Nella Bellissima Sala del Consiglio Maggiore del Comune di Norcia, si è svolto ieri il convegno Panoramica delle leggi regionali italiane sul tartufo: Congruenze e incongruenze” con una numerosa partecipazione di appassionati, interessati e addetti ai lavori. Infatti l'argomento trattato è in questo momento particolarmente attuale in quanto alcune regioni stanno modificando le loro leggi e gli addetti cercano sempre nuovi contatti, conoscenze ed esperienze.
Anche in Umbria è in corso un dibattito sull'argomento in seguito a delle proposte portate avanti dall'Associazione Tartufai e Tratuficoltori Pietro Fontana, che opera nei comprensori Nursino e Spoletino, illustrate dal Presidente dell'Associazione Domenico Manna e poi oggetto di ampio e acceso dibattito nella parte finale del Convegno.
Ai saluti del Sindaco Gianpaolo Stefanelli, che ha tracciato un sintetico ma efficace quadro di come Norcia valorizza i propri prodotti tipici e il tartufo in particolare, sostenendo tutte quelle iniziative volte a tutelare in specie questo ultimo prodotto, è seguito l'intervento di Serafino Fioravanti che a nome della FITA (Federazione Nazione Conduttori di Tartufaie), costituita da circa un anno e già inserita nella associazione europea “Gruppo Tuber” , ha richiamato la necessità di tutelare il tartufo e la tartuficoltura. Il primo, spesso oggetto di sofisticazioni e frodi al livello gastronomico e commerciale (basti pensare all'uso dell'olio sintetico, all'utilizzo in cucina di tartufi immaturi o scadenti e di dubbie provenienze), la seconda dai guasti dei cercatori scorretti che zappano le tartufaie e da un serie di situazioni negative come il rinfoltimento dei boschi per la mancanza dell'opera diretta dell'uomo o indiretta come il pascolo che tiene a freno il soffocamento delle cave dalla vegetazione arbustiva e fruticosa.
Il Dr. Gregori, con ampio spettro di raffronti ha messo in evidenza come le regioni, anche limitrofe, si siano mosse spesso in modo del tutto differente creando disagi. Dalla sua relazione è possibile prendere vari spunti per un approccio più razionale e univoco alla materia e questo si è rivelato molto utile perché in sala c'era la presenza anche di addetti di altre regioni.In particolare è stato dibattuto un argomento molto sentito anche dai nostri tartuficoltori e cioè come, nell'ambito delle leggi nazionali e sentenze della Corte Costituzionale, trovare il modo di dichiarare che la tartufaia coltivata non è bosco. Questo parchè la tartufaia richiede cure colturali, potature, capitozzare, diradamenti, incompatibili con le leggi forestali.
Questo argomento è stato chiarito in modo brillante dal Dr. Francesco Grohmann, dirigente dell'Ufficio Foreste della Regione dell'Umbria, mentre il Dr. Silvano Zampi, responsabile Sez. Economia montana stesso Ufficio, ha fornito una serie di dati riflettenti la tartuficoltura regionale e l'opera della regione in questo campo.Come accennato, Domenico Manna ha illustrato le principali proposte che avanza l'associazione Pietro Fontana e cioè che la regione finalizzi il tartufo anche al miglioramento della condizioni socio-economiche dei territori montani e marginali e non si limiti a favorire solo la libera raccolta e vengano poi rese meno onerose alcune operazioni riguardanti le tartufaie controllate (tabellazione), poter eseguire normalmente le cure colturali necessarie agli impianti nelle zone a vincolo paesaggistico, rendere meno onerose le pratiche per riconoscimento di tartufaie controllate di piccola-media superficie ecc. Le richieste più importanti che sollevano opposizione da parte della associazione dei tartufai regionali sono il riconoscimento delle tartufaie del nero attraverso l'esame dei pianelli da parte degli esperti della Commissione, peraltro già previsto nell'attuale Regolamento ma non nell'art.lo giusto, ma soprattutto l'eliminazione del limite dei tre ettari nel riconoscimento delle tartufaie controllate nell'area con più alto indice di montanità e marginalità, ove di conseguenza il tartufo ha avuto sempre e tutt'ora acquista più importanza ai fini economici rispetto al restante territorio regionale e cioè nei Comini di Preci, Monteleone di Spoleto, Norcia, Cascia, Poggiodomo, Cerreto di Spoleto, Sellano, Vallo di Nera, S.Anatolia di Narco, Scheggino, Arrone, Montefranco, Ferentillo, Polino, Acquasparta, Spoleto, Campello sul Clitunno, Trevi, Giano dell'Umbria, Castel Ritaldi e Massa Martana.
E' seguito un ampio dibattito, a cui hanno dato un apporto molto apprezzato la Dr.ssa Olga Urbani, il Prof. Mattia Bencivenga dell'Università di Perugia, il Prof. Sergio Arcioni già Direttore dell'Istituto di miglioramento genetico delle piante del CNR di Perugia, il Presidente dell'Associazione dei tartufai senesi, il rappresentante del Comune di Vallo di Nera che ha illustrato una delibera assunta all'unanimità dal consiglio comunale con buone proposte in difesa del tartufo, il consigliere provinciale Carocci, il Dott. Franco Perco Direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e altri cittadini.
Le conclusioni sono state brillantemente espresse dal consigliere regionale Massimo Buconi, che ha seguito il dibattito con attenzione ed interesse, ricavando una serie di spunti per eventuali emendamenti al suo disegno di legge presentato al Consiglio regionale dell'Umbria. Sono state molto apprezzate le sue parole chiare sull'argomento e il suo volersi rapportare con tutto coloro che esprimono voce nei territori, al fine di valutare ogni proposta che vada nella direzione della salvaguardia del tartufo e nel giusto interesse dei cittadini.