Il rione Croce Bianca si è aggiudicato la “Gara dei Tamburini” svoltasi in piazza della Repubblica.
Al secondo posto si è classificata la squadra dell'Ammanniti e al terzo quella del Pugilli.
Esigentissima la commissione, che oltre ai suoni ha preso in considerazione anche qualità, foggia e natura dei tamburi al fine della rispondenza storica.
Come noto, da tempo sia l'Ente Giostra che alcuni rioni per propri tamburini hanno introdotto il “tamburo barocco”, a cui progressivamente – atteso che si tratta di una spesa sensibile – si stanno adeguando anche le altre contrade.
Gli attuali ritmi (o suoni) dei tamburi costituiscono di fatto, insieme agli squilli delle chiarine, la colonna sonora della Quintana moderna e, visto che siamo alla sessantaduesima edizione, sono di diritto diventati parte integrante della moderna Quintana.
Per quest'anno, il ritmo era a tema libero; a valutare le esibizioni c'era una giuria di esperti: ogni esecuzione del brano doveva avere una durata che andava da un minimo di due minuti e mezzo ad un massimo di tre minuti e mezzo; il superamento di tale limite dava luogo ad una penalizzazione.
L'organico di ogni gruppo rionale non doveva essere inferiore ad otto elementi ed una volta presa posizione in piazza, è stato elemento di valutazione come il gruppo si disponeva (eleganza e organizzazione nel movimento e posizionamento) per eseguire il brano e come poi rientrava nei ranghi.
Erano inoltre elementi di valutazione il parco strumenti e l'accordatura delle pelli dei tamburi; l'eleganza del movimento delle braccia nel mulinare i pistilli o le mazzette. La caduta di un pistillo o di una mazzetta era considerata una penalizzazione.