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RIMPASTO, IL PD FA DIETRO-FRONT: OK GIUNTA A 7. MA IL SINDACO RESTA 'AMMANETTATO'

Redazione

RIMPASTO, IL PD FA DIETRO-FRONT: OK GIUNTA A 7. MA IL SINDACO RESTA 'AMMANETTATO'

Ven, 07/01/2011 - 16:46

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di Carlo Ceraso

C’è voluta la reazione di alcuni esponenti del piddì e di tanti semplici cittadini (anche attraverso i commenti su queste colonne), per convincere il Partito democratico di Spoleto a fare marcia indietro sull’allargamento della maggioranza ad 8 assessori. Dopo l’ennesima figuraccia incassata per aver costretto il sindaco a rinviare a domenica prossima la comunicazione sul rimpasto della Giunta, il segretario Andrea Bartocci ha diramato in tarda mattinata un lungo comunicato stampa per sbrogliare la vicenda (vd in fondo all'articolo). Una nota scritta nel vecchiotto linguaggio politichese dove, per trovare la decisone di rinunciare ad avere sette assessori su 8, bisogna arrivare a leggere il nono capoverso (su 10) del comunicato: “Nessuna ricerca di altri posti da occupare – scrive Bartocci -, il Partito Democratico non chiederà altre postazioni di giunta, ma solo un migliore assetto per garantire un ulteriore balzo in avanti alla qualità del governo cittadino, posizione come ben si può vedere molto diversa da chi non perde occasione per chiedere nuove visibilità indipendentemente dagli interessi generali della città”.

A fare un passo indietro, imposto dallo stesso Partito, sarebbe quindi Dante Andrea Rossi che peraltro aveva già da tempo annunciato la decisione di dimettersi da ogni incarico. A bocce ferme, a legger superficialmente il comunicato, la Giunta dovrebbe quindi esser composta da Benedetti, Lisci (vice sindaco), Cerami, Cerasini, Cintioli, Lezi, Proietti e Vargiu.

Tutto rientrato quindi? Neanche per sogno. Per Bartocci, ma questo il segretario non lo dice chiaramente, la ricerca di un ‘miglior assetto’ della Giunta equivale a ricercare una spartizione di poltrone fra le correnti interne allo stesso Pd. In buona sostanza l’area bersaniana (o anche ex Diesse) rivendicherebbe una maggiore presenza rispetto a quella franceschiniana (o ex Margherita). Cosa si intenda però per ‘maggior presenza’ non è dato sapere visto che alla prima rispondono Cintioli, Cerasini e Proietti, mentre della 2a fanno parte la Lezi e Cerami (anche se quello del noto sceneggiatore, più vicino alla corrente veltroniana, è un incarico che dovrebbe prescindere dagli sciocchi conteggi di provincia). Dunque 3 a 2 per la bersani, o anche 3 a 3 a voler considerare lo stesso Sindaco della Franceschini.

Ma Bartocci (e Dante Andrea Rossi) sembrano volere di più e per questo, incredibile ma vero, sono disposti a far fuori l’assessore Battistina Vargiu, eletta quale indipendente nelle file del Pd e pertanto non assimilabile ad una corrente. La “vittima” giusta al posto giusto.

Poco importa che si sta chiedendo la testa di una delle figure più prestigiose dell’ente, la più presente agli appuntamenti, competente nella sua materia, disponibile con tutti.

Il sindaco aveva per la verità già detto che mai avrebbe “toccato” la Vargiu, ma non si può escludere che le nuove, pesanti, pressioni del piddì possano sfociare in un ritiro delle deleghe.

Certo l’uscita di scena dell’assessora alla scuola, dopo quella certa della Campana per Lisci, sarebbe un insulto a quelle “quote rosa” di cui, quando serve, specie in campagna elettorale, anche i politicanti locali del piddì si riempono la bocca. Salvo poi sputarle alla prima occasione utile.

Dunque il primo cittadino resta “ammanettato” dalle segreterie, pardon dalla segreteria del Pd, visto che quella dei socialisti sembra aver ottenuto in qualche modo di lasciar immutata la Giunta a 7.

Inutile dire che la caccia a sostituire la Vargiu (anche a dispetto del veto del sindaco) è aperta. A puntarci sarebbe anche Patrizia Cristofori, già assessora con la Giunta Brunini II, e che sin dalla vittoria alle amministrative 2009 non ha taciuto i propri propositi di conquistare una poltrona di amministratore. Di sicuro un eventuale ingresso in squadra della Cristofori rimetterebbe in discussione l’elezione per la nomina a presidente del consiglio comunale (per la quale era in corsa proprio la Cristofori), ruolo al quale ambisce con tutte le sue forze, e anche qualche colpo basso, il socialista Enzo Alleori. Domenica mattina, se non ci saranno ulteriori rinvii, se ne saprà di più, anche se dal Palazzo trapela che Pd e socialisti possano trovare l'accordo in serata.

