Inno di Mameli da casa, Banda comunale di Gubbio festeggia così la Liberazione - Tuttoggi

Inno di Mameli da casa, Banda comunale di Gubbio festeggia così la Liberazione

Davide Baccarini

Inno di Mameli da casa, Banda comunale di Gubbio festeggia così la Liberazione

Omaggio "virtuale" del sodalizio alla Liberazione, ognuno degli oltre 70 musicisti ha suonato dalla propria abitazione nel rispetto delle normative anti Covid-19
Sab, 25/04/2020 - 11:11

Condividi su:


Inno di Mameli da casa, Banda comunale di Gubbio festeggia così la Liberazione

L’attività forzatamente ridotta non placa la voglia di fare della Banda Comunale di Gubbio, con il nuovo consiglio direttivo composto dal presidente Giovanni Cicci, il vicepresidente Emanuele Bartolini, il segretario Franco Pugnitopo e i consiglieri Cesare Bedini, Paolo Pierotti, Annalisa Tinti e Simone Vagnarelli.

Il sodalizio, ribattezzatosi per l’occasione “Virtual Banda”, ha infatti promosso una particolare esecuzione dell’Inno di Mameli che vede ognuno degli oltre 70 musicisti suonare dalla propria abitazione, in base alle restrizioni governative per combattere il Covid-19.

Inno di Mameli…da casa. L'omaggio alla Liberazione della Banda Comunale Di Gubbio

Publiée par TuttOggi sur Samedi 25 avril 2020

Il risultato dell’esibizione, che la Banda avrebbe dovuto eseguire oggi, 25 aprile, durante il corteo della Liberazione, è stato raggiunto grazie alla collaborazione del nuovo Direttore M°. Andrea Angeloni con il M° Giovanni Sannipoli, ideatore e coordinatore del progetto. Giampaolo Pauselli ha messo invece a disposizione esperienza e attitudine per sincronizzare, assemblare i video e rendere esecutiva l’idea.

La Banda Comunale di Gubbio, nell’intento solidale di fare cosa gradita alla cittadinanza per festeggiare l’Anniversario della Liberazione, ha pensato di offrire questa performance “con l’augurio di poter essere liberati presto dal nemico invisibile che mette in pericolo la nostra incolumità“. Un omaggio, dunque, che va anche alle vittime del virus, a chi si è battuto per sconfiggerlo e a tutti gli operatori che rischiano ogni giorno le loro vite per salvare quelle degli altri, come i Liberatori fecero 75 anni fa.