Negozi a Castelluccio, il progetto | Operatori “Villaggio della rinascita”

Negozi a Castelluccio, il progetto | Operatori “Villaggio della rinascita”

Negozi nell’ex area camper, ma solo usando legno, canapa e acciaio | Il 28 luglio la presentazione a Castelluccio

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Un progetto meno impattante per l’ambiente rispetto a dei container, integrato nella natura, in un’area già sbancata in passato e che finora usata per la sosta dei camper: è questo il tanto contestato villaggio commerciale di Castelluccio. Una struttura, a forma di deltaplano, in legno, canapa e acciaio (dal valore di oltre 2 milioni di euro, finanziato dal sistema di protezione civile nazionale) per delocalizzare le attività economiche castellucciane e permettere così al tetto dei monti Sibillini di non morire.


“Centro commerciale” a Castelluccio, ambientalisti all’attacco, la replica: “Una bufala”


Il progetto è stato presentato questa mattina in Regione, dalla governatrice Catiuscia Marini e dall’assessore Fabio Paparelli, alla presenza dei castellucciani, delle associazioni di categoria e del sindaco di Norcia Nicola Alemanno e verrà illustrato anche a Castelluccio la settimana prossima, venerdì 28 luglio alle ore 15, da parte della Giunta regionale e dei progettisti. E mentre gli operatori economici locali parlano di “villaggio della rinascita”, non si placano le polemiche da chi vorrebbe invece che Castelluccio, il suo Pian Grande ed il Parco nazionale dei monti Sibillini non venissero toccati.

Le spiegazioni della Regione: struttura pronta a primavera 2018

I primi ambientalisti sono coloro che appartengono alla comunità di Castelluccio, vocata all’ecosostenibilità. Arriviamo a questo progetto dopo una serie di incontri e di ‘scontri’. Attraverso queste strutture potremmo continuare ad accogliere i numerosi visitatori che già stanno tornando a Castelluccio e che potranno degustare i prodotti a km 0″ chiarisce il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno.

La struttura temporanea e reversibile che si andrà a realizzare a Castelluccio di Norcia, per poter ospitare le diverse attività commerciali e di ristorazione, – ha esordito la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini – è un progetto frutto di una fortissima condivisione e partecipazione che abbiamo voluto con tutta la comunità di questo meraviglioso posto che noi, prima di tutti, intendiamo preservare e valorizzare”. L’opera, firmata dall’architetto Francesco Cellini, docente di Progettazione Architettonica nella facoltà di Architettura di Roma Tre e tra gli archistar più autorevoli a livello nazionale ed internazionale, con il supporto del Dipartimento di ingegneria dell’Università di Perugia, vede la partecipazione, oltre che della Regione Umbria, anche del Ministero delle politiche agricole e della Nestlé, che ha promosso una raccolta fondi e sostenuto l’iniziativa. Tra gli intervenuti alla conferenza stampa odierna Francesco Pastorella, il responsabile del coordinamento dei 66 comitati che a vario titolo operano in tutte le aree delle quattro regioni colpite dal sisma. Ad illustrare il progetto è stato Paolo Verducci, del Dipartimento di ingegneria dell’Università di Perugia, che ha collaborato con Cellini alla redazione dello stesso.

 “Se abbiamo avuto una pecca – ha affermato la presidente Marini – se pecca la si può definire, è stata quella di aver voluto con determinazione ‘partecipare’ questo progetto con tutti, ed in primo luogo con gli abitanti e gli operatori economici di Castelluccio. E vorrei ringraziare proprio loro, per aver colto questa sfida, ed essere riusciti a definire un progetto di delocalizzazione delle attività economiche e produttive, in maniera unitaria e condivisa. Abbiamo così evitato che in questo stupendo luogo ciascuno, legittimamente, procedesse autonomamente – come la legge pure consente – dando vita a iniziative urbanistiche poco consone con la specificità di Castelluccio. Il nostro primo obiettivo è stato, e resta, quello di riportare i cittadini nei loro luoghi, a partire dalle attività economiche che rappresentano il segno della continuità della vita di comunità. Anche perché, sin dall’indomani degli eventi sismici, in Umbria abbiamo voluto porre come prioritaria la questione del lavoro e della ripresa economica, elementi che insieme alle scuole, sono il presupposto della ripresa e della rinascita”.

L’assessore Paparelli ha invece voluto sottolineare come “nessuno ha mai lontanamente pensato di realizzare ‘un centro commerciale’ addirittura nella piana di Castelluccio e le informazioni circolate in tal senso sono assolutamente false e prive di ogni fondamento. Il progetto in questione è la semplice delocalizzazione delle attività economiche che fino a ieri erano ospitate in edifici oggi inagibili. Il tutto realizzato in un sito – una cava dismessa – compromesso da un punto di vista ambientale e che ora verrà bonificato. Inoltre la struttura sarà realizzata utilizzando legno, canapa e acciaio, altro che cemento. E sarà – anche se temporanea – conforme a tutte le norme di legge. Al momento è già stata conclusa la fase progettuale ed entro la metà di agosto sarà conclusa la fase di gara per l’affidamento dei lavori. Ovviamente altrettanto importante è stata la condivisione con l’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini che ha sempre offerto la sua positiva collaborazione”. 

