Primarie del Partito Democratico, l'intervento del sindaco di Foligno - Tuttoggi

Primarie del Partito Democratico, l’intervento del sindaco di Foligno

Claudio Bianchini

Primarie del Partito Democratico, l’intervento del sindaco di Foligno

Nando Mismetti è candidato per la mozione Orlando | 'Non sarà un braccio di ferro con Barberini' | Intervista a tutto campo su temi politici e cittadini
Mer, 26/04/2017 - 18:46

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Primarie del Partito Democratico, l’intervento del sindaco di Foligno

Il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, scalda i muscoli in vista delle elezioni primarie del Partito Democratico del 30 aprile, e fa il punto della situazione in un’intervista esclusiva rilasciata a Tuttoggi.info

Sindaco Mismetti, il Partito Democratico domenica tornerà alle urne per eleggere l’assemblea nazionale, che sarà poi chiamata ad indicare il nuovo segretario. In un’Umbria roccaforte renziana per eccellenza, lei si è schierato con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, e quindi, sostanzialmente, contro Renzi. Una scelta quantomeno ‘impegnativa’.

“Messa giù così è un po’ troppo estrema, ma io sono per un quadro di chiarezza, lealtà e trasparenza, quindi colgo la provocazione. Il fatto però è che questa non sarà, e mi auguro non voglia essere, una sfida contro qualcuno, ma una scelta tra proposte diverse, tra visioni a tratti anche alternative di cosa dovrà essere domani il Partito Democratico e quindi, di conseguenza, il quadro politico italiano del futuro prossimo”.

Non scendiamo troppo nel politichese, qual è quindi la sua visione, la sua speranza ed il suo impegno per il Partito Democratico?

“In questi anni è cambiato radicalmente lo scenario politico del Paese, siamo passati da un modello bipolare ad una situazione con tre blocchi, quello dell’area di centrosinistra, quello dell’area di centrodestra e quello dei popolusti rappresentato dal Movimento Cinque Stelle. Mettiamoci pure, che non sappiamo ancora con esattezza quale sarà la legge elettorale e quindi lo scenario che uscirà dalle urne. Ecco, detto questo, io sono per un Partito Democratico che prenda atto dell’impossibilità di una vocazione maggioritaria, e riprenda a dialogare con le altre realtà politiche, sociali, economiche, associazionistiche del Paese”.

Rimpiange il grande Ulivo di Romano Prodi? Mettere insieme una coalizione con Bertinotti e Mastella si è rivelato poi un boomerang. Considerando che il ‘grande nemico’ Berlusconi contro cui far fronte comune, non è più un alibi convincente.

“Io sono per un Partito Democratico che tenendo fede a valori prioritari quali lavoro, pace, giustizia, uguaglianza ed anche sicurezza vorrei aggiungere, si faccia protagonista e promotore di una vasta coalizione, in grado di coinvolgere movimenti, forze politiche, associazioni e realtà della cosiddetta società civile, che si riconoscano in un moderno ed europeo centrosinistra”.

Un obiettivo tutt’altro che facile.

“Sicuramente la strada è difficile, ma non possiamo più prendere la facile scorciatoia di un’intesa con chi, sino all’altro ieri era a servizio di Berlusconi ed era parte integrante dello schieramento opposto al centrosinistra”.

A Foligno la sua coalizione andava da Rifondazione Comunista sino all’area centrista di Maurizio Ronconi, ex parlamentare di centrodestra, mentre Sel con Elisabetta Piccolotti è all’opposizione però.

“Innanzitutto la realtà locale è ben diversa, non si trattano i grandi temi ma le questioni concrete per la cittadinanza, ed anche la legge elettorale è diversa. Chi è in coalizione firma un programma e rispetta gli accordi”.

Però la sua maggioranza, tra l’altra molto limitata, è a dir poco turbolenta.

“La politica è l’arte della mediazione, piaccia o meno è così. Una coalizione è formata da un insieme di partiti politici che al loro interno possono anche avere diverse linee. Un sindaco è chiamato, posso dire purtroppo, ad occuparsi anche di questo, ma è la democrazia. Se l’alternativa è avere un uomo solo al comando, che dalla tastiera di un computer decide chi rimuovere da assessore e chi mettere al suo posto, magari con l’unica colpa di non essere asservito, preferisco la politica dei partiti e delle coalizioni”.

Il messaggio è chiaro, ma restiamo in chiave locale. Lei candidato all’assemblea nazionale per la mozione Orlando, l’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, anch’egli folignate candidato per la mozione Renzi. Capirà che viene da pensare ad una sfida nella sfida. Ecco è anche un referendum in quest’ottica?

“E’ già stato fatto lo sbaglio di considerare il Referendum Costituzionale come un referendum pro o contro Renzi, basti pensare che se fosse passato, io non mi ritroverei a fare il presidente di una Provincia dove mancano risorse per le strade e le scuole, proprio ora che in questa provincia, dopo il terremoto, sono fondamentali e prioritarie. Io sostengo una visione del Partito Democratico, Luca (Barberini ndr) ne sostiene un’altra, e la battaglia, se di battaglia si può parlare si giocherà a Roma non certo a Foligno, sulle idee e non sulle persone tanto meno sui personalismi”.

Però sappiamo che un certo effetto locale ci sarà, qual è l’obiettivo da raggiungere?

“Non voglio aggirare nessuna domanda, anche se non mi piace parlare di numeri quando si tratta di valori. Diciamo che sopra il venti per cento sarebbe un buon risultato, poi ovviamente puntiamo a fare il più possibile, coinvolgendo più gente possibile”.

Sindaco, il mio ruolo è quello di fare domande e cercare risposte, il vostro come politici ed amministratori, quello di rispondere alle aspettative dei cittadini e trovare soluzioni. Mi auguro che queste occasioni di confronto possano essere utili, proprio per questo. Grazie per la disponibilità e buon lavoro nell’interesse generale, a presto.

“Grazie a Voi, buon lavoro e grazie per la correttezza, anche nel porgere domande ‘scomode’ in un momento in cui i giornalisti sono sempre più spesso oggetto di attacchi e strumentalizzazioni”.

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