‘Ndrangheta, 21 arresti in Umbria, Lazio e Calabria per droga e omicidio

Al centro la cosca Farao-Marincola di Quarto Passo / L’ordinanza per i mandanti dell’assassinio di Provenzano / Droga nei trolley a Piazza Partigiani dalla Calabria

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Aggiornamento ore 11.11 – Arriva a distanza di poche settimane, dopo l’operazione del 10 dicembre denominata Quarto Passo, il nuovo colpo alla “‘ndrangheta perugina”: sono state infatti eseguite nella notte di oggi 21 ordinanze nell’ambito delle indagini denominate “Trolley-Sotto Traccia”, tutte in Umbria, Calabria e Lazio, tra Perugia, Terni, Catanzaro, Prato, Roma e Crotone. L’attività è stata condotta da circa 150 carabinieri del R.O.S, insieme al Comando Provinciale e alla Legione della Regione Umbria: gli arresti sono stati spiccati per traffico di droga, detenzione e porto di armi da guerra (15 persone) e per l’omicidio di Roberto Provenzano (6 ordinanze), assassinato a Ponte San Giovanni nella notte tra il 28 e il 29 maggio del 2005 da un colpo di arma da fuoco alla testa, mentre si trovava all’interno della propria abitazione di Perugia. Le persone arrestate sono inoltre tutte collegate alla proiezione umbra della cosca ‘ndranghetista dei Farao-Marincola, appunto già colpita dai 61 arresti di Quarto Passo. Il gruppo di calabresi che avevano riorganizzato l’associazione criminale è, in base alle risultanze delle indagini, la prosecuzione del clan già capeggiato dai pregiudicati Salvatore Papaianni, Vincenzo Bartolo e Francesco Elia, che nei primi anni 2000 gestivano il traffico di droga a Perugia, e che “avevano determinato – si legge nell’ordinanza – l’omicidio di Roberto Provenzano, reo di non aver rispettato gli accordi con il sodalizio. Del resto, come emerso anche dal contributo di un attuale testimone di giustizia, Giuseppe Affatato, uno dei mandanti dell’omicidio, ancora nel settembre 2013 aveva ricordato ai complici che eventuali <<sgarri>> nei pagamenti della droga avrebbero comportato un <<colpo in fronte>>, come avvenuto al Provenzano“.

GLI ARRESTI – IL VIDEO

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Perugia, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, fanno dunque riferimento a due distinti procedimenti: il primo per droga scaturisce dalle indagini sugli spari all’esercizio commerciale di Ponte Felcino, ed è da lì che prende i primi passi; l’altro procedimento riguarda l’omicidio di Roberto Provenzano, ma gli arresti sono stati eseguiti insieme in quanto lo stesso assassinio è collegato a fatti di droga e debiti che il Provenzano aveva contratto. Proprio in relazione all’omicidio di Provenzano, le indagini hanno individuato i mandanti, gli organizzatori e gli esecutori materiali del fatto di sangue. Sino ad oggi l’unico imputato per l’omicidio è Gregorio Procopio, il cui giudizio pende presso la Corte di Cassazione. Insieme a lui, sono ora indagati Giuseppe Affatato e Antonio Procopio, tra i promotori e organizzatori del gruppo che si dedica all’approvvigionamento di cocaina, del peso compreso tra i 7 e i 10 chili “a viaggio” dalla Calabria, nascosta nei trolley trasportati ogni 15 giorni a bordo di autobus di linea e prelevati dai complici presso il capolinea di Piazza Partigiani. “Dobbiamo andare dal dottore“, “sono pronte le patate rosse“: queste le parole d’ordine che servivano a pusher e ganci per capire che la droga era arrivata a Perugia ed era pronta per essere spacciata. L’asse Calabria-Umbria garantiva una fiorente attività di narcotraffico, attraverso la distribuzione di ingenti partite di cocaina nelle province di Perugia e Terni. Venivano poi stabiliti i compensi per le attività illecite: spezzare le gambe o appiccare un incendio costava circa 7 o 8 mila euro.

Le indagini di “Sotto Traccia” sono state inoltre portate avanti grazie alla rivisitazione e la rivalutazione degli atti e delle intercettazioni di un’altra indagine, denominata “Acroterium”, conclusa dal ROS nel 2007, e grazie anche alle recenti operazioni di filtraggio compiute dal RIS dei Carabinieri di Roma. Un’operazione che comunque trova il suo spunto proprio dall’operazione di dicembre: alcuni degli uomini arrestati stanotte in “Sotto Traccia” erano in contatto con i malviventi di Quarto Passo. “La matrice di provenienza è dunque la medesima“, nelle parole del Sostituto Procuratore Antonella Duchini. Alcune intercettazioni sono state utili per i fatti avvenuti relativamente all’omicidio di Provenzano (GUARDA IL VIDEO), e che hanno suggerito gravi indizi di colpevolezza dei complici: da qui derivano le numerose ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip.

INTERCETTAZIONE CON IL MANDANTE DELL’OMICIDIO

E’ stato poi spiccato un altro fermo per un uomo già indagato nell’ambito del procedimento dell’esplosione dei colpi di arma da fuoco a Ponte Felcino: l’uomo è stato fermato per la detenzione di armi da guerra e per incendio. Tutte attività che si collocano nel generale disegno delle attività investigative. “Sono tutti fatti che, benchè avvengano in procedimenti distinti, sono collegati e danno la misura del grande disegno criminale. L’Umbria da quache decennio non è più quell’isola felice che veniva descritta. L’attenzione deve rimanere molto alta, in quanto la deriva può essere sempre vicina“.

Il Generale Mario Parente ha rimarcato il collegamento con l’operazione Quarto Passo, rimarcando come “la comanda” ad uccidere Provenzano fosse arrivata “da sotto“, dunque dalla stessa Calabria. Un omicidio dunque che ha mandanti, esecutori e che si colora di tinte fosche se si pensa al giro che l’associazione mafiosa aveva messo in piedi. Si tratta dunque di una connotazione molto invasiva nel tessuto economico e sociale in Umbria.

Ore 09.47 – Dalle prime ore di questa mattina l’Arma dei Carabinieri sta eseguendo in Umbria, Calabria, e Lazio delle ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Perugia nei confronti di 20 indagati per omicidio ed associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

Al centro delle indagini condotte dai ROS  una proiezione della cosca “Farao-Marincola” di Cirò, da tempo operante in Umbria e ritenuta responsabile di un vasto traffico di cocaina approvvigionata in Calabria e successivamente distribuita localmente nelle varie piazze di spaccio. Individuati anche i mandanti e gli esecutori di un omicidio commesso nel 2005 nel capoluogo umbro per debiti contratti dalla vittima con l’associazione indagata. Autori legati al mondo del narcotraffico.

I particolari dell’operazione in una conferenza stampa alle ore 11 presso il Comando Legione di Perugia.

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