Due le fasi in cui sarà articolato il progetto: urbanizzazione e riqualificazione, che inizierà appunto ad agosto, e la realizzazione vera e propria, che dovrebbe concludersi entro la primavera 2018.

Illustrando il progetto, Paolo Verducci ha innanzitutto specificato che “sia l’organizzazione planivolumetrica che l’impostazione tipo morfologica, oltre ai materiali utilizzati (prato per i tetti e materiali a basso impatto ambientale per tutte le opere di sistemazione e strutture portanti), sono state organizzate in una logica di rinaturalizzazione del sito e di miglioramento paesaggistico dei prospetti rivolti verso Pian Grande. Oltre alla ricerca sui materiali, l’impatto visivo dei prospetti è stato contenuto attraverso un attento lavoro in sezione, incassando i due corpi di fabbrica per adeguarli alle linee del terreno”. Inoltre, ha aggiunto Verducci, il progetto si propone anche una notevole riduzione delle emissioni C02 “attraverso l’ottimale utilizzo dell’energia da fonte solare, la riduzione dell’impatto dei venti, l’utilizzo di materiali ad alto isolamento termico”.

Infine, tutti i rappresentanti delle diverse associazioni, comitati e della stessa Confcommercio Valnerina, che sono intervenuti nel corso della conferenza hanno avuto parole di particolare apprezzamento per la Regione Umbria, per aver gestito con responsabilità e spirito di collaborazione tutte le fasi che hanno portato alla definizione del progetto che quanto prima permetterà la definitiva ripresa economica di Castelluccio, che già oggi – dopo la riapertura della strada e della realizzazione di una tensostruttura che ospita strutture di ristorazione – vive una fase di notevole attività turistica ed economica.

Gli operatori di Castelluccio: villaggio della rinascita, basta polemiche

E dopo la conferenza stampa di questa mattina, a difendere il progetto è anche una nota a firma degli operatori economici di Castelluccio: “Dopo un anno di angoscia, inattività, mancanza assoluta di reddito, finalmente, grazie al grande impegno di tutte le Istituzioni, Regione Umbria in primis, ed alle soluzioni urbanistiche e architettoniche adottate nel rispetto dell’ambiente e del nostro amato territorio natio, ci è stato presentato ufficialmente il progetto definitivo per la delocalizzazione parziale delle nostre attività economiche. La soluzione prospettata ha carattere di immediato soccorso alla ripresa delle attività lavorative dei Castellucciani nonché di temporaneità, in attesa della materiale ricostruzione delle strutture, perché, se qualcuno lo avesse dimenticato, ricordiamo che qui il terremoto ha distrutto tutto. Purtroppo, forse a causa di una superficiale conoscenza del progetto di rinascita, o per mero spirito di critica gratuita, o ancora, per una strumentalizzazione della nostra fragile e difficilissima realtà, abbiamo appreso, con rammarico, che qualcuno, starebbe mettendo in discussione tale nostra ripresa. Rimandiamo, per ogni chiarimento di chi legge, alla consultazione dei canali ufficiali ove ci si vorrà correttamente informare ed, intanto, ci teniamo a chiarire che NON si tratterrà di un “centro commerciale” ma di una delocalizzazione parziale delle nostre poche attività lavorative (ristorantini, lavorazione del latte a conduzione familiare, bar e negozietti: ciò che è sempre stato nel nostro Paese). Ricordiamo che la popolazione di Castelluccio vive in simbiosi con il proprio ambiente e che un centro commerciale, come erroneamente inteso, sarebbe antitetico alla nostra filosofia di vita e di lavoro. Inoltre, il nostro futuro villaggio – ribadiamo, avente carattere di temporaneità – denominato “deltaplano” (dalla sua forma che lo ricorda) non verrà realizzato nel Pian Grande ma in un’area adiacente il centro urbano con tutti gli accorgimenti del caso. Stiamo ripartendo, abbiamo bisogno di sostegno e semmai di critica costruttiva ed informata, non di polemiche che gettano macerie. Ne abbiamo già abbastanza”.

Comunanza agraria e Pro loco ripercorrono l’iter del progetto

Ad intervenire sulle polemiche sono anche i presidenti della Comunanza agraria e della Pro loco di Castelluccio, rispettivamente Roberto Pasqua e Diego Pignatelli. Di seguito la loro nota.

“Con cura e con dovizia di particolari vorrei addentrarmi nella descrizione del progetto “Villaggio delle attività produttive ed economiche”, dopo che è emerso chiaramente nei giornali e nei social l’alto grado di disinformazione che ruota su di esso.

