Narni Black Festival, Rita Marcotulli Trio apre con successo la 16^ edizione - Tuttoggi

Narni Black Festival, Rita Marcotulli Trio apre con successo la 16^ edizione

Carlo Vantaggioli

Narni Black Festival, Rita Marcotulli Trio apre con successo la 16^ edizione

Un viaggio alla ricerca delle sonorità nere, con uno strepitoso Luciano Biondini alla fisarmonica ed un fascinoso Israel Varela, batteria e voce
Ven, 29/08/2014 - 14:33

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Cambia registro Narni Black Festival.  Meno “blackkate” e più ricerca di sonorità misteriose dell’universo nero. Ovvero più attenzione nelle scelte della direzione artistica, alla cura tecnica e all’anima esecutiva degli artisti, lasciando un po’ in disparte il facile richiamo del folklore american style, colorato e caciarone quando invece serve a coprire le magagne stilistiche.
Si risolve così l’apparente contraddizione tra il richiamo all’anima black sancito anche dal titolo della manifestazione e la voglia di esplorare, rinnovando un po’ la formula della kermesse musicale narnese giunta alla promettente 16^ edizione.
Non nascondiamoci dietro ad un dito, nella composizione del programma si sente anche la mano di Umbria Jazz, partner di NBF.

Ma la struttura organizzativa di Narni Black Festival non si presta al gioco della fotocopia con la manifestazione perugina, piuttosto compone i gusti del pubblico e li spalma tra teatro e piazza secondo la giusta dimensione.
E’ così che ieri sera ha avuto inizio la 16^ edizione di NBF, con lo splendido concerto al Teatro Comunale Manini della pianista Rita Marcotulli, in trio con Luciano Biondini, fisarmonica, e Israel Varela, batteria e voce. Un trio di grande equilibrio artistico, non fosse altro che per la lunga frequentazione tra Biondini e la Marcotulli in un precedente progetto come  Variazioni sul tema. Tre strumenti musicali, piano, fisarmonica e batteria che lasciano sempre dubbioso lo spettatore-tipo quando sono composti in trio, ma che nel caso di ieri sera a Narni, hanno aperto gli occhi anche agli “ortodossi”.

Rita Marcotulli compone musica con una visuale ampia, non è prigioniera di stilemi personali che con il tempo avrebbero potuta chiuderla in un angolo, seppure dorato. Della pianista nulla si può aggiungere alla già conosciuta capacità esecutiva e tecnica, mentre invece ogni volta che appare in una scena live soprende il cambio di passo nella scelta compositiva. Molto contano le collaborazioni avute nella sua carriera musicale con personaggi del calibro di Chet Baker, Jon Christensen, Palle Danielsson, Peter Erskine, Steve Grossman,Joe Henderson, Helène La Barrière, Joe Lovano, Charlie Mariano, Marilyn Mazur, Pat Metheny, Sal Nistico, Michel Portal, Enrico Rava, Dewey Redman, Aldo Romano, Kenny Wheeler, Norma Winstone.

Nel concerto di Narni il Rita Marcotulli Trio prende per mano lo spettatore e lo conduce in un viaggio avventuroso alla ricerca di quei suoni neri che sono alla base di tutta la storia del blues e del jazz. E se anche a tratti può sembrare di trovarsi in Tibet per via di una campana rituale o magari in Giappone, con la pianista che riduce manualmente il suono dello strumento per farlo sembrare corto come quando si pizzicano le corde di un Koto, lo scopo è sempre lo stesso, proseguire oltre e non fermarsi al primo piacere dell’ascolto. Non potrebbe essere altrimenti con una artista che ha avuto riscontri più che positivi anche nel mondo del cinema (Ciak d’Oro, Nastro d’Argento e David di Donatello per la miglior colonna sonora di Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo). I segnali per affascinare e far venire voglia e curiosità di ricercare ci sono tutti nel concerto del NBF, a partire dallo staordinario Luciano Biondini, spoletino di nascita, ma ormai artista di assoluta fama internazionale, che non si perde una intersezione con la Marcotulli, e che si alza e si siede di continuo dalla sedia di scena navigando con la sua fisarmonica nell’onda sonora, e accompagnando con passione Israel Varela nei suoi assolo. Biondini ormai muove il mantice come Richard Galliano, ed ha una mano destra indiavolata, quando occorre. Israel Varela è anche la voce del Trio, e che voce. Calda, modulata e lirica quando occorre, ma soprattutto piena di quei registri neri di cui si va alla ricerca in questa 16^ edizione della kermesse. Tanti applausi ed un bis per gli appassionati spettatori al teatro Manini, che novelli Ibn Battuta sono felice del lungo viaggio fatto.
Nella stessa serata poi successo anche per gli altri due concerti “di piazza” con Samuele Kamikaze Project che con la sua musica giovane e divertente ha fatto ballare piazza dei Priori e con Gil Badarò che ha infiammato piazza Garibaldi con le sue note dal sapore esotico.
Questa sera invece è il turno di un altro trio di grande prestigio, i Doctor3, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra.

Riproduzione riservata

Foto: Tuttoggi.info  (Carlo Vantaggioli)

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