Più fondi alle strutture private accreditate per la sanità umbra? No, la Giunta Proietti ha assegnato loro gli stessi fondi della Giunta Tesei ed anche di quelle precedenti. Vincolandoli però agli obiettivi regionali. È questo il senso della delibera approvata da Palazzo Donini il 13 agosto che sta facendo molto discutere politicamente.
A voler fare chiarezza sull’atto sono la presidente della Regione Stefania Proietti e la direttrice regionale alla salute Daniela Donetti (nella foto di repertorio).
Tesei: “Ci accusavano di aver svenduto la sanità, ora autorizzano perfino gli interventi chirurgici”
Una nota che arriva dopo la forte presa di posizione delle opposizioni. Con la consigliera regionale della Lega ed ex governatrice Donatella Tesei che attacca: “Li abbiamo lasciati in campagna elettorale mentre gridavano sotto gli ospedali, strappavano il nostro programma elettorale e ci accusavano di aver “svenduto” la sanità ai privati. Ora li ritroviamo, in pieno agosto, forse nella speranza di passare inosservati, ad approvare la delibera 825 del 13 agosto, che autorizza le Aziende sanitarie territoriali a sottoscrivere accordi con le strutture private convenzionate, sia già accreditate, sia nuove, per erogare diagnostica, visite specialistiche e persino interventi chirurgici. Le contraddizioni e il fallimento di questa giunta sono sotto gli occhi di tutti: a settembre 2024 le liste d’attesa erano circa 44.000 prestazioni, a giugno 2025 hanno raggiunto quota 88.000: raddoppiate in meno di un anno. Promettevano di abbatterle in tre mesi, ma dopo dieci mesi di governo il risultato è un disastro certificato dai numeri. Si sono presentati agli umbri come paladini della sanità pubblica, oggi che governano la stanno distruggendo. È gravissimo e inaccettabile che chi ha la responsabilità di governare, continui a ingannare i cittadini raccontando bugie“.
Proietti e Donetti: “Risorse al privato vincolate da obiettivi regionali”
Non si fa attendere, come detto, la nota di Proietti e Donetti che replica, illustrando l’atto contestato.
“La delibera n. 825, approvata il 13 agosto dalla Giunta Regionale, riguardante gli “accordi contrattuali per l’assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale” e la definizione dei tetti di spesa per l’anno 2025, non è assolutamente un passo verso la privatizzazione della sanità. Infatti tale deliberazione, nel rispetto dei vincoli normativi vigenti, dispone esattamente gli stessi tetti di spesa per l’acquisto di prestazioni dal privato accreditato pari a quelli utilizzati per l’anno 2024 pari a quelli utilizzati nell’ultimo quinquennio dalla giunta Tesei e pari anche a quanto deliberato dalle giunte precedenti. Lo scalpore da parte della minoranza non fa altro che darci l’occasione, ancora una volta, di fare chiarezza informando i cittadini in piena trasparenza. La delibera in questione rappresenta un intervento per garantire la continuità assistenziale e la qualità dei servizi sanitari nella nostra regione, che ricorre al privato accreditato da decenni, ma per la prima volta dopo 5 anni di governo di centro destra, questo atto riafferma il primato del pubblico rispetto al privato, vincolando le risorse del privato agli obiettivi regionali. In un contesto di difficoltà ereditato dagli ultimi 5 anni, in particolar modo per l’incidenza della mobilità passiva, questa delibera stabilisce le basi per un futuro in cui il settore pubblico guiderà e garantirà i livelli di assistenza e l’universalità del servizio in tutta la regione. Con questo atto si passa così dall’idea di sostituzione del pubblico con il privato a un nuovo modello di complementarità, sotto la direzione della Regione, ente pubblico che pianifica e si avvale residualmente del privato solo laddove serve a garantire il servizio necessario ai cittadini. Il ricorso al privato accreditato costituisce da sempre per il Sistema Socio Sanitario Umbro un elemento di integrazione con il sistema pubblico per il quale la giunta attuale sta lavorando al fine di consentire la cooperazione e sussidiarietà rispetto al completo ed efficiente utilizzo delle strutture pubbliche. In particolare la deliberazione di giunta in questione, nel rispetto dei vincoli normativi vigenti, dispone gli stessi tetti di spesa per l’acquisto di prestazioni dal privato accreditato pari a quelli determinati per l’anno 2024 e anche pari all’ultimo quinquennio.
