Lavoro somministrato, in Umbria è in aumento | Ma ora cambiano le regole

Lavoro somministrato, in Umbria è in aumento | Ma ora cambiano le regole

Scarpelli (Nidil Cgil): viste le novità introdotte dal decreto Di Maio servono percorsi di concertazione con aziende e agenzie

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La Camera ha approvato il decreto Di Maio (il cosiddetto “decreto dignità”). Il pacchetto contiene, fra le varie misure, la stretta sui contratti a termine, ma anche sul lavoro in somministrazione (ex lavoro interinale ). Una tipologia di lavoro che in Umbria, secondo i dati di fonte Inail, elaborati dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio, ha un peso sempre maggiore. Se infatti nel 2009 il numero di lavoratori in somministrazione in Umbria era di poco superiore alle 7mila unità, nel 2017 si è superata quota 22mila. Nel 2017 il lavoro in somministrazione pesa per oltre il 15% rispetto al totale dei rapporti di lavoro avviati, con un incremento del 25% nel 2017 rispetto all’anno precedente.

La maggior parte dei “somministrati” umbri è impiegato nel settore dell’Industria (in particolare metalmeccanica, cartaria, elettrica e dei trasporti), seguita a grande distanza dal settore dell’Informatica e Servizi alle imprese.

“Parliamo di contratti di lavoro di qualche mese o di poche settimane, addirittura in alcuni casi di qualche giorno soltanto – commenta Vanda Scarpelli, segretaria generale di Nidil Cgil Perugia – Contratti stipulati dalle agenzie per il lavoro e poi prorogati o ristipulati, ma che ora, alla luce della nuova normativa, dovranno essere ridisegnati sia nella durata che nel numero, prevedendo il decreto Di Maio un tetto per l’utilizzo dei contratti a tempo determinato (anche quelli in somministrazione) che non potranno superare il 30 percento dei contratti a tempo indeterminato presenti in azienda”.

“Riteniamo fondamentale pertanto – continua Scarpelli – che si aprano confronti sindacali e percorsi di concertazione in tutte le aziende utilizzatrici e con le varie agenzie per il lavoro, per verificare soluzioni adeguate al rispetto della nuova normativa, utili a mantenere i livelli occupazionali e la continuità nel lavoro per i lavoratori assunti in somministrazione, sempre con l’obiettivo di una loro stabilizzazione”.

“Come categoria della Cgil che si occupa principalmente delle nuove identità del lavoro – aggiunge la segretaria – saremo attenti osservatori della applicazione del decreto Di Maio, che auspichiamo serva ad una diffusa stabilizzazione del lavoro, ma di cui sottolineamo le significative contraddizioni, a partire dall’inaccettabile ripristino dei voucher. La dignità nel lavoro non può essere applicata a macchia di leopardo e il superamento della precarietà non può prescindere dall’azzeramento di strumenti che nessuna dignità garantiscono ai lavoratori”, conclude Scarpelli.

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