Crisi dell'editoria, l'Umbria dei sindacati prende coscienza del problema - Tuttoggi

Crisi dell’editoria, l’Umbria dei sindacati prende coscienza del problema

Sara Cipriani

Crisi dell’editoria, l’Umbria dei sindacati prende coscienza del problema

Il forum sullo stato dell'editoria regionale indetto da CGIL, CISL e UIL apre al confronto alla ricerca di possibili soluzioni
Mer, 30/09/2015 - 22:09

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“Meglio tardi che mai” si potrebbe dire dell’incontro che si è svolto questa mattina a Perugia, presso la Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo, indetto dai maggiori sindacati regionali e partecipato dalle maggiori testate della regione, almeno a livello di dirigenza, per parlare della crisi dell’editoria in Umbria e delle conseguenze che la stessa sta implicando da un punto di vista di impiego e democrazia.

Uscire dagli schemi – Lo spaccato che ne è venuto fuori, a sentire il susseguirsi di contributi dei sindacalisti e dei colleghi direttori e il resoconto dell’ASU guidato dalla presidente Marta Cicci, è fin troppo nota. A poco serve ripetersi le difficoltà economiche in cui versano le maggiori testate di carta stampata e le televisioni locali, la fatica di un posizionamento e di un riconoscimento sul mercato dell’editoria online, la stagnazione, se va bene, della vendita pubblicitaria e via dicendo. Lo stato dell’arte lo conosciamo. La questione è un’altra. Le parole sono finite. Il centro della questione, non possono più essere le domande, quelle che si è e ci ha posto oggi il segretario regionale CISL Ulderico Sbarra. Sul tavolo oggi ci vanno messe le risposte. La coesione e la collaborazione fattiva e sincera. Non c’è più tempo. E’ necessario uscire dagli schemi che non funzionano, scrollarsi di dosