Santuario della Madonna del Bagno, restituito ex voto rubato nel 1980

Santuario della Madonna del Bagno, restituito ex voto rubato nel 1980

Redazione

Santuario della Madonna del Bagno, restituito ex voto rubato nel 1980

Gio, 11/02/2021 - 12:06

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La mattonella rilasente al 1960 era stata rubata al santuario della Madonna del Bagno ed è stata ritrovata in un'abitazione nelle Marche

Era stato rubato ben 41 anni fa, nel 1980, nel santuario della Madonna del Bagno. Ma ora quell’ex voto in ceramica è stato ritrovato e restituito nella chiesa derutese di appartenenza.

La restituzione al rettore del santuario della Madonna del Bagno, don Orlando Sbicca, è stata effettuata dai carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Perugia insieme ai militari della stazione di Deruta, in esecuzione di delega della Procura della Repubblica di Pesaro.

Santuario della Madonna del Bagno, ex voto rubato era del 1600

Il manufatto policromo è opera di un anonimo maestro derutese, autore di molte altre targhe devozionali simili, ed è databile alla fine del Seicento, momento in cui il culto della Madonna dei Bagni era all’apice della diffusione.

santuario della madonna del bagno

La scena raffigurata rappresenta una persona orante con il rosario in mano, inginocchiata, e l’iscrizione “PGR” (acronimo di “Per Grazia Ricevuta”) attesta un’avvenuta guarigione o uno scampato pericolo per intercessione della Madonna, ritratta in alto a sinistra. La mattonella recuperata fa parte del gruppo di circa 700 formelle votive in ceramica, murate alle pareti del Santuario della Madonna del Bagno. Formelle che costituiscono un patrimonio che copre un arco temporale di quasi 350 anni, attraverso il quale è possibile ricostruire e interpretare le vicende sociali e culturali della popolazione locale.

Il furto nel 1980: furono rubate 201 formelle votive

Il manufatto era stato rubato fra il 4 e il 6 settembre del 1980 nel corso di una vera e propria razzia compiuta da ignoti. In quella occasione furono asportate ben 201 formelle votive. Altre 40 invece restarono gravemente danneggiate in pezzi sul pavimento. Nel corso degli anni, più della metà delle formelle è stata individuata e recuperata dalle forze dell’ordine. Una parte era stata ritrovata sulle bancarelle di mercatini dell’antiquariato, l’altra in negozi d’arte. Purtroppo, a tutt’oggi, diverse formelle mancano all’appello.

Mattonella ritrovata durante lavori di ristrutturazione di un’abitazione

Le indagini che hanno portato al recupero del bene culturale votivo sono state avviate e condotte congiuntamente dai Carabinieri dei Nuclei TPC di Perugia e Ancona, attivati a loro volta dalla segnalazione di uno storico dell’arte pesarese, Federico Malaventura. Il professore, esperto in maioliche, era stato interpellato per la sua competenza in materia da un conoscente che aveva ritrovato la mattonella nel corso dei lavori di ristrutturazione dell’abitazione da poco acquistata.

Lo studioso, nel visionare il manufatto, ha immediatamente riconosciuto l’ex voto e, presumendone la naturale provenienza da un luogo di culto, ha informato i Carabinieri del Reparto specializzato dell’Arma. Questi ultimi hanno confrontato le immagini dell’oggetto devozionale con quelle contenute nella “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, appurando la compatibilità con il furto avvenuto nel Santuario nel 1980.

Il ricettatore di Palermo

Il precedente proprietario dell’immobile, rintracciato e interpellato sulla provenienza, ha riferito di aver acquistato la formella nel 1980 da un antiquario di Palermo, oggi deceduto ma già noto per trascorsi giudiziari inerenti al possesso e alla ricettazione di beni culturali d’illecita provenienza, dimostrando la buonafede e quindi la sua estraneità ai fatti.

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A distanza di 40 anni dal furto, grazie alla sensibilità di chi ha riconosciuto l’oggetto comprendendone l’importanza storico-culturale e alla costante e attenta azione di salvaguardia svolta dai Carabinieri TPC, è stato possibile ancora una volta individuare un bene culturale ritenuto ‘perduto’, ricostruendone le vicende e restituendolo alla comunità di origine.

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