Gestione illecita rifiuti, GdF sequestra area rifiuti ferrosi | Aggiornamento

Gestione illecita rifiuti, GdF sequestra area di 8000 mq con 16200 tonnellate di rifiuti ferrosi | Aggiornamento

Redazione

Gestione illecita rifiuti, GdF sequestra area di 8000 mq con 16200 tonnellate di rifiuti ferrosi | Aggiornamento

Gio, 11/02/2021 - 09:15

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Gestione illecita rifiuti, GdF sequestra area di 8000 mq con 16200 tonnellate di rifiuti ferrosi | Aggiornamento

Finanza scova un deposito incontrollato di rifiuti ferrosi speciali, i cui cumuli raggiungevano un’altezza di circa 10 metri. La replica dell'azienda

Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Terni, congiuntamente con la Sezione Aerea di Pratica di Mare, ha concluso un’importante attività in materia di tutela ambientale. L’operazione ha preso le mosse da una più vasta e programmata missione di volo della citata componente specialistica effettuata con l’elicottero AW139, in cui è stato individuato un sito suscettibile di interesse operativo nel comune di Avigliano Umbro (TR), stante la presenza di ingenti cumuli di rifiuti.

Contestata gestione illecita di rifiuti

I successivi approfondimenti, svolti sinergicamente tra i finanzieri del Gruppo di Terni e i militari della Sezione Aerea, hanno permesso di appurare che lo stesso era riconducibile ad una società dedita al commercio all’ingrosso di rottami.

In particolare, gli accertamenti in loco hanno permesso di contestare, in capo alla legale rappresentante del citato soggetto economico, un’attività illecita di gestione di rifiuti.

Deposito incontrollato di rifiuti ferrosi

Più nel dettaglio, l’intervento delle Fiamme Gialle ha permesso di “scovare” un deposito incontrollato di rifiuti ferrosi speciali, i cui cumuli raggiungevano un’altezza di circa 10 metri, e la realizzazione di uno scarico abusivo di acque reflue industriali provenienti da un’area utilizzata in modo abusivo per la gestione illecita dei rifiuti: è scattata immediatamente la misura cautelare del sequestro preventivo di un’estensione complessiva di oltre 8000 mq, nonché di circa 16200 tonnellate di rifiuti ferrosi speciali.

A seguito della successiva convalida della misura cautelare, sono state fornite le necessarie prescrizioni, asseverate dalla locale ARPA, al fine di ripristinare i luoghi in sicurezza nel tempo massimo di 120 giorni.

La difesa dell’azienda: rifiuti non pericolosi e autorizzati, contestata altezza

Arriva nel pomeriggio la replica dell’azienda, attraverso l’avvocato Luca Passoni, difensore di fiducia della legale rappresentante.

“In merito alle contestazioni dalla Guardia di finanza rilevate, risalenti a quasi un mese fa, si evidenzia, innanzitutto, che trattasi di società regolarmente autorizzata allo svolgimento delle attività di raccolta, classificazione, trattamento e commercio rottami ferrosi da parte del Comune di Avigliano Umbro, della Provincia di Terni e della Regione Umbria, ciascuno per le rispettive competenze, rappresentando importante realtà del settore, peraltro a rilevanza interregionale.

Le contestazioni mosse, riguardano rifiuti non pericolosi, il cui stoccaggio temporaneo e la movimentazione è regolarmente autorizzata, nelle aree di riferimento, risultando proprio il ‘core business’ della società che opera, con successo, dagli anni ’80. Ciò che veniva contestato dal personale della GdF nel sito dove viene svolta l’attività, era solo un’altezza troppo elevata dei cumuli dei rottami stoccati che avrebbe potuto rappresentare pericolo per l’incolumità dei lavoratori in caso di caduta accidentale dei medesimi. Tutte le autorizzazioni aziendali, parimenti vagliate dal personale della GdF intervenuto, sono state considerate idonee e del tutto regolari per l’esercizio dell’attività. Quanto ulteriormente contestato su area limitrofa al sito, nulla ha a che fare con l’impianto di gestione, trattamento e recupero rifiuti della società.

L’autorizzazione del gip all’ingresso nell’area per la messa in sicurezza e il ricorso al Riesame

Per porre immediatamente in sicurezza i cumuli, il sottoscritto difensore anche per non pregiudicare il regolare svolgimento dell’attività aziendale con ripercussioni anche sul piano occupazionale, – spiega l’avvocato – chiedeva ed otteneva dal Gip del Tribunale di Terni immediata autorizzazione all’ingresso nelle aree in questione al fine di porre in sicurezza i cumuli oggetto di sequestro, attività già effettuata da tempo. L’intera vicenda avente ad oggetto il sequestro sarà vagliata nei prossimi giorni dal Tribunale di Terni in funzione di Giudice del riesame delle misure cautelari reali.

La società sta comunque regolarmente adempiendo, anche con l’ausilio di tecnico specializzato, alle prescrizioni impartite dall’Arpa senza alcun pregiudizio per l’attività, in regolare e consueto svolgimento, secondo tutte le vigenti normative di settore”.

(aggiornamento alle ore 18)

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