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Regione, “tasse invariate” per gli umbri | La “strategia d’attacco” della giunta Marini

Alessia Chiriatti

Regione, “tasse invariate” per gli umbri | La “strategia d’attacco” della giunta Marini

Parti sociali discutono Defr 2016-2018 | La presidente “bilancio in equilibrio" | Focus su turismo, lavoro e partecipate
venerdì, 05/02/2016 - 17:54

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Regione, “tasse invariate” per gli umbri | La “strategia d’attacco” della giunta Marini

Bilancio in equilibrio, tasse invariate per gli umbri, rilancio delle attività economiche e semplificazione delle partecipate: questi i punti cardine del nuovo Dap (Documento annuale di programmazione) per il 2016-2018, che, almeno nella sua denominazione, è ormai sostituito dalla sigla Defr, ossia Documento di economia e finanza regionale, e che è stato presentato questa mattina in Sala Giunta di Palazzo Donini durante la riunione di concertazione dei soggetti socioeconomici e istituzionali. Presenza la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e gli assessori regionali Luca Barberini, Fernanda Cecchini e Giuseppe Chianella. Cinque le aree di intervento del documento: istituzionale, economica, culturale,  territoriale, sanità e sociale.

Con il documento che accompagna il bilancio della Regione dal punto di vista finanziario “gli umbri non avranno sorprese dal punto di vista della tassazione” ha detto ai giornalisti Marini. “Accanto all’invarianza fiscale in vista del bilancio del 2016, resta ferma la capacità di cofinanziamento per tutti i progetti europei per l’agricoltura, per le imprese e per il lavoro e anche la continuazione di un processo di riforme favorite anche dalle decisioni che ha assunto il Parlamento e il governo nazionale sulle società partecipate che consegnano in mano ai presidenti di Regione il compito diretto di procedere ad una semplificazione dell’assetto. Noi abbiamo già cominciato a farlo, e completeremo il processo. Con questo documento libereremo delle risorse per lo sviluppo e il lavoro dell’Umbria e ancora una volta continueremo verso la riqualificazione della spesa pubblica”.

Il mondo delle imprese – Eppure, nelle parole della stessa presidente, il mondo delle imprese umbre è variegato: dati che emergono anche dall’ultima analisi dell’Ires, che parlano di un forte export in ambito agroalimentare, ma che allo stesso tempo indicano la crisi come non necessariamente passata. Ci sono dunque una serie di imprese che si sono rafforzate e sono a pieno titolo nel mercato, costituendo un motore di sviluppo dell’economia regionale, come ci sono però imprese in crisi o ancora alle prese con segnali di difficoltà. Per questo dalla Regione arrivano segnali chiari di un orientamento verso una doppia strategia di attacco: da una parte politiche mirate allo sviluppo e alla crescita, dall’altra politiche invece mirate alla gestione delle crisi ancora esistenti e dunque al sostegno delle imprese che stentano a restare sul mercato. “E tutto ciò ovviamente con grande attenzione ai lavoratori coinvolti”, ha continuato Marini. In campo economico, la regione schiererà tutti gli interventi possibili in termini di green e smart economy, ricerca, innovazione, qualità della formazione, dai talenti dei giovani, anche attraverso la “contaminazione” tra imprese, università, centri di ricerca, eccellenze della pubblica amministrazione, fino ad oggi rimasti distanti. In arrivo per l’Asse 1 del Por-Fesr, per il rilancio delle imprese, per il settennio 2014-2020, finanziamenti pari a 101,8 milioni di euro, a cui aggiungere ulteriori risorse provenienti dall’Asse 3 che finanzierà forme di innovazione più “tradizionali”, legate principalmente alla tecnologia dei cicli produttivi con una dotazione di 85,5 milioni di euro.

Il lavoro – Tanti gli strumenti di politiche attive del lavoro che verranno messi in campo nel corso del 2016. Tra questi compaiono: Garanzia giovani regionale; lotta alla disoccupazione di lunga durata attraverso il contratto di ricollocazione; sostegno alle assunzioni a tempo indeterminato, anche finalizzati alle fasce deboli del mercato del lavoro; interventi a favore dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi; azioni per la crescita delle competenze del capitale umano, innalzamento della qualità del sistema di formazione regionale. Pronto anche un accordo con le Università dell’Umbria che avrà l’obiettivo di integrare e coordinare programmazione e risorse per innalzare il livello complessivo dell’offerta universitaria e dei relativi servizi.

