Vi è mai capitato di chattare con Batman o Lady Oscar? Avete mai risposto a un messaggio dell'Uomo Ragno o Biancaneve? Se avete un profilo Facebook, in questi giorni vi sarà di certo capitato, grazie al boom dell'iniziativa lanciata dal network mondiale per sostenere i diritti dell'infanzia. Pensate che Di Pietro è Robin Hood ‘L'ho scelto non perché sia davvero il mio personaggio preferito e nemmeno perché mi voglio far vedere come un Robin Hood, ma solo per ricordare a tutti che in questo Paese, da molto tempo, persone potenti fanno il contrario di quello che faceva Robin Hood: rubano ai poveri e ai deboli, rubano anche ai bambini e agli adolescenti, per dare ai ricchi e ai forti. Il miglior augurio che oggi mi sento di fare ai bambini e ai ragazzi del nostro Paese è di poter vivere domani in un'Italia molto diversa da quella di oggi' – addirittura Rita Falcone ha sostituito il suo avatar del profilo con un'immagine trasformata in cartone animato del fratello Paolo e Giovanni Falcone ‘Ho voluto farlo con l'immagine in versione cartoon di mio fratello Paolo e di Giovanni Falcone che grazie all'idea del centro di produzione Larcadarte, sono diventati un cartone animato e la loro storia di bambini diventati uomini è divenuta accessibile ai più piccoli'.
Ma facciamo un passo indietro. Spesso i link che vengono proposti da vari gruppi o singoli non hanno una fonte controllata; nessuno certo si prende la briga di andare a vedere da dove parta un link che è stato condiviso da milioni di persone, ma qualche volta divertirsi a farlo può portare alla luce ciò che non ti aspetteresti. Seguendo un criterio cronologico di ricerca è risultato, grazie a un post pubblicato da Ninja Marketing e rimbalzata attraverso le pagine di Ne1News, che il primo a lanciare il link con l'iniziativa del cambio dell'immagine del profilo con un cartone animato sia stato un certo Alessandro David Schultz Loi in data lunedì 15 novembre ore 0.00. Ma il nick in questione non è affatto l'ideatore dell'iniziativa: la paternità deve essere attribuita a un certo Xilo Rodriguez e una certa Filipa Fonseca che avrebbero lanciato l'idea tra sabato e domenica e sarebbero stati costretti a chiudere la pagina da loro creata perché, come dichiarato nei loro profili, ‘avrebbe creato alcuni inconvenienti'.
In Italia il vero boom si è registrato giovedì quando il link è passato per la pagina di Camorra and Love, nome noto ai frequentatori del social network, che ha circa 850.000 iscritti, molti dei quali probabilmente minorenni, e condivide migliaia di frasi, testi, note, aforismi che fanno presa soprattutto sui più giovani per i loro contenuti trasgressivi e leggeri.
La questione è che non si riesce veramente a capire perché sia partita questa iniziativa visto che sui siti ufficiali delle organizzazioni in difesa dei diritti per l'infanzia, come il portale minori.it e unicef.it, non si parla affatto di un'iniziativa su Facebook. Solo un atto di condivisione collettiva per promuovere una riflessione comune su un tema che sicuramente merita di essere trattato? Oppure il mero sfruttamento di un “onda” per movimentare gruppi, fan e likes? Certo è che la rete ha risposto, come spesso accade su temi importanti, ma che i problemi purtroppo non si risolvono solo cambiando l'immagine del profilo di un social network.
(Lu.Bir)
Immagine da softgull.blogspot.com