INCENERITORE CEMENTIR A SPOLETO: OGGI L'AUDIZIONE IN PROVINCIA. I GRUPPI "IPOTESI ESCLUSA" (foto) - Tuttoggi.info

INCENERITORE CEMENTIR A SPOLETO: OGGI L'AUDIZIONE IN PROVINCIA. I GRUPPI “IPOTESI ESCLUSA” (foto)

Redazione

INCENERITORE CEMENTIR A SPOLETO: OGGI L'AUDIZIONE IN PROVINCIA. I GRUPPI “IPOTESI ESCLUSA” (foto)

Ven, 05/11/2010 - 15:19

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I membri della Prima Commissione, guidata dal presidente Massimiliano Capitani, hanno incontrato i vertici nazionali e regionali di CementirItalia, gruppo Caltagirone, che ha uno stabilimento di produzione cemento e una struttura di ricerca scientifica dei materiali a Spoleto. Erano presenti anche dirigenti provinciali del settore, responsabili di Legambiente e della Vus di Foligno-Spoleto. L'obiettivo era quello di capire tecnicamente la proposta di utilizzare cdr di qualità – ovvero rifiuti – come combustibile per mandare avanti direttamente le fornaci, accese sette giorni su sette, del cementificio. Il presidente Capitani (Pd) prima dell'audizione ha ribadito che: “tutti i gruppi provinciali si erano espressi a favore della proposta da me formulata di non consentire di bruciare cdr all'interno dei forni dei cementifici; sposando l'ipotesi del piano regionale dei rifiuti che si basa su due cardini: primo, raccolta differenziata al 65 per cento; secondo, realizzazione di un termovalorizzatore nella provincia di Perugia per la chiusura del ciclo dei rifiuti”. Capitani, stando all'elaborato regionale, ha ribadito che la proposta dei cementifici “produrrebbe ulteriori rifiuti indifferenziati da mettere in discarica, proprio quello che il Piano esclude categoricamente”. I vertici di Cementir, dopo aver illustrato il funzionamento della produzione di cemento in polvere, hanno precisato che attualmente utilizzano per un mix di prodotti derivanti da olii, ma che sono fortemente interessati al cdr di qualità come combustibile futuro per contribuire all'ambiente e alla risoluzione dei rifiuti. Il cdr sprigiona circa la metà dell'energia prodotta per combustione dal mix di olii. Non è stato specificato dai diretti interessati se il cdr vuole essere acquistato – prezzo complessivo di mercato tra 50-60 euro a tonnellata – dall'azienda oppure più semplicemente barattato in nome di uno smaltimento di rifiuti modello baratto (tu fornisci, io ripulisco a zero costi). La certezza è che Cementir, se un giorno avvenisse l'approvazione, non avrebbe voce in capitolo sulla selezione dei rifiuti che spetterà alle aziende municipalizzate storiche. Come sollevato da Legambiente ma anche da Capitani stesso, il cdr pur essendo raffinato ed elaborato deve essere sempre considerato rifiuto con tutto quello che ne consegue per la salute dei cittadini e dell'ambiente. I gruppi politici presenti all'incontro, si sono detti non favorevoli a bruciare cdr nei cementifici. “Come Rifondazione Comunista – ha spiegato Luca Baldelli, capogruppo – abbiamo dimostrato che si possono percorrere altri modelli culturali sui rifiuti a basso costo sia in termini economici e ambientali. Lo abbiamo dimostrato a Gubbio mettendo in riciclo ciò che tutti i cementieri volevano invece bruciare: le gomme di auto e tir. Si parla di cdr ma perché gli imprenditori non adeguino i loro impianti a loro spese per il più redditizio gas naturale? Basta aspettare sempre i soldi da pubblico”. Giampiero Panfili ha ammesso che “noi non siamo dei tecnici, ma spetta al politico dare un indirizzo in materie che investono la salute dei cittadini. Ad oggi, tra studi e perplessità, ci sembra la via più difficile. Ma non bisogna avere preclusioni: se i nostri tecnici escludessero tutti i rischi allora la partita si potrebbe anche riaprire”. Per Ronconi (Udc) è necessaria la massima attenzione per valutare “progetti che possono dare una contributo sociale importante prima del raggiungimento di una soglia accettabile”. “Investire sulla differenziata più risorse e uomini per raggiungere un ciclo più naturale possibile e dare impulso al porta a porta. Per il resto bene il piano regionale dei rifiuti”: questo è stato il parere di Giampiero Fugnanesi (Pdci). “E' stata un'audizione importante – ha spiegato il consigliere del Pd, Laura Zampa – perché ha illustrato aspetti tecnici importanti per capire sia la filiera del cemento, che conoscere l'azienda e i suoi obiettivi. Questa deve essere la prassi per istituire rapporti tra istituzioni e privati. Per quanto riguarda la chiusura del ciclo dei rifiuti è necessario che la Provincia vada di pari passi con la Regione per l'attuazione del Piano regionale dove è forte l'impegno per la raccolta differenziata.”.


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