Poco dopo le 20 di stasera la telefonata di Dante Andrea Rossi a TO® al fine di chiarire la propria posizione, visto che alcune voci lo davano ancora per interessato ad un posto in Giunta, magari proprio a scapito della Vargiu. Rossi, fino a novembre scorso segretario cittadino del pd e oggi segretario provinciale, parla a tutto campo, dalla questione del rimpasto sino ai rapporti con i socialisti. “Vedo che sono ancora tirato in ballo in merito alla questione del rimpasto. La composizione a 7 e gli equilibri che andranno trovati restano di competenza del sindaco e dei segretari di Partito; per quanto mi riguarda non sono interessato a questo aspetto, il mio percorso è a Perugia anche se questo non mi terrà lontano dal seguire con particolare attenzione le vicende della mia città”. Poi affronta il ‘caso’ Vargiu: “rivendico con orgoglio di averla indicata io un anno e mezzo fa, quando ero segretario cittadino, per un incarico in Giunta e questo lo può riconoscere anche il sindaco. La Vargiu è una risorsa per questa amministrazione e di conseguenza chi pensa di metterla in discussione è in completo errore”. In merito ai rapporti con i socialisti-riformisti, Rossi auspica che si possa trovare “una stabilità vera e un rilancio autentico delle attività. Bisogna tener da conto il quadro complessivo e i vari rapporti di forza; quando si è trattato di decidere le nomine per il Cda regionale dei trasporti c'è stato il nostro via libera alla nomina di un esponente socialista (Gilberto Stella, n.d.r.)”. Come a dire che, chiusa la partita del rimpasto, la presidenza del consiglio comunale (finora nelle mani del socialista Lisci, chiamato da Benedetti in squadra quale vice sindaco) dovrebbe andare al piddì. Parola del segretario provinciale. Amen?

Questo il comunicato diramato dal Pd di Spoleto:

Il Partito Democratico di Spoleto è impegnato a ridefinire gli assetti politici di rappresentanza all’interno della giunta. Il nostro impegno non è e non è mai voluto essere un invasione di campo delle prerogative del Sindaco a cui spetta la decisione autonoma sulla composizione della squadra dei suoi più diretti collaboratori. Stiamo lavorando in maniera collegiale per individuare la rosa delle persone più capaci per competenza, profilo e storia da proporre al primo cittadino con il quale condividiamo pienamente l’esigenza di rilanciare con il massimo sforzo l’azione amministrativa. L’obiettivo per noi è chiaro e siamo certi che lo sia per tutte le forze di maggioranza: dobbiamo fare il massimo per mettere in condizione l’Amministrazione di lavorare per il futuro dei giovani, per la serenità delle famiglie e degli anziani, per lo sviluppo di Spoleto, trovando risposte e programmando soluzioni per superare una crisi economica e sociale che mostra ancora tutta la sua aggressività. Lungi da noi, quindi, sostenere politicamente qualsiasi soluzione che andasse nella direzione di mettere ancor più in crisi le limitate risorse finanziare a disposizione del Comune di Spoleto, soprattutto dopo la manovra del governo che per tutti i comuni italiani ha inciso pesantemente sulla qualità e quantità dei servizi ai cittadini piuttosto che sul recupero di una spaventosa evasione fiscale. Per chiarezza e per correttezza, con la stessa determinazione, ci dissociamo da quanti imputano al Sindaco l’irresponsabilità di una proposta di giunta allargata ad 8 componenti. Tutti coloro che erano presenti, ricordano come noi, che nel corso della conferenza stampa di fine anno, Daniele Benedetti è stato molto chiaro e ha descritto l’eventualità di una giunta ad otto come possibilità su cui riflettere a condizione che l’ipotesi si sarebbe potuta praticare solo attraverso la riduzione proporzionale delle indennità di carica degli amministratori a cominciare da quella del Sindaco, proprio per non incidere sulle casse comunali. Per il PD, di gran lunga il maggior partito della maggioranza, è un dovere garantire il miglior governo possibile della città e solo a questo scopo sta elaborando ipotesi da proporre al Sindaco. Nessuna ricerca di altri posti da occupare, infatti il Partito Democratico non chiederà altre postazioni di giunta, ma solo un migliore assetto per garantire un ulteriore balzo in avanti alla qualità del governo cittadino, posizione come ben si può vedere molto diversa da chi non perde occasione per chiedere nuove visibilità indipendentemente dagli interessi generali della città. Il PD si impegna a definire le proprie posizioni nel giro di poche ore per consentire al sindaco ed alla Giunta di svolgere al meglio i propri compiti e invita tutte le componenti di maggioranza ad un confronto serio e trasparente; ribadisce tutto il proprio sostegno al Sindaco Daniele Benedetti e tutto l’impegno dei suoi dirigenti per rilanciare l’azione del governo locale con la ferma intenzione di portare avanti gli obiettivi del programma elettorale e del programma di mandato per i quali i cittadini hanno premiato la coalizione di centro sinistra. Il Coordinatore del PD di Spoleto, Andrea Bartocci”.

(Aggiornato alle 20.36)

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