di Geraldina Rindinella
Mezz’ora di attesa può sembrare un’eternità se non fosse che sul palco di Trasimeno Blues, allestito nella fantastica cornice della Rocca medievale di Castiglione del Lago, sarebbe salito di lì a poco uno degli artisti più eclettici di questo genere musicale. Alle 22, finalmente, spuntano all’orizzonte del palco i ‘The Lower 911’, i tre musicisti che accompagnano la guest star. Subito dopo si materializza lui, il “neworleanino” Dr. John, dall’aspetto molto più simile ad uno stregone vuduista che non alla stella di fama internazionale. Completo porpora, borsalino, occhiali da sole, bastone da rito propiziatorio e teschi presenti ovunque, l’icona del blues inizia a scaldare il pubblico presente sugli spalti ormai affollati. Definirlo cantante, strumentista, autore e arrangiatore, sarebbe riduttivo perché Dr. John è un personaggio bizzarro che rappresenta l’autentica sonorità di New Orleans, di cui sa cogliere un’ampia gamma di sfumature e il lato più pittoresco in ogni brano.
Un’ora e mezzo di esibizione in cui l’artista americano crea un miscuglio “sui generis” di contaminazioni che spaziano senza sosta dal blues ritmato e puro, al jazz, passando per il rock e il folk più arroganti in cui non mancano richiami nei territori femminili.
Il risultato è che Dr. John ha un’abilità fuori dal comune, qualsiasi strumento egli suoni: dalla chitarra al pianoforte ha una carismatica capacità di incantare le persone, quasi come in uno stato di “trance”, che dal vivo si trasforma in un rituale carnascialesco alla ‘Mardi Gras’ con incursioni nel mondo africano e mediorientale.
Nel gran finale di concerto, non potevano mancare brani tratti dall’ultimo disco “City that care forgot”, una vera e propria dichiarazione d’amore per New Orleans, scritta in seguito al devastante uragano Katrina. E la stessa città, che un tempo veniva definita “The big easy”, la grande disinvolta, da cui è poi partito quel genere blues apprezzato in tutto il mondo, continua a far pulsare i propri battiti attraverso le note di epici artisti. Uno di questi è il mirabile Dr. John.