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Inchieste: Bps, terremoto a L’Aquila, Quarto Passo / Le verità del 2014

Alessia Chiriatti

Inchieste: Bps, terremoto a L’Aquila, Quarto Passo / Le verità del 2014

Le mani della "mala" sull'Umbria / Affaristi, droga e politica alla sbarra
Ven, 02/01/2015 - 17:19

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Faldoni su faldoni, carte su carte: un cordone che collega un anno difficile, come il 2014 appena conclusosi, per la cronaca in Umbria, che tanto ha portato alla luce, grazie anche alla conclusione di processi difficili e alla celebrazione di sentenze complesse. Scandito da episodi che hanno riguardato lo scandalo interno alla Banca Popolare di Spoleto e gli articoli sequestrati alla nostra testata, il consumo di droga nei rave della regione, fino alle sconcertanti rivelazioni venute fuori alla fine del 2014 con l’operazione Quarto Passo, che ha portato i ROS a smantellare i profondi legami che tenevano insieme regioni così apparentemente diverse come l’Umbria e la calabria. TO ha seguito ogni istante dei risvolti di queste vicende, intrecciando i suoi articoli con un costante lavoro di cronaca.

Il 2014 raccontato dalla cronaca / La timeline dei principali processi

Un 2014 che si apre con le 4 misure cautelari eseguite dagli agenti della Squadra Mobile della Questura dell’Aquila, con la collaborazione di quella di Teramo e di Perugia, e con le perquisizioni in ditte, abitazioni e al Comune di L’Aquila nei confronti di attuali ed ex assessori e funzionari pubblici aquilani ritenuti responsabili, a diverso titolo insieme a imprenditori, tecnici e faccendieri, di millantato credito, corruzione, falsità materiale e ideologica, appropriazione indebita su appalti legati alla ricostruzione post-terremoto del 6 aprile 2009.

Tangenti l’Aquila, ingegnere perugino indagato

Ad aprile si pare poi il caso su De Megni e Covarelli, arrestati con l’accusa di riciclaggio e falso in bilancio. Una operazione, hanno detto le indagini, effettuata con strutture societarie in Austria, Germania e Gran Bretagna. I beni sequestrati, ville e immobili, sono di pregio storico e sono a Bologna, Pisa, Perugia e Roma, ma ci sono anche terreni nel Cosentino.

Le banche – Il 2014 è stato un anno importante per la vicenda della Banca Popolare di Spoleto: la notizia dello scorso 16 giugno riguarda il passaggio dell’istituto di credito al controllo di Banca Desio e della Brianza: l’assemblea dei soci ha infatti approvato i 3 punti all’ordine del giorno che ufficializzano l’ingresso della banca lombarda e il relativo aumento di capitale. Una lunga vicenda che ha visto in prima linea anhe il nostro giornale, il quale aveva raccontato l’ultima Assemblea dei soci della Banca Popolare di Spoleto. A ottobre poi sono state ufficialmente presentate le liste per nominare il board della Spoleto Credito e Servizi. A contendersi il posto ci sono l’Aspocredit e i Soci Bps e Scs.

La droga – Costante in Umbria torna la droga, a scandire quasi ogni attività illecita che si radica sul territorio. Un consumo che non cala, nonostante l’emorragia vertiginosa di studenti dagli Atenei del capoluogo, nonostante i controlli serrati e gli espatri. Con le nostre telecamere siamo entrati in un rave, ne abbiamo superato sterpaglie e diffidenze dei suoi avventori, fino ad arrivare a Fibbino, sui monti tra Piegaro e San venanzo: lì dove la ketamina, e il suo “sballo down” che anestetizza chi la usa per ore.

TUTTI GLI ARTICOLI DELL’INCHIESTA TO SU WOODSTEK —> VIAGGIO SOTTO CASSA

La notte del Woodstech

Una tribù che balla

Droga che arriva da canali diversi in Umbria, percorrendo la E45 da nord a sud, attraverso i canali della ‘Ndrangheta e della Camorra, smerciata da albanesi, italiani e nordafricani. Fatti che trapelano dalle numerose operazioni di polizia e carabinieri, rivelati nello spaccio messo in piedi dai boss ‘ndranghetisti con base a Ponte San Giovanni e nel perugino, o, ad esempio, dalle 36 ordinanza di custodia cautelare emesse dalla Squadra Mobile di Perugia con l’operazione Show Must Go On: l’Umbria, si è scoperto, era collegata attraverso un canale di droga internazionale, proveniente da Francia e Olanda, in maniera capillare. In Umbria sono tre i vertici ora smantellati dalla polizia, tra loro collegati da un’unica “primula rossa”, molto stimata e temuta nell’ambiente: il primo attivo nella zona di Ponte San Giovanni e Ponte Felcino, dove poi risiedono i plenipotenziari dell’organizzazione; il secondo, anche rinominato “Belgassem”, presente su Città di Castello, ma anche a Madonna Alta e Fontivegge; infine il terzo, anche detto “gruppo Max”, al “lavoro” nella zona di Via Cortonese. Stessa cosa per l’operazione Turnover, che proprio oggi ha portato all’arresto a Fiumicino di un altro importante capo al vertice di un organizzazione che dalla Nigeria risaliva fino in Italia, carica di cocaina.