Riforme sotto la lente d’ingrandimento, dunque: particolare attenzione nei prossimi giorni verrà data al tema dei rifiuti, dove di primaria importanza sarà il ruolo dell’Auri. E ancora: entro il mese di giugno, si promette, verranno conclusi i lavori, per il versante umbro, della Perugia-Ancona e Foligno-Civitanova. Per quanto riguarda invece la E45 Orte-Mestre, la Regione ha invece accolto la scelta annunciata nei giorni scorsi a Terni dal Ministro Delrio di superare l’idea di una ‘autostrada’ e di destinare risorse per 1 miliardo e 600 milioni alla manutenzione, messa in sicurezza ed anche realizzazione di nuovi tratti stradali dell’arteria esistente. “In questo contesto – ha concluso la presidente – nelle prossime settimane, insieme al sindaco di Perugia, avvieremo un confronto con lo stesso ministro Del Rio per iniziare a ragionare su un primo intervento possibile per il Nodo di Perugia”.

Nel 2016 si lavorerà alla riforma delle agenzie regionali, delle società partecipate e degli enti di diritto privato del sistema pararegionale, secondo il principio della semplificazione ed il  criterio dell’omogeneità delle materie, concentrando in un unico soggetto competenze e responsabilità. Verrà attuata la riforma endoregionale,  sia con la riorganizzazione della Regione a seguito dell’attribuzione delle funzioni e del relativo personale proveniente dalle Province, sia con l’accompagnamento degli Enti di Area vasta nell’assumere il ruolo di centri di servizi per gli Enti locali (centrale unica di committenza, ufficio unico degli espropri,…). Sarà approvata il Piano triennale di semplificazione 2016-2018, fortemente integrato con le azioni dell’Agenda digitale e con le azioni in materia di Trasparenza ed Anticorruzione, anche al fine di favorire un più diffuso controllo sociale di cittadini ed imprese sull’azione pubblica.

Il turismo – Nel 2016 l’Umbria si farà promotrice degli Stati generali del turismo dell’Italia centrale, per confrontarsi e mettere a sistema esperienze già in atto assieme alle regioni limitrofe. In arrivo una nuova segnaletica turistica in ottica web e mobile. Verrà poi ridefinito il sistema degli IAT (uffici per l’Informazione e l’Accoglienza Turistica) e prenderà avvio l’attività di progettazione di una card regionale che faccia riferimento al settore turistico. L’offerta turistica regionale sarà riaggregata su tre prodotti che dovranno identificare l’Umbria: natura, paesaggio, cultura, eventi e spiritualità saranno in questo progetto le parole chiave. Per la gestione del Giubileo è stato predisposto uno specifico Protocollo di intesa tra Regione e Conferenza Episcopale Umbra per azioni di valorizzazione del patrimonio culturale, storico, religioso e ambientale nel territorio regionale, a partire dal tematismo dei Cammini, con particolare riferimento alla Via di Francesco, alla Via di Benedetto e ai cammini connessi.
L’agricoltura umbra attraverserà poi una nuova stagione, grazie ai fondi comunitari in arrivo. Sarà attuato un nuovo Progetto Speciale per l’olio e l’olivicoltura umbra, lavorando alla candidatura della fascia olivicola compresa fra Assisi e Spoleto a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. Per quel che riguarda il tabacco, la filiera va accompagnata verso nuovi traguardi di competitività, qualità, innovazione e sostenibilità ambientale, anche aprendo una approfondita discussione con la Commissione Europea. Per la zootecnia le politiche saranno orientate dal sostegno agli investimenti, alla sostenibilità ambientale, fino alla sperimentazione di innovazioni di filiera.
Infine sono previste novità anche per il piano regionale dei trasporti, con l’annesso piano di bacino unico regionale, per l’efficentamento edilizio ed energetico, per la sanità, il welfare regionale e le politiche per le famiglie.
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