I SINDACATI DEL TEATRO STABILE ANNUNCIANO BATTAGLIA CONTRO I TAGLI AI SALARI - Tuttoggi.info

I SINDACATI DEL TEATRO STABILE ANNUNCIANO BATTAGLIA CONTRO I TAGLI AI SALARI

Redazione

I SINDACATI DEL TEATRO STABILE ANNUNCIANO BATTAGLIA CONTRO I TAGLI AI SALARI

Lun, 31/01/2011 - 12:56

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“Perugia capitale della cultura? E un prestigioso obiettivo ma non pare giusto arrivarci dimezzando il lavoro ed il salario dei lavoratori di una fabbrica della cultura come il Teatro stabile dell'Umbria”.

Le sigle sindacali dello spettacolo Slc-Cgil e Uil Fpl respingono con fermezza la proposta di cassa integrazione in deroga, avanzata recentemente dalla direzione del Teatro stabile come unica ipotesi di soluzione alla contingente crisi di bilancio per l'anno in corso, dovuta ai tagli al settore.

“Non si può proporre a dei lavoratori che aumentano la qualità e la quantità del loro lavoro una diminuzione di stipendio per far fronte ad una diminuzione dei finanziamenti”, hanno detto ieri le due sigle sindacali in un comunicato.”Slc-Cgil e Fpl-Uil chiedono che in primis siano i dirigenti del Tsu a diminuirsi lo stipendio, prendendo esempio dalla regione (che ha deciso di ridurre da sette a tre il numero dei suoi dirigenti, ndr), e che venga attivata immediatamente una strategia di risparmio e di coinvolgimento di nuovi soci e finanziatori. Crediamo, inoltre, sia indispensabile avviare contestualmente un progetto di rinnovamento del ruolo e delle funzioni del Tsu in linea con i tempi e, soprattutto, con le esigenze del territorio in cui vive ed opera. In caso contrario CGIL UIL valuteranno iniziative pubbliche di protesta per denunciare e respingere la solita logica che chi paga è sempre chi lavora”.

Secondo i sindacati, al Teatro stabile diretto da Brunello Cucinelli è mancata “una qualunque strategia in quanto la diminuzione dei finanziamenti era stata largamente anticipata e pur tuttavia, da parte dei responsabili, non vi é stata un'adeguata e concreta attività al fine di trovare nuovi soci o finanziatori. Tantomeno é stata spesa alcuna fatica per riprogettare la cosiddetta mission del Tsu. A fronte di un budget sempre più risicato, cosa peraltro prevedibile con larghissimo anticipo -sono almeno due anni che la crisi è in atto – tutte le fatiche di chi ha la responsabilità di decidere sono state spese in un miope arroccamento su posizioni di difesa dei privilegi e di totale indifferenza ai ripetuti segnali di allarme provenienti dal territorio e dalle Istituzioni che del Tsu sono i soci di riferimento, regione Umbria e comune di Perugia per primi.

“Lo spreco di risorse e di intelligenze -conclude la denuncia dei sindacati- è conseguenza diretta di una distorta e malintesa idea aziendalistica applicata a quella che, o almeno dovrebbe essere, una istituzione di cultura. Ciò ha fatto sì che limmagine del Tsu apparisse, e non solo ad uno sguardo esterno, un collettore di fondi con pretese monopolistiche prive di qualsivoglia giustificazione”.


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