Oltre alla droga, purtrppo esiste anche la prostituzione minorile: così l’inchiesta sulle baby squillo ha portato a smascherare un terribile giro tra Terni e Spoleto, nel quale erano implicate alcune giovani “sfruttate” da un’ape regina, e che avevano clienti anche a Roma e Rieti.

TUTTI GLI ARTICOLI SULL’INCHIESTA SULLE BABY SQUILLO

I rifiuti – Non ci si fa mancare niente, dunque: anche i rifiuti vengono coinvolti in Umbria da inchieste e ordinanze di custodia cautelare. Ultima, ma solo per ragioni cronologiche, è la scoperta del Corpo Forestale dello Stato, della discarica illegale a Pò Bandino, vicino Città della Pieve. Già a gennaio, però, si ha notizia di Manlio Cerroni, all’epoca proprietario del 45% di Gesenu, colpito dall‘inchiesta sulla discarica di Malagrotta. Fino all’indagine aperta su Acea a Terni,che prova a comprendere la complessità degli interessi in gioco nel settore dei rifiuti, soprattutto nel caso di una delle quattro maggiori multiutility italiane. Una faccenda che tesse le sue trame e arriva fino all’inchiesta su Mafia Capitale.

E si parla sempre di rifiuti, di certo mal riposti, se si pensa a quanto accaduto dopo l’apertura del McDonald a Città di Castello: il nostro inviato è andato a documentare quanto accadeva per le strade del tifernate, documentando anche la maleducazione di cittadini, magari solo poco attenti.

Dall’olio alle copisterie – Saranno due argomenti così diversi, eppure l’Umbria, terra che vive anche di agricoltura e studenti, è colpita nel cuore con affari illeciti che riguardano olio e fotocopie: sembra che a Perugia, infatti, complice l’afflusso di studenti negli atenei, copiare sia un’arte e alimenti un mercato importante, dalla concorrenza sleale e che riesce a raggirare finanza, SIAE, professori. Il punto è che non si copia tra i banchi universitari, ma nelle stesse copisterie, a botte di tomi fronte retro.

Tutti gli articoli sull’inchiesta TO sulle copisterie perugine:

Perugia, “Il Copione” in tribunale / Il negozio con la porta segreta

Confartigianato Imprese Perugia per la legalità della fotocopiatura dei testi

Al “Copione” di Perugia una “stanza segreta” che conteneva 800 copie di libri universitari. In casa del proprietario trovati 7 grammi di hashish e 14mila euro – FOTO E VIDEO

E dalla Tav a Sanitopoli – Famose agli onori della cronaca giudiziaria anche le vicende che riguardano i procedimenti a carico dell’ex presidente della Regione Umbria, Lorenzetti: per la “Zarina”, a far battere il martelletto del giudice sono le faccende legate all’affare Tav e Italferr, insieme a Sanitopoli. Quest’ultima ha visto condannare l’ex governatrice dell’Umbria a otto mesi di reclusione (con pena sospesa e la non menzione della condanna nel casellario giudiziale) e l’ex assessore alla Sanità Maurizio Rosi e l’allora direttore della direzione regionale dell’Umbria alla Sanità Paolo Di Loreto ad otto mesi e quindici giorni.

Le grandi opere – E a proposito di Tav, nell’ondata dello Sblocca Italia e delle infrastrutture che dovrebbero salvare, almeno nelle intenzioni degli ideatori, la regione dal suo decantato e odiato isolamento, finiscono nell’occhio del ciclone la E45, che qualcuno vorrebbe trasformare in autostrada, poi finita sotto inchiesta per le sue buche, e il progetto di costruzione della TAP, il gasdotto che dovrebbe unire con un lungo serpentone l’Azerbaijan e Minerbio, in provincia di Bologna, passando proprio per l’Umbria.

Le buone notizie – Ma non c’è solo cronaca nera e cattive notizie. Il 2014 è stato anche, insieme al cambio di colore politico del capoluogo umbro con l’elezione di Andrea Romizi, l’anno della polemica sui monoliti perugini, diverse volte poi chiamati “skatepark”; della rincorsa sui progetti che vogliono portare a riaprire lo storico Teatro Turreno a Perugia (per creare una Fondazione per la musica o comunque un contenitore culturale, sul quale pendeva fino a poco tempo fa la possibilità di essere trasformato in paninoteca; delle idee per riqualificare mercato coperto e biblioteca degli Arconi. Tutte vicende che proseguiranno nel corso del 2015, e che continueremo a raccontarvi.

©Riproduzione riservata

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