Omicidio Obi, a Terni il processo per Dmytro - Tuttoggi.info

Omicidio Obi, a Terni il processo per Dmytro

Sara Fratepietro

Omicidio Obi, a Terni il processo per Dmytro

Mar, 31/03/2026 - 19:50

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Si aprirà il 21 aprile, davanti alla Corte d’assise di Terni, il processo per Dmytro Shuryn, l’ucraino accusato dell’omicidio di Bala Sagor, detto Obi, il 21enne bengalese ucciso e poi fatto a pezzi a settembre scorso a Spoleto.

Per il 34enne cuoco ed ex collega del giovane l’accusa è di omicidio volontario aggravato, occultamento e vilipendio di cadavere: visti i gravi elementi raccolti contro di lui, che dopo l’arresto aveva ammesso l’assassinio e indicato agli inquirenti il luogo in cui aveva nascosto gli arti smembrati dal corpo, è stato chiesto il rito immediato.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’omicidio di Obi sarebbe avvenuto il 18 settembre scorso, con i resti del suo corpo ritrovati il lunedì successivo in un sacco nella zona tra i giardinetti di via I Maggio (“la pista” del rione Casette) e i binari della ferrovia. Il 21enne aiuto cuoco avrebbe incontrato quella mattina Dmytro nella sua abitazione in via Pietro Conti: i due, che fino a qualche mese prima avevano lavorato insieme nello stesso ristorante del centro spoletino, avrebbero avuto un dissidio per un piccolo prestito che il bengalese aveva fatto all’ucraino, che avrebbe avuto problemi di ludopatia. Soldi, circa 200 euro, che il giovane gli avrebbe chiesto indietro da tempo. Una lite, nella piccola cantina dell’abitazione di Shuryn, degenerata con quest’ultimo che avrebbe preso un grosso coltello che aveva a disposizione colpendo l’ex collega al collo, uccidendolo. Il cuoco avrebbe poi smembrato il corpo in più parti, utilizzando la bicicletta elettrica del 21enne per trasportare gli arti, in un borsone, nei boschi alle pendici di Monteluco. La parte più pesante del corpo, compresa la testa, era stata invece abbandonata in un sacco a poche centinaia di metri dall’abitazione dell’ucraino, vicino a cui era stata lasciata anche la bici.

Il tutto mentre gli amici di Obi avevano lanciato un appello – e sporto anche denuncia – per la scomparsa del giovane, indicando appunto che l’ultima persona con cui aveva un appuntamento prima di sparire nel nulla era Dmytro Shuryn. Lui, però, aveva negato di averlo incontrato quella mattina. Ad incastrarlo, però, erano state le telecamere di videosorveglianza della zona, oltre alle tracce di sangue emerse poi nella cantina dopo approfonditi controlli. Infine, lo stesso ucraino aveva ammesso l’omicidio, raccontando ogni dettaglio e accompagnando gli inquirenti nel luogo in cui erano stati abbandonati gli altri resti del povero ragazzo.

[Foto tratta dal Tgr Umbria]

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