“Stiamo abbattendo le liste d’attesa solo con la sanità pubblica”
“Negli ultimi anni – proseguono Proietti e Donetti – la normativa nazionale ha dato inoltre la possibilità alle Regioni di destinare risorse integrative per l’abbattimento delle liste di attesa, consentendo di far riferimento alle strutture private accreditate quale integrazione al sistema pubblico, facoltà della quale la giunta precedente si è sempre avvalsa, proprio al fine di ridurre le liste di attesa: nel corso del 2024 la giunta Tesei ha speso 7 milioni e mezzo di euro verso il privato per abbattere liste d’attesa, mentre la nostra amministrazione sta abbattendo le liste d’attesa esclusivamente con la sanità pubblica e i pochi residui degli anni passati. La direzione regionale salute coadiuva le direzioni territoriali per effettuare monitoraggi costanti e concordare l’imposizione di standard e parametri rigorosi da parte dell’amministrazione pubblica, ai quali i privati dovranno conformarsi, rispondendo anche in termini di indicatori di assistenza, qualità e spesa. I soggetti privati opereranno in base ai bisogni identificati dal settore pubblico, evitando azioni che potrebbero amplificare le disuguaglianze esistenti. La delibera promuove una migliore allocazione delle risorse rispetto a quanto fatto negli ultimi 5 anni: i privati saranno per la prima volta coinvolti nella risposta al fabbisogno complessivo e in particolare nei settori in cui la mobilità passiva è più penalizzante come in ortopedia. Rispetto a quanto già stanziato per l’anno 2024 e precedenti, la Giunta attuale ha ritenuto di superare il concetto di volume di budget storico reiterato nel tempo, correlando l’acquisto di prestazioni da privato alle esigenze e ai fabbisogni effettivi della collettività, in particolare per l’acquisto di prestazioni inserite nei percorsi di tutela e di prestazioni di alta specialità, soprattutto protesica ortopedica, al fine di contenere il fenomeno della mobilità passiva, il cui costo attualmente già grava sul sistema sanitario regionale.
Sostanzialmente con questa delibera la giunta ha confermato i tetti del 2024, vincolando però per la prima volta le strutture a effettuare almeno il 10% di prestazioni di ortopedia di alta complessità quindi é stato per la prima volta inserito un criterio di correzione: non più la totale libertà da parte dei privati accreditati di effettuare prestazioni (magari non utili alla collettività o al recupero di mobilità passiva ma altamente remunerative per i privati) bensì prestazioni che attualmente costringono i nostri cittadini a rivolgersi all’esterno”.
“Budget sanità ai privati invariato per assicurare una transizione ordinata e pianificata”
“Questo è solo il primo passo per rivedere tutto il sistema dei privati accreditati che dovranno svolgere il loro ruolo, per quanto riguarda le prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale, sulla base delle effettive esigenze e necessità dei cittadini umbri. Quindi per la prima volta dopo anni il Sistema Pubblico della sanità pianifica e guida la parziale integrazione con le strutture private, proprio perché siamo convinti che la sanità sia una questione pubblica e i soldi pubblici devono essere spesi in modo da soddisfare le esigenze dei cittadini. Contrariamente a quanto sostenuto dalle forze di opposizione, la delibera prevede importanti novità e discontinuità rispetto al passato, e segna anche la fine di cristallizzazioni e potenziali situazioni monopolistiche con l’apertura a nuovi soggetti accreditabili. In risposta alle accuse di malafede, e alle strumentalizzazioni fine a se stesse, desideriamo sottolineare che la decisione di mantenere il budget per il privato allo stesso livello del 2024 è stata presa per assicurare una transizione ordinata e pianificata, evitando di sovraccaricare un sistema già da anni in sofferenza, su cui torniamo a investire e a rilanciare. Il primo è più importante investimento in sanità pubblica è quello delle assunzioni che da qui a fine anno saranno 711 nuove professionalità che si andranno ad aggiungere al turn over e alle stabilizzazioni. E stiamo ricevendo dignificative candidature nella maggior parte dei settori e delle specialità. Le Aziende sanitarie territoriali seguiranno scrupolosamente i tetti di spesa stabiliti, garantendo che ogni prestazione erogata sia conforme alle normative vigenti. Inoltre, il monitoraggio trimestrale dell’utilizzo dei tetti assegnati garantirà trasparenza e responsabilità nella gestione delle risorse. Infine, vogliamo riaffermare il nostro obiettivo: ridurre le liste d’attesa e migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie per tutti i cittadini umbri. Intendiamo perseguire questo obiettivo attraverso un nuovo Piano Socio Sanitario regionale che stiamo redigendo condiviso con tutto il mondo della sanità, con nuove assunzioni già programmate e investimenti mirati, per andare a ridurre progressivamente il ricorso ai servizi offerti in convenzione dal sistema sanitario privato. La delibera approvata rappresenta pertanto un passo significativo verso la realizzazione di questi intenti, senza compromettere i principi fondamentali della sanità pubblica che intendiamo rilanciare”.