Un pianoforte, una armonica e la sua inconfondibile voce. E' quanto basta ad Alberto Fortis per rendere magica la serata voluta al Chiostro di San Nicolò dall'Associazione Spoleto Back Beat per ricordare John Lennon nel 30mo anniversario della morte. Sembra che il tempo non sia passato per Fortis. Lo sa bene chi ha avuto modo di ascoltarlo dal vivo nel concerto di Cerreto di Spoleto (era il 1991). Gli stessi acuti improvvisi, lo stesso canto, ora dolce, ora rabbioso, a raccontare storie di vita vissuta, sentimenti ed emozioni che non tramonteranno mai. Che ognuno ha vissuto, vive o vivra. Ecco allora i brani più famosi, quelli che tengono Fortis nel cuore dei suoi fan, a dispetto di quella notorietà che con lui ha fatto un po' le bizze. Milano e Vincenzo, Il duomo di notte (incluso nella classifica delle 100 canzoni fondamentali della storia del pop-rock), A voi romani (che costringe l'autore a spiegare, ancora una volta, che si tratta solo di una invettiva contro il potere del 'Palazzo'), La sedia d lillà, La nena, Vita che è vita, l'intramontabile Settembre.
Sul palco, a sorpresa, sale anche Rolando Giambelli, musicista e presidente dei beatlesiani italiani (ormai spoletino doc per il suo prezioso contributo a Spoleto Back Beat) che con l'armonica accompagna alcuni brani del cantautore milanese.
Fortis racconta la propria vita, alternando i brani ad alcune esperienze vissute, molte quelle in campo umanitario. Come la nomina di ambasciatore Unicef per i bambini Navajo o il contributo in favore delle associazioni Aism (contro la Sclerosi Multipla, presieduta dal premio Nobel Rita Levi Montalcini) e City Angels di cui è testimonial.
C'è anche un aneddoto che lo lega in qualche modo ai Beatles. E' il 1982 e Fortis sta registrando, nei mitici studios di Abbey Road di Londra, l'album “Fragole infinite al quale collabora un pezzo da 90 come George Martin, il produttore dei Beatles. Ed è Martin a confidargli che lo studio in cui sta registrando, persino il microfono, sono gli stessi utilizzati da John Lennon nel 1967 per “Strawberry fields forever”. Non manca il ricordo di Fortis per i Grandi della Terra, quegli uomini e donne che hanno segnato la storia: da Gandhi a Luther King, agli italiani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il concerto vola via veloce e per concluderlo, chiamato sul palco per il bis, Fortis regala una chicca al pubblico intonando “One” degli U2. L'applauso finale non è però solo per Fortis. Ce n'è anche per i 4 ragazzacci della Spoleto Back Beat (Settimio Fabiani, Giampaolo Loreti, Mino Martella e Roberto Ricci), i veri artefici di questa serata che, quanto ad eventi, ha un po' riscaldato la scialba estate spoletina.
(C.C.)
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Alberto Fortis canta Settembre
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