Ascoltare buona musica e sostenere un’iniziativa culturale. Questo, in sintesi, il succo della serata che sabato 17 gennaio vedrà il gruppo tifernate degli “Snow in Damascus!” esibirsi per la prima volta a Città di Castello, e presentare al pubblico l’album “Dylar”. Il concerto nasce in collaborazione con l’Associazione culturale “Il Fondino”, organizzatrice del festival CaLibro, e s’inserisce nel calendario d’iniziative per la raccolta fondi “Più siamo, più CaLibro”, finalizzata a costruire l’edizione 2015 della manifestazione letteraria.
Alle 22.30 del 17 gennaio, nelle sale del Torrione (ingresso gratuito), il gruppo nato e sviluppatosi per intero a Città di Castello eseguirà dal vivo i 9 brani di “Dylar”, scritti e composti da Gianluca Franchi e arrangiati insieme agli altri membri del gruppo. Oltre a Gianluca Franchi (voce e chitarra), fanno parte degli “Snow in Damascus!” Giorgia Fanelli (voce e percussioni), Michele Mandrelli (sintetizzatore e voce), Matteo Bianchini (basso e clarinetto) e Ciro Fiorucci (batteria).
Il progetto musicale degli “Snow in Damascus!” prende forma già nel 2011, quando Gianluca Franchi inizia a suonare insieme a Matteo Bianchini e Davide Besi (batteria), con l’idea di dare vita ai pezzi che si sarebbero aggregati in futuro nel disco “Dylar”.
In seguito si sono aggiunte altre collaborazioni: oltre ai musicisti già citati, sono stati coinvolti Andrea Ottaviani (chitarra), Alessandro Bianconi (piano), Arianna Federici (violoncello), Giordano Falleri (tromba), il tutto registrato nel “Jam Recordings Studio” di Michele Pazzaglia. Il nome del disco è una citazione letteraria tratta dal romanzo “Rumore Bianco” dello scrittore americano Don De Lillo. In particolare, è il nome del farmaco che nel libro ha la facoltà di attenuare la paura della morte in chi lo assume. Di quel libro, ciò che lambisce il disco degli “Snow in Damascus!” è l’interesse per la calamità, con la sua capacità di stagliarsi sul rumore di fondo in cui viviamo e di creare empatia fra sconosciuti.
I brani di questo album sono tesi alla ricerca di quel limite tra il prima e il dopo, tra l’inevitabile e il possibile, tra il subìto e il desiderato, e cercano di dar voce a un disperato recupero emotivo, al richiamo a resistere all’intorpidimento della sensorialità, per superare quel rumore bianco di fondo che rende tutto indistinto, quella saturazione che ci avvolge e finisce per nasconderci gli uni agli altri. Dopo il concerto degli “Snow in Damascus” la serata si trascinerà fino a tarda notte con un mix di brani scelti dal musicista Lenz. Durante la serata sarà possibile acquistare l’album “Dylar” e contribuire, con una donazione libera, alla prossima edizione del festival CaLibro.