C’è un ponte che mette in comunicazione Viale XVI Giugno con Largo Marchisiello, altrimenti divisi dal fiume Topino: è il noto Ponte San Magno della città di Foligno, risalente al XVI secolo, e a tutt’oggi tra le arterie fondamentali per il collegamento tra le due sponde della città. Non è quindi un caso che ci si imbatta frequentemente in code di autovetture da entrambi i lati del ponte. A causa della sua natura (ed in particolare per la strettezza), l’accesso al “cavalcavia” è però vietato al transito degli autobus e ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 2,5 t, ed è vincolato dal segnale di prescrizione che obbliga a dare o avere la precedenza, a seconda della sponda da cui si arrivi, nei sensi unici alternati. Il traffico alternato dei veicoli è comunque regolato dal funzionamento delle lanterne semaforiche veicolari normali, che garantiscono il senso unico… Anche se non troppo. Di norma, la luce gialla fissa posta tra il rosso e il verde del semaforo prescrive di arrestarsi, sempre, ovviamente, che sia possibile farlo in condizioni di sicurezza. Questa regola, in realtà, viene abusata da diversi conducenti che si trovano ad attraversare il ponte. Quando il rosso è ormai davvero prossimo, i guidatori scelgono comunque di proseguire per la loro strada, ritrovandosi quasi a collidere contro il paraurti di un’altra autovettura, giunta nel frattempo dall’altra sponda per l’accensione della luce verde del semaforo. Una delle due è quindi costretta alla manovra della retromarcia, rischiando con questa di paralizzare il traffico. Ovviamente, la scelta di non rispettare la segnaletica stradale non può che portare ad un inevitabile ed elevato rischio di sinistro. Esiste davvero.
(Elisa Panetto)