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Polizia provinciale, braccio di ferro sul nuovo regolamento con promozioni

Redazione

Polizia provinciale, braccio di ferro sul nuovo regolamento con promozioni

Michelini annuncia accordi per servizi nei Comuni, Rigucci: regolamento illegittimo, denuncerò chi lo vota
Mar, 28/01/2020 - 08:58

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Polizia provinciale, braccio di ferro sul nuovo regolamento con promozioni

Dall’Altotevere a Perugia, prosegue il braccio di ferro tra i consiglieri provinciali Letizia Michelini e Marcello Rigucci sull’approvazione del nuovo regolamento della polizia provinciale.

Michelini: presto l’approvazione, le novità

La consigliera del centrosinistra, con delega alla polizia provinciale, annuncia che il nuovo regolamento verrà approvato entro il mese, con l’istituzione delle figure del vice comandante e del coordinatore, che nelle loro funzioni di organizzazione e controllo coadiuveranno il comandante “affinché situazioni incresciose come quelle passate non si ripetano”.

Accordi con i Comuni

In questo preciso momento storico – continua Michelini – dove i cittadini manifestano un sempre più crescente bisogno di sicurezza e di controllo del territorio, la polizia provinciale continuerà a svolgere funzioni di pubblica sicurezza, dando supporto alle altre forze dell’ordine. E’ intenzione di questa amministrazione addivenire a convenzioni di collaborazione con i Comuni piccoli e medi, per una migliore gestione e il coordinamento dei servizi di propria competenza con quelli delle polizie municipali. Tali accordi – conclude Michelini – sono in corso di definizione presso l’Anci regionale e prevedranno anche il coinvolgimento della Prefettura di Perugia”.

Rigucci chiede i concorsi

Un annuncio che fa scattare il consigliere di opposizione Marcello Rigucci, che in qualità di presidente della Commissione controllo e garanzia ha già sollevato dubbi sulla legittimità delle norme contenute nel nuovo regolamento che la maggioranza intende approvare.

Rigucci contesta la previsione delle figure del vice comandante e del coordinatore, da ricoprire “con personale pescato all’interno della Provincia, senza concorso esterno e la men che minima selezione”. E ricorda che il presidente Bacchetta, in qualità di sindaco di Città di Castello, per coprire tale figura ha indetto un concorso esterno.

Dubbi e conflitto d’interesse

Perché – si chiede Rigucci – si vuol mettere a fare da coordinatore di tutti gli operatori una persona, con una età prossima alla pensione, con la quale negli altri corpi di polizia si è da lungo tempo a riposo, privo di laurea magistrale, e quel che è peggio, senza esperienza alcuna?”. Rigucci evidenzia anche un “evidente conflitto di interesse”, in quanto con i fondi post terremoto risulta assunta in polizia provinciale anche una parente della persona che si vuole premiare.

La sentenza di Perugia

Per Rigucci il nuovo regolamento è “illegittimo ed illegale”, perché in netto contrasto con la sentenza della Corte di appello di Perugia nr. 209/2019. Sulla base della legge quadro n 65/86, i giudici hanno sentenziato dichiarato che gli articoli 5 e 7 (quello che prevede la qualifica di agente di p.s. per il personale di vigilanza) non sono applicabili per le guardie delle Provincie. Una sentenza, evidenzia Rigucci, che non può essere ignorata in sede di stesura del regolamento.

Sulla base di questa sentenza le guardie provinciali non hanno la qualifica di agenti di pubblica sicurezza, come hanno invece i vigili urbani. Con conseguenze anche sulla legittimità dell’uso delle armi.

Servizi “illegittimi”

Per Rigucci, inoltre, il regolamento che si vuole approvare contiene “disposizioni impositive e vessatorie nei confronti del personale, che prevalicano le leggi nazionali ed i Ccnl“.

Per il consigliere di opposizione, dunque, i veri compiti che le guardie provinciali devono svolgere sono i controlli ambientali e stradali. Inopportuno, dunque, “promettere accordi gratuiti di vigilanza” a sagre e feste di paese o addirittura per attività antiterrorismo. Mettendo a rischio, secondo Rigucci, il personale provinciale, che “non possiede le dovute coperture infortunistiche correlate alle funzioni che per legge non deve svolgere”.

Poche multe su strade e reati ambientali

Laddove la vigilanza è carente – prosegue Rigucci – è assurdo impiegare il personale della polizia provinciale in attività volte a distrarli dai loro effettivi compiti istituzionali, per velleità di protagonismo e di consenso politico spicciolo”. E infatti chiede nel 2019 quanti servizi verbalizzati siano stati fatti dalla polizia provinciale di Perugia contro reati ambientali, discariche abusive, sversamento di liquami o altro. E quante contravvenzioni per mancanza di assicurazione Rca sono stati eseguite, “considerato che i cittadini – conclude – pagano la percentuale massima sulla imposta provinciale sulla Rca”.

Rigucci ricorda a questo proposito che la mancata messa a ruolo delle contravvenzioni ha prodotto un danno erariale per la Provincia di Perugia per 630mila euro. “Soldi – attacca – sottratti alla sicurezza stradale e, per una quota, al fondo destinato alle guardie provinciali”.

Minacce di denunce

Per questi motivi il consigliere Rigucci annuncia che contro un regolamento che ritiene illegittimo presenterà un esposto al prefetto ed alla magistratura nei confronti di tutti coloro che voteranno l’approvazione del regolamento.


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