Questo affascinante progetto parte dalla lodevole intenzione dell’azienda Perugina, profondamente legata a questa terra, di risollevare l’economia del territorio, in stasi dopo il forte trauma post sisma. Dopo diversi confronti con gli operatori di Castelluccio, dagli imprenditori del luogo ai cittadini passando per le istituzioni, si è manifestata fin da subito l’urgente esigenza di rimettere in moto il tessuto economico di questo gioiello dell’Umbria e dell’Italia intera, partendo dalla considerazione che un rilancio di tutta l’attività economico-produttiva locale avrebbe, come da volano, permesso la ripartenza sociale, culturale, ambientale e turistica di Castelluccio nella prospettiva di un futuro ritorno alla normalità.

Allora dopo un primo incontro ricognitivo dello stato dei luoghi, la Perugina insieme alla Regione Umbria e al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, sempre in un clima di forte compartecipazione con gli operatori economici di Castelluccio e con la comunità e con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, hanno deciso di plasmare questa idea, firmata dall’archistar ambientalista Francesco Cellini nel pieno rispetto del paesaggio.

Da qui il lancio dell’iniziativa con la campagna #RINASCITACASTELLUCCIO, piattaforma di raccolta fondi il cui hashtag ne evidenza chiaramente questa finalità sopradescritta. Questo progetto, portato avanti a tre mani – Nestlé Perugina, Regione Umbria, Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari – ha con il tempo cominciato a strutturarsi e a prendere forma: fin dalla prima stesura del medesimo c’è stata una forte collaborazione molto partecipata della frazione tutta, con ampia e assidua presenza di scambi e confronti con tutti gli operatori economici del luogo quali agricoltori, ristoratori, imprenditori. 16 febbraio, 21 aprile, 6 luglio: queste alcune delle numerosissime date di incontro nelle quali si è ampiamente discussa quale fosse la soluzione migliore cercando di conciliare le diverse esigenze di tutti gli attori coinvolti nella vicenda.

Precisato quindi tutto l’iter che è stato seguito, dall’ideazione al corso del progetto, bisogna procedere con alcune precisazioni sul caso. Prima di tutto la denominazione del progetto è “Villaggio delle attività produttive ed economiche”: vi verranno delocalizzate le attività economiche già presenti a Castelluccio ante-sisma, quindi si esclude senza dubbio che possa essere definito un “centro commerciale”, termine mai utilizzato nel progetto né corrispondente all’anima del medesimo. Inoltre tali costruzioni emergenziali oggetto del villaggio, che richiamano la forma di un deltaplano, caratteristico dei luoghi, certamente non verranno realizzate nella Piana di Castelluccio, bensì in un’area già individuata vicina il centro urbano. Tutte queste deviazioni e stravolgimenti del progetto non in linea con esso rappresentano il frutto di interpretazioni sbagliate ed erronee che taluni vogliono far passare; tuttavia rappresentano critiche che sinceramente lasciano il posto che trovano perché chiaramente infondate, o al massimo fondate su distorsioni. È chiaro che sono sempre ben accette perché sono un elemento di confronto tra ideologie e visioni, ma nel porgerle non ho trovato alcun sentimento di rispetto nei confronti di tutte quelle persone, proprietari di immobili, titolari di attività e ivi lavoratori che hanno perso tutto ed attraverso questo progetto vorrebbero ripartire.    

Vi verranno delocalizzate, con intento chiaramente emergenziale, principalmente le attività del settore di ristorazione ma non mancheranno anche attività di vendita di produzioni agroalimentari di eccellente qualità, simbolo di un’identità che dobbiamo mantenere e valorizzare. Castelluccio finalmente sta tornando a risplendere alla luce del sole, dopo che per mesi era rimasto in penombra oscurato dal Monte Vettore, che troppo lo ha fatto penare. Questo progetto rappresenta un tangibile trampolino di lancio per il futuro che sta a tutti noi scrivere, chiaro segno che la spina dorsale del Centro Italia è ripartita. Permettere ai castellucciani di tornare a servire le famose lenticchie, far deliziare ai turisti la farecchiata, concedere loro di vendere la ricotta che con sudore svegliandosi la mattina all’alba hanno colato o descrivere i legumi caratteristici che l’amata terra ci offre quotidianamente, dal servire il semplice caffè al bar in un momento di ristoro al raccontare tutte le ricchezze paesaggistico-ambientali ed enogastronomiche di questo stupefacente luogo. È questo quello che con il Villaggio si vuole realizzare. Oltre al chiaro intento di ripresa dell’economia del luogo, sopra ampliamente descritto, questo Villaggio può rappresentare il mezzo attraverso cui favorire il reinserimento sociale della popolazione tutta, costretta ad abbandonare questi luoghi dopo i travolgenti terremoti che hanno devastato il borgo del paese.

Lungi dall’essere un semplice progetto, crediamo molto nelle sue potenzialità, oltre al traino che ne deriverebbe. Per questo ringraziamo enormemente tutte le persone ed enti-istituzioni nonché aziende coinvolte per tutta l’attenzione posta su Castelluccio e tutto l’aiuto mostrato, oltre che tutti coloro che con le loro donazioni stanno rendendo possibile la costruzione di questo Villaggio. Che sia il nostro “deltaplano” che ci farà volare nei cieli del futuro!”.

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