Si è concluso positivamente ieri (24 marzo) – dopo ben 36 anni – il collaudo tecnico funzionale della Diga di Montedoglio.
I cicli di invasi sperimentali e svasi condotti da Eaut (Ente Acque Umbre Toscane) hanno visto la loro fase finale con il raggiungimento – giovedì scorso (13 marzo) – della quota massima di regolazione a 393,60 metri s.l.m., con il correlato “stazionamento”, potendo così procedere a una serie di misurazioni finalizzate a certificare tenuta e sicurezza dell’invaso.
Questo iter è terminato, come detto, lunedì 24 marzo con la visita della Commissione di Collaudo Tecnico-Speciale, che ha acquisito l’intera documentazione prodotta da Eaut e constatato il corretto comportamento dello sbarramento e delle strutture ricostruite dello scarico di superficie, permettendo così di procedere verso un traguardo di portata storica per l’invaso.
Dal 1989…
Le operazioni di collaudo avevano preso il via nel giugno 1989 con l’avvio degli invasi provvisori, procedendo poi nel 1997 con l’attivazione dei cosiddetti invasi sperimentali e l’innalzamento progressivo della quota acque per valutarne la sicurezza ai vari livelli.
…passando per il crollo del muro di sfioro, fino ad oggi
Questo percorso è stato però interrotto nel dicembre 2010, a causa del cedimento di tre conci del muro di sfioro, che ha comportato 8 anni di sequestro giudiziario delle aree, seguiti da 2 anni per la gara d’appalto, l’affidamento dei lavori, e da 2 ulteriori anni per la ricostruzione, completata nel 2023. In quell’anno fu autorizzata l’istanza per il riavvio degli invasi sperimentali sotto il controllo della Direzione Dighe competente del MIT, con la ripresa di carichi e scarichi e campagne di misurazione fino al recente raggiungimento della quota massima a 393,60 metri.
La Commissione Collaudo
La visita della Commissione di Collaudo Tecnico-Speciale di ieri (24 marzo) è stata svolta dagli ingegneri Ernesto Reali e Valter Pascucci della Commissione di Collaudo, coadiuvati dall’ingegner Thomas Cerbini (responsabile diga), alla presenza degli ingegneri Angelica Catalano (Direzione Generale Dighe e Infrastrutture Idriche del MIT), Vincenzo Chieppa (dirigente della Div.4 DG Dighe), Paolo Checcarelli e della geologa Rita Salvucci (Ufficio Tecnico Dighe di Perugia), oltre che degli ingegneri Simone Viti (presidente di Eaut) e Andrea Canali (direttore Eaut).
Altri 6 mesi per redigere certificato di collaudo
Constatato il buon funzionamento dell’intera struttura, la quota delle acque sarà riportata nel corso delle prossime settimane – mediante scarichi controllati – a 391,50 metri s.l.m., per un’ulteriore relazione sullo stazionamento a tale quota, a seguito di una nuova campagna di misurazione straordinaria di tutti gli strumenti, per un’analisi comparativa. La Commissione avrà 6 mesi di tempo per redigere il certificato di collaudo relativo al comportamento di tutte le opere, con i dati raccolti dal 1989 a oggi. Tale certificato sancirà l’entrata in regolare esercizio della diga dopo ben 36 anni.
“La conclusione del Collaudo Tecnico Funzionale – commenta il presidente Viti, – è un motivo di particolare soddisfazione per il raggiungimento di un traguardo storico, frutto di molti anni di lavoro profuso dall’Ente e dalle sue strutture”.