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Frane, il modello Orvieto – Todi all’attenzione nazionale

Redazione

Frane, il modello Orvieto – Todi all’attenzione nazionale

In programma una tavola rotonda per illustrare la governance da adottare per gli abitati in frana
Mer, 04/02/2026 - 14:16

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“Orvieto e Todi rappresentano un modello di riferimento a livello nazionale per la gestione del dissesto idrogeologico e la salvaguardia dei centri storici in territori instabili: un’esperienza maturata nel tempo e fondata su una governance solida, su interventi continuativi e su un sistema integrato di monitoraggio, pianificazione e manutenzione”. Così il presidente della Scuola di Alta Specializzazione e Centro Studi per la Manutenzione e Conservazione dei Centri Storici in Territori Instabili, ingegner Giovanni Selli.

L’associazione culturale e scientifica “Alta Scuola”, della quale sono soci la Regione Umbria e i Comuni di Orvieto e Todi, nasce proprio dall’esperienza del consolidamento delle frane del colle tuderte e della rupe della città del Duomo con l’obiettivo di studiare, divulgare e rendere replicabili i risultati raggiunti. Un tema che è tornato con prepotenza di attualità alla luce di quanto accaduto a Niscemi, in Sicilia.

“La Legge speciale per Orvieto e Todi ha dimostrato che il dissesto idrogeologico si affronta con la prevenzione, la continuità degli interventi e l’uso della tecnologia, non con azioni episodiche”, dichiarano i vertici di Alta Scuola. “Il monitoraggio non deve essere considerato un costo, ma un investimento: prima per progettare, durante per sorvegliare, dopo per manutenere e valorizzare quanto realizzato, anche in una prospettiva di sviluppo urbano e territoriale”.

Alta Scuola è oggi pronta a mettere a disposizione della comunità nazionale il patrimonio di competenze ed esperienze maturato in oltre trent’anni di gestione delle fragilità territoriali umbre. Il modello Orvieto–Todi non è soltanto tecnico, ma anche organizzativo, normativo e gestionale, e si fonda su un approccio multidisciplinare che vede operare insieme geologi, ingegneri, architetti, agronomi forestali e amministratori pubblici. Un insieme di buone pratiche che può rappresentare, anche in contesti complessi come quelli recentemente emersi in altre aree del Paese, una chiave di volta per la resilienza dei territori.

E’ così che Alta Scuola ha avvertito la responsabilità di favorire un dialogo istituzionale e tecnico capace di tradurre la prevenzione in politiche strutturali e durature. Da qui l’annuncio di una tavola rotonda – “La Legge speciale per Orvieto e Todi, un’esperienza di governance degli abitati in frana” – che, viene anticipato, vuole essere un primo passo concreto in questa direzione. L’incontro si svolgerà prossimamente in modalità mista nelle sedi istituzionali di Orvieto o Todi con diretta streaming sul canale YouTube di Alta Scuola, e sarà un’occasione di confronto tra istituzioni, tecnici ed esperti sulle politiche di prevenzione e gestione del rischio idrogeologico in Italia.

La Legge speciale 230/1978, seguita dalla 545/1987 – viene sottolineato – introdusse un approccio innovativo e lungimirante, prevedendo interventi strutturali di lungo periodo e l’installazione di sistemi di monitoraggio e vigilanza costante, a tutela del patrimonio paesaggistico, storico, archeologico e artistico delle due città. La Regione Umbria, attraverso i propri tecnici, ha elaborato i progetti e gestito le opere in stretta collaborazione con i Comuni di Orvieto e Todi, dando vita a un modello di gestione coordinata che ha trovato ulteriore conferma negli studi e nelle ricerche sulle frane storiche dei due centri, documentate fin dal XIII secolo, esperienza poi estesa ad altri Comuni umbri come Massa Martana e Montone.

“Dopo una lunga fase di consolidamento del modello – sottolinea l’assessore all’urbanistica del Comune di Todi Moreno Primieri – nell’ultimo decennio si è registrato un nuovo impulso, seppure parziale, alle attività di monitoraggio, manutenzione e aggiornamento degli interventi, grazie a un finanziamento complessivo di 3 milioni di euro nel triennio 2020–2022, che ha consentito di rafforzare alcune azioni strategiche e di rilanciare l’attenzione istituzionale sul tema della prevenzione strutturale del rischio”.

Nell’ambito della tavola rotonda annunciata verranno presentati le attività svolte e quelle in corso, rilanciando la richiesta di assicurare nuove e stabili risorse per la prosecuzione dell’opera organica di monitoraggio e prevenzione del dissesto idrogeologico.

(modificato alle 16.54)

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