alpino e Speleologico a sicurezza e tutela di tutti i cittadini”.

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