Festa Liberazione a Todi, è polemica per patrocinio comunale negato ad ANPI - Tuttoggi

Festa Liberazione a Todi, è polemica per patrocinio comunale negato ad ANPI

Redazione

Festa Liberazione a Todi, è polemica per patrocinio comunale negato ad ANPI

La nota di Anpi, la presa di posizione del Pd e la spiegazione dell'amministrazione | Intervento dell'On. Verini
Dom, 22/04/2018 - 10:50

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Come sempre più spesso accade  da qualche anno a questa parte la celebrazione della Festa della Liberazione, il 25 aprile,  diventa una occasione di polemica tra opposte fazioni. Mentre nella dialettica politica lo scontro ideologico sembra non fare caso, o peggio dimenticare, che la Festa della Liberazione è invece un momento della storia di una nazione che su alcuni valori condivisi ha fondato la sua rinascita democratica, dopo il periodo drammatico della dittatura e della guerra, la cosa prende una dimensione incomprensibile quando l’attore principale della polemica non è più un partito politico ma una intera amministrazione cittadina. E’ accaduto così a Todi, dove l’amministrazione guidata dal sindaco Antonino Ruggiano ha ritenuto di non assegnare il consueto patrocinio al programma delle manifestazioni per il 25 aprile stilato dall’ANPI ( l’associazione dei partigiani).

I primi a raccontare la  vicenda sono stati proprio i responsabili della sezione tuderte dell’associazione nazionale. Ecco la loro nota ufficiale:

-Non era mai successo nella storia della città, nemmeno con la precedente Amministrazione Ruggiano che il Comune si dissociasse dall’A.N.P.I. per la celebrazione della Festa di Liberazione. L’imprevedibile e sconcertante presa di distanza inoltre avviene a soli cinque giorni dalla ricorrenza e lascia tutti senza parole.

In data 27 marzo la sezione, come sempre, ha regolarmente protocollato un documento con richiesta di logo, patrocinio e degli spazi, in cui si riportava una bozza del programma, dal quale poi sono state solamente tolte delle cose. Subito dopo è stato contattato l’Assessore Ranchicchio per informarlo dello stesso protocollo e chiedere se si riteneva opportuno discutere insieme, anche di persona, il programma dell’intera giornata.
Il 5 aprile la presidente di sezione, Camilla Todini, ha dunque incontrato il sindaco Antonino Ruggiano e l’assessore Claudio Ranchicchio in Comune. Durante l’incontro sono state descritte tutte le iniziative già riportate nel documento protocollato e nulla ha lasciato intendere che la condivisione della celebrazione fosse in qualche modo o per qualche motivo a rischio e, non essendosi mai verificato tale fatto, niente poteva farlo supporre. Anzi, il Sindaco aveva chiesto alla sua segretaria di occuparsi, come sempre fatto dalle Amministrazioni, dell’invito alle autorità per la cerimonia della mattina, del quale ci aveva chiesto di inviare una bozza. Cosa che è stata fatta sempre il 17 aprile.

Il documento, nel frattempo, dal protocollo è passato agli uffici e tutto ha continuato a muoversi come sempre. Martedì 17 sono stati affissi 20 manifesti e 15 locandine in città e nelle frazioni. L’Assessore sapeva che i manifesti stavano andando in stampa perché era stato contattato a proposito della banda/orchestra che il Sindaco, sempre alla stessa riunione, gli aveva proposto di coinvolgere per la commemorazione, e che avremmo voluto inserire con gli altri loghi.
Non una parola, fino alle 19:51 di ieri, giovedì 19 aprile:

“[…] la Amministrazione Comunale ha inteso predisporre un programma delle celebrazioni, che sia quanto più istituzionale possibile, evitando, quindi, di aderire a programmi e celebrazioni che abbiano una impostazione di parte”. (Nella gallery dell’articolo l’ordinanza comunale che regola la celebrazione del 25 aprile)

Il programma delle celebrazioni

Con questa motivazione la Giunta Comunale di Todi nega, per la prima volta, l’utilizzo del logo e il patrocinio, per la celebrazione della Festa di Liberazione, all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Troviamo questo fatto a dir poco grave, un attacco alla storia e alla memoria di questo Paese, un oltraggio alla Costituzione. Alla Giunta rispondiamo che si, certo, siamo di parte, siamo partigiani, siamo e saremo sempre dalla parte dell’antifascismo ma si può celebrare il 25 aprile stando da un’altra parte?

L’A.N.P.I. dice NO ai fascismi ogni giorno e ancor più il 25 aprile, perciò anche in questa occasione sarà possibile firmare l’appello “Mai più fascismi”. Forse è questo che non è in linea con l’Amministrazione Comunale? Vorremmo ricordare che le Istituzioni devono essere pienamente antifasciste come chiesto dalla Costituzione italiana, una celebrazione istituzionale non può che essere pertanto antifascista anch’essa.

Le stesse Istituzioni sono peraltro protagoniste delle iniziative del pomeriggio che vedono coinvolte le scuole, in continuità con la partecipazione alla mostra Primo Levi, i giorni e le opere, che il Sindaco inaugurò lo scorso novembre al nostro fianco. Il Preside, gli insegnanti e gli studenti del Liceo Jacopone da Todi condurranno infatti una parte degli interventi alla Sala del Consiglio. Sarà presente inoltre la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza che mutuerà il Se questo è un uomo di Levi nella riflessione sull’accoglienza Se questi sono ragazzi… Altro graditissimo ospite Angela Giallorenzi di Cidis Onlus, associazione senza fini di lucro che da più di trent’anni opera per promuovere una cultura dell’accoglienza e costruire integrazione.

