Trascorre il tempo e la Giostra della Quintana di Foligno si storicizza sempre di più, anche per quanto riguarda ruoli e personaggi. In questo 2009, ad esempio, sono ben venti anni che l'attore e regista Claudio Pesaresi è splendido interprete del “Bando sopra la Giostra” che ogni volta appassiona ed infiamma i quintanari, sia quando viene letto in Piazza Grande durante il cerimoniale dell'arruolamento, sia quando viene riproposto al “Campo de li Giochi” prima dell'inizio della sfida cavalleresca.
E c'è un altro curioso ventennale: è quello che riguarda il giornalista del Trg, Claudio Bianchini, contrada ilo del rione Pugilli, il quale proprio a distanza di venti anni nel corteo storico di ieri sera è tornato a filare insieme ad altri due “puellari” doc, con cui è nato e cresciuto insieme in via Mentana, cuore della contrada bianco-nera: Carlo Rossi e sua sorella Claudia Rossi. Vicini di casa e amici da una vita: Carlo Rossi, sua sorella Claudia Rossi e Claudio Bianchini. Per l'occasione hanno voluto ripetere una “foto storica” per far capire che gli anni passano, ma l'amore per il proprio rione e per la Quintana è sempre più forte. Più forte del tempo.
Altro pezzo di storia della Quintana è la sartoria Stefania Menghini di Foligno ha partecipato al concorso per sartorie d'epoca che si è tenuto nel Castello Sforzesco di Vigevano, presentando una coppia di abiti realizzati per la Giostra. Il primo è il costume maschile indossato dal presidente della Commissione artistica, Stefano Trabalza, ripreso da un dipinto di Sofonisba Anguissola (1533 ca.-1625, una delle prime esponenti femminili della pittura europea) che ritrae il giovane Farnese; un abito molto importante perché presenta un prezioso ricamo realizzato con filato oro. L'altro è un abito femminile ed è quello che a Foligno è stato indossato da Melba Ruffo. Si tratta di un abito nero in tessuto prezioso ricamato in oro, che trae ispirazione da un ritratto di una nobildonna della famiglia Doria Spinola.
Entrambi i costumi hanno ottenuto il primo premio per la migliore coppia di abiti del periodo tardo rinascimentale ed il primo premio assoluto tra tutte le sartorie presenti per la migliore ricostruzione tecnico-filologica di un costume. La giuria era particolarmente qualificata in quanto composta da accademici del Teatro alla Scala di Milano e studiosi della storia del costume.