LA SITUAZIONE SFRATTI IN UMBRIA E ITALIA NELL'INDAGINE DELLA SICET-CISL - Tuttoggi.info

LA SITUAZIONE SFRATTI IN UMBRIA E ITALIA NELL'INDAGINE DELLA SICET-CISL

Redazione

LA SITUAZIONE SFRATTI IN UMBRIA E ITALIA NELL'INDAGINE DELLA SICET-CISL

Lun, 24/05/2010 - 15:53

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Il Ministero dell'Interno ha di recente reso noti i primi dati, ancora in corso di consolidamento, relativi ai provvedimenti di sfratto nel periodo gennaio – dicembre 2009. Pur nella incompletezza del quadro, si evidenzia la drammaticità di una situazione che colpisce un numero sempre più elevato di inquilini. La crisi economica ha fatto crescere a livello nazionale del 17,58% i provvedimenti di sfratto emessi raggiungendo quota 61.484 di cui 52.000 provvedimenti dovuti all'impossibilità di corrispondere i canoni da parte degli inquilini; è quasi assente la motivazione di necessità del locatore con solo 700 casi; 9.200 sono i provvedimenti per finita locazione.

Nella nostra Regione, nello stesso periodo, sono stati emessi 871 provvedimenti di sfratto, di cui 782 per morosità del conduttore, 86 per finita locazione e solo 3 per necessità del locatore. La variazione percentuale rispetto all'anno precedente è del 8,88% in più.

Le richieste di esecuzione sono state 936 di cui eseguite 398. Esaminando i dati per provincia si può notare:

– la provincia di Perugia è stata interessata da ben 678 provvedimenti di sfratto; di questi 646 (di cui 326 nel capoluogo) dovuti a morosità del conduttore, 30 per finita locazione e 2 per necessità del locatore. La variazione percentuale rispetto all'anno precedente è del 6,77% in più.

Le richieste di esecuzione sono state 650 di cui eseguite 256.

– la provincia di Terni è stata interessata da 173 provvedimenti di sfratto; di questi 136 (di cui 82 nel capoluogo) dovuti a morosità del conduttore, 56 per finita locazione e 1 per necessità del locatore. La variazione percentuale rispetto all'anno precedente è del 16,97% in più.

Le richieste di esecuzione sono state 286 di cui eseguite 134.

Dai dati esposti emerge che anche nella nostra Regione la crisi economica sta colpendo pesantemente le famiglie in affitto, uno dei segmenti sociali più deboli nella Regione; la perdita del posto di lavoro segna l'avvio verso lo sfratto per morosità che, come visto, rappresenta l'unica motivazione dei provvedimenti. Di certo non è per ora che si arresterà il crescente numero delle famiglie che deve scegliere se acquistare il cibo o pagare l'affitto; il Governo Nazionale in primis ma anche le Istituzioni Locali devono farsi carico del problema abitativo che si caratterizza sempre più come disfacimento di un diritto sociale, dissoluzione di ogni tutela giuridica e impegnarsi nella protezione pubblica dell'alloggio e dell'abitare. E' Loro compito ridurre questi drammi: è giusto aiutare chi non riesce a pagare il mutuo e anche gli inquilini che non riescono a pagare l'affitto.


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