IN PERICOLO LA SOPPRAVIVENZA DEL CENTRO STUDI SUL TURISMO DI ASSISI - Tuttoggi

IN PERICOLO LA SOPPRAVIVENZA DEL CENTRO STUDI SUL TURISMO DI ASSISI

Redazione

IN PERICOLO LA SOPPRAVIVENZA DEL CENTRO STUDI SUL TURISMO DI ASSISI

Mar, 30/10/2007 - 08:44

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“Le autorità competenti, tra le quali la Regione Umbria, si assumano le proprie responsabilità e si adoperino, anche mediante una modifica dello Statuto, a ricercare nuove intese per evitare la chiusura del Centro studi sul turismo (Cst) di Assisi”. Lo chiede una mozione firmata da tutti i capigruppo della Casa delle Libertà a Palazzo Cesaroni.I consiglieri regionali di centrodestra evidenziano che “il Cst rischia di cessare la propria attività alla fine del 2007, in quanto il Consiglio di Amministrazione ne ha autorizzato il recesso. Il Cst deve continuare a garantire la presenza sul territorio di un centro di eccellenza per la ricerca e l'alta formazione sul turismo, settore fondamentale per lo sviluppo socio-economico della nostra Regione e di tutto il Paese”. “Il Centro studi sul turismo di Assisi – spiegano Sebastiani, Modena, Laffranco, Zaffini e Tracchegiani – è nato nel 1982 come associazione no profit ed è diventato negli anni uno tra i luoghi più importanti per l'analisi e l'elaborazione scientifica del fenomeno turismo ed alla formazione degli operatori del settore. I soci partecipanti sono Università degli Studi di Perugia, Regione Umbria, Università per Stranieri, Comune di Assisi, Provincia di Perugia, Unione delle Camere di commercio, Federalberghi, Unicredit, Iremanagement Spa”.”Nei primi anni 90 – si legge nella mozione – proprio grazie all'attività svolta dal Cst, il ministero istituì nell'ordinamento universitario italiano i diplomi universitari in economia e gestione dei servizi turistici e i corsi di laurea in economia del turismo presso le Università di Perugia (Assisi), Bologna (Rimini), Venezia e Napoli. Il lavoro svolto dal Cst e dal gruppo di docenti, ricercatori, personale tecnico ed amministrativo ad esso appartenente, è stato possibile affiancare ai tradizionali insegnamenti universitari dei veri e propri laboratori professionalizzanti, che hanno consentito unitamente ai contenuti didattici di istituire corsi didattici sul turismo allineati in pochi anni con i migliori standard internazionali”.


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