Un’omelia laica, in uno dei luoghi simbolo della Cristianità, la Basilica di San Francesco ad Assisi. E come nei mirabili affreschi di Giotto che hanno fatto da cornice alla Lectio Magistralis “Gesù: il miracolo del desiderio” di Massimo Recalcati, ad Assisi per il Cortile di Francesco e Umbria Green Festival, l’acclamato psicanalista, professore universitario e saggista ha utilizzato parole e parabole raccontate nella Bibbia, nell’Antico Testamento e soprattutto nel Vangelo, per spiegare alle tante persone giunte ad ascoltarlo la forza di quel messaggio. Che ha poi trovato in San Francesco, nella sua condotta di vita semplice eppure così straordinariamente appassionata, un grande testimone e quindi un ulteriore divulgatore.
Il messaggio di Cristo può essere così sintetizzato: un invito a vivere la vita. Seguendo quello che oggi gli psicanalisti chiamano desiderio (parola che non compare nella Bibbia nell’accezione moderna, ma il cui significato è più volte presente come talento, vocazione, chiamata).
Perché il peccato non è violare la Legge (esito scontato, vista la natura umana e le sue pulsioni), ma avere paura della vita. Rifuggendo, in questa lettura, la visione moralistica della contrapposizione tra vizio e virtù, la salvezza è “spendersi senza riserva nell’amore”. E la colpa, dunque, è non amare. Rinunciare alla vita, per paura di perdere ciò che si ha, finendo in questo modo per perdere in realtà tutto, anche la stessa propria vita, perché non vissuta. Rinunciare al proprio desiderio, verso il quale, invece, tendiamo come più assoluta forma d’amore.
(Ha collaborato al servizio Arianna Sbardella)
