Qual è dunque la “parte” da cui sta l’A.N.P.I. a cui l’Amministrazione Comunale non vuole aderire? Quella dell’antifascismo? Quella della Costituzione? Quella della Pace? Quella dell’uguaglianza? Queste sono le parole chiave che compaiono nei manifesti in tutta Italia, questa è la “parte” da cui sta l’A.N.P.I. dalla sua nascita.
Considerarla la parte “sbagliata” e ritenere l’A.N.P.I. lontana dalle Istituzioni la dice lunga sulle idee dei nostri Amministratori.

In conclusione vogliamo solo rammentare le parole dell’allora Presidente della Camera Boldrini rivolte ai Partigiani, invitati nell’Aula a Roma in occasione del 70° anniversario della Liberazione, “Voi non siete qui come ospiti ma siete qui come padroni di casa”. I Partigiani dunque non sono ospiti ma padroni di casa nelle Istituzioni e questa grande mancanza di rispetto verso l’A.N.P.I. è una mancanza di rispetto verso di loro.

Noi comunque saremo come sempre in piazza, dove arriveremo dopo la VI Camminata della Liberazione, e il pomeriggio continueremo a celebrare con la serietà e la solennità che merita, questa data fondamentale per la storia del nostro Paese.
Rimangono l’amarezza e lo sconcerto ma non smetteremo certo di resistere!

Le reazioni politiche

A seguire non sono mancate le reazioni  della società civile e ovviamente anche dei partiti politici. Quella che segue è la nota inviata alla stampa dal Partito Democratico di Todi in cui  la formazione politica prende una posizione dura sulla determinazione dell’amministrazione comunale.

-Il Sindaco di Todi ha negato il patrocinio e la collaborazione alla Sezione ANPI di Todi per l’organizzazione delle celebrazioni della Festa della Liberazione.

Anzi, è più giusto dire che Casa Pound Todi ha imposto al Sindaco e all’Assessore alla Cultura del Comune di Todi di fare marcia indietro.

Fino al 19 Aprile scorso, secondo quanto ricostruito nel comunicato dell’ANPI di Todi, entrambi avevano avviato la collaborazione per l’organizzazione del 25 Aprile 2018 dando disposizione agli Uffici di predisporre tutto quanto necessario per lo svolgimento della manifestazione, come avveniva da anni, come è avvenuto anche durante il primo mandato del Sindaco Ruggiano, tra il 2007 e il 2012.

Improvvisamente, (o forse, dopo aver ricevuto “l’ordine” su Facebook da chi ritiene ancora di ispirarsi al fascismo), l’Amministrazione fa dietro front e comunica che “l’ Amministrazione Comunale ha inteso predisporre un programma delle celebrazioni, che sia quanto più istituzionale possibile, evitando, quindi, di aderire a programmi e celebrazioni che abbiano una impostazione di parte”.

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia conserva e rinnova la memoria della resistenza, vi aderisce chi ha partecipato direttamente alla guerra partigiana contro il nazifascismo, per la liberazione dell’Italia, coloro che hanno contribuito a ridare al nostro paese la libertà e a far nascere la Repubblica e la democrazia impedendo il ritorno della tirannia.

I partigiani diedero un contributo fondamentale alla liberazione dell’Italia, furono di parte, perché scelsero da che parte stare. Erano di diversa estrazione culturale e politica, erano socialisti, comunisti, cattolici, liberali, azionisti, stavano tutti dalla stessa parte. Si batterono per l’unità della Nazione, perché l’Italia ritrovasse la sua dignità e rinascesse libera e democratica.

Chi aderisce all’ANPI si riconosce nei valori della Costituzione Italiana, di cui si celebra quest’anno il settantesimo anniversario dell’entrata in vigore, è preoccupante che si consideri di parte chi si ispira agli ideali della nostra Costituzione.

E’ preoccupante che l’Amministrazione Ruggiano, come già ha fatto in passato, scelga di essere divisiva, di sentenziare su chi è buono e chi è cattivo.

Al contrario di quel che fanno altre città guidate dal centro destra in Umbria, (certo non da Casa Pound), sceglie di celebrare la Festa Nazionale di Liberazione senza i rappresentanti di coloro che a quella Liberazione contribuirono, anche con il sacrificio della propria vita.

Noi ci dissociamo da questo modo ideologico di amministrare e, anche quest’anno, aderiamo alla manifestazione organizzata dall’ANPI di Todi.

Dura anche la presa di posizione dell’On. Walter Verini (Pd), il cui padre peraltro è stato un partigiano, che si recherà proprio a Todi per le celebrazioni del 25 aprile. Di seguito la nota diramata alla stampa:

Quanto accaduto a Todi, con la decisione del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale di tirarsi fuori dalle manifestazioni del 25 Aprile è molto grave. In tutte le città di Italia l’Anniversario della Liberazione vede insieme le istituzioni, tutte le associazioni partigiane, le forze democratiche che si riconoscono nella Costituzione. A Todi, evidentemente, non è così e la scelta del Comune è divisiva e non rappresenta il sentimento comune di questa terra. Come sempre, il 25 Aprile parteciperò a iniziative che si svolgeranno nella mia regione. In questa occasione sarò anche a quella di Todi per testimoniare da vicino che le istituzioni sono presenti e non si allontanano dai valori della democrazia e della libertà.

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