Dissesto del Comune di Terni, approvata delibera del bilancio stabilmente riequilibrato

Dissesto del Comune di Terni, approvata delibera del bilancio stabilmente riequilibrato

Bocciati gli emendamenti delle opposizioni

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Il consiglio comunale, nella seduta di oggi pomeriggio ha deliberato con 19 voti a favore e 11 contrari,  la delibera di Bilancio di previsione 2018/2020, meglio nota come ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, già approvata dal ministero dell’Interno previsto dall’art. 264 del Testo Unico degli Enti locali.

Infatti l’articolo dispone che “a seguito dell’approvazione ministeriale dell’ipotesi di bilancio, l’ente provvede entro 30 giorni alla deliberazione del bilancio dell’esercizio cui l’ipotesi si riferisce”. L’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato per le annualità 2018/20120 è già stata approvata dal Consiglio Comunale il 18 settembre 2018 con delibera n. 27 e ha ottenuto anche il parere positivo da parte della 3^ commissione. L’attuale ipotesi è il risultato delle modifiche prodotte dalle variazioni eseguite dalla data di approvazione da parte del Consiglio ad oggi.

“Il documento ha specificato la dirigente Stefania Finocchio in sede di commissioneè credibile dal punto di vista della tenuta contabile. Rispetto all’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato sono state apportate tutte le modifiche legate alle numerose variazioni di bilancio effettuate, allegando gli atti amministrativi a supporto. Nell’atto firmato dal sottosegretario di Stato e dal funzionario economico finanziario Flavia Montali  – prosegue – sono state inserite una serie di prescrizioni, comportamenti che il Comune deve tenere nel corso dei prossimi anni, è una cosa normale anche per un ente non dissestato». Gli interventi del bilancio vanno ad incidere su personale, entrate tributarie ed extra tributarie, accertamento e riscossione, spese correnti, finanza pubblica, società partecipate, monitoraggio e controllo Il nucleo dei risparmi previsti è riassunto nella tabella diffusa dalla direzione”.

Nella documentazione sono presenti due atti rilevanti: il fondo pluriennale vincolato (fpv) e gli equilibri di bilancio. In tutti i casi c’è il rispetto del principio di mantenimento. Per il resto non cambia nulla rispetto ai vincoli di indebitamento, risultato presunto d’amministrazione, accantonamento al fondo crediti di esigibilità e nota integrativa.

Quindi il bilancio  è di fatto un bilancio di esercizio già chiuso che si riferisce al 2018 e che segue un iter procedurale già delineato in partenza, costituito da variazioni di giunta, di consiglio e dirigenziali, che affrontano spese da finanziarie ai sensi e con le modalità previste dall’art. 250 del Decreto Legislativo 267 del 2000 nei casi di gestione di bilancio durante la procedura di risanamento.

“Per le spese  disposte dalla legge e per quelle relative ai servizi locali indispensabili nei casi in cui nell’ultimo bilancio approvato mancano del tutto gli stanziamenti, ovvero gli stessi sono previsti per importi insufficienti, il consiglio o la giunta con i poteri del primo, salvo ratifica, individua con deliberazione le spese da finanziarie con gli interventi relativi, motiva nel dettaglio le ragioni per le quali mancano o sono insufficienti gli stanziamenti nell’ultimo bilancio approvato e determina le fonti di finanziamento”. Le variazioni sono inserite nel riepilogo e descritte per oggetto insieme agli atti autorizzativi, portati dentro l’ipotesi di bilancio come parti integranti e ufficializzati . Non si tratta quindi di un vero e proprio Bilancio di previsione ma di una manovra finanziaria di durata pari all’intero periodo di risanamento che segue scrupolosamente l’iter dettato dalle normative per i comuni dissestati.

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