PRESENTATO IL PIANO ” SICUREZZA DEMOCRATICA ” DEL PRC-SE

PRESENTATO IL PIANO ” SICUREZZA DEMOCRATICA ” DEL PRC-SE

share

“Lavorare sulla prevenzione con politiche sociali canalizzate, sull'integrazione sociale e, come ultimo stadio, sulla repressione, a patto che non danneggi i diritti sociali. Fondamentale, una volta appurata la responsabilità del soggetto, è la certezza della pena”. Così il capogruppo di Rifondazione comunista – Sinistra europea Stefano Vinti nel presentare, in una conferenza stampa, il progetto ‘Sicurezza democratica' costruito per una maggiore sicurezza urbana. Il riferimento principale del ‘progetto' riguarda Perugia “una città – ha detto Vinti – in controtendenza rispetto ai dati nazionali poiché, a differenza di altre, da noi i reati continuano ad aumentare mettendo a rischio, oltre ai cittadini, anche moltissime attività commerciali. Ma non è con le deportazioni che si risolve il problema”. Per il capogruppo del Prc-Se “è necessario definire con urgenza progetti complessivi di ‘sicurezza democratica' con soluzioni innovative, magari predisponendo sportelli assistenziali. Per riqualificare alcune zone della città – ha spiegato – è necessario il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle associazioni di quartiere. La storia dello ‘spaccio' a Perugia ha avuto inizio negli anni 70 da ‘Destra' ed oggi è arrivato ad un punto insostenibile. Le Istituzioni – ha aggiunto – devono essere capaci di cogliere ogni passaggio di questo fenomeno e devono sostenere le Forze dell'ordine al fine di salvaguardare alcune zone dove impera la microcriminalità”.Per Vinti “Perugia deve tornare ad essere ricordata come ‘città universitaria' e ‘città dell'accoglienza. Deve tornare ad essere la ‘città della normalità'. Per raggiungere questi obiettivi serve un'idea forte di legalità che deve partire sin dalle scuole. La nostra città – ha evidenziato Vinti – in questi giorni, dopo l'omicidio della studentessa inglese, è dipinta dai più importanti mass-media nazionali come un ‘Bronx'. Per questo urgono interventi concreti per abbattere l'insicurezza dei cittadini”. Anche per il capogruppo del Prc-Se al Comune di Perugia Maria Rita Manfroni “il capoluogo umbro non è più un'isola felice. E' urgentissimo – ha detto – iniziare un colloquio serio e costruttivo con i cittadini abitanti nelle zone più a rischio ed insieme a loro e alla Forze dell'ordine lavorare per risolvere il problema. Bisogna intensificare i controlli e garantire la ‘certezza della pena'. Per Carlo Fabbri (consigliere comunale di Perugia), “è necessario anche un monitoraggio a ‘tutto campo'. Le politiche della Destra aumentano soltanto l'insicurezza e l'emarginazione. Quello che noi proponiamo non può essere visto come eccessivo permissivismo. Le politiche neo-liberiste hanno causato, sempre più, insicurezza sociale. Le leggi in Italia ci sono, vanno soltanto fatte rispettare”.Il progetto ‘Sicurezza democratica', che è stato illustrato, nei dettagli, da Luciano Della Vecchia (coordinatore comunale di Perugia) prevede: La prevenzione/repressione dei reati, la partecipazione, il superamento della marginalità, l'abbassamento della percezione di insicurezza”.Il progetto, in sintesi, si basa sulla filosofia dello sviluppo di comunità, chiamata a risolvere problemi originati dallo stesso tessuto sociale prevedendo, non solo un aiuto alle vittime, (soprattutto donne e anziani) ma anche a ripristinare le rotture che l'evento ‘reato' produce a livello sociale. Il progetto prevede sportelli di assistenza e informazione preventiva, un sostegno, cioè, ad ogni cittadino vittima di piccoli reati; ‘case di fuga' per le donne, che sono le maggiori vittime dei reati consumati, soprattutto per quanto riguarda atti di violenza, anche se soltanto psicologica. Tra le proposte progettuali di Rifondazione comunista c'è anche un ‘pronto soccorso sociale' per anziani, cioè la possibilità di avere in casa sistemi elettronici e telefonici di immediata comunicazione di pericolo alle Forze di polizia o ai servizi di assistenza. L'insicurezza – secondo Rifondazione comunista – è data anche dal degrado urbano e quindi viene evidenziata la necessità di una riqualificazione e progettazione urbanistica al fine di creare un territorio sicuro e funzionale a sostenere la vitalità del quartiere coinvolgendo gli stessi residenti anche nel contrastare il degrado delle aree verdi. Particolare attenzione viene riservata all'illuminazione e all'installazione di colonnine ‘sos' collegate, in videochiamate con la Polizia municipale. Il progetto contiene proposte inerenti la mediazione dei conflitti con punti di accordo specifici atti a risolvere le possibili e probabili conflittualità ‘intergenerazionali', ‘interetniche', e tra residenti e pubblici esercizi o attività commerciali. Poi spazio all'educazione alla legalità, all'animazione del territorio con particolare coinvolgimento delle Associazioni e delle Circoscrizioni. Per permettere uscite ‘sicure', di sera il progetto prevede ‘taxi rosa' per le donne e ‘taxi senior' per gli anziani, o autobus serali. Si tratta di servizi ad un costo ridotto per uscite serali o notturne. L'ultima parte del progetto ‘Sicurezza democratica' si basa sulla ricerca e sugli interventi relativi ai fenomeni che destano insicurezza. Per la prostituzione viene proposto il potenziamento del progetto ‘Cabiria' (reinserimento della donna nella società); per la tossicodipendenza il potenziamento di politiche per la riduzione del danno; per il fenomeno migratorio viene proposta l'accoglienza e la mediazione culturale. L'ultimo capitolo del progetto riguarda il ‘monitoraggio della criticità' da effettuarsi attraverso statistiche sulla delittuosità; sondaggi d'opinione e segnalazioni alla Polizia municipale.In conclusione sono state presentate due assemblee organizzate da Rifondazione comunista che si terranno a Perugia in Via Vico (lunedì 12 novembre) e a Madonna Alta (mercoledì 14) sul tema ‘Perugia Sicura: diritto e legalità'.

share

Commenti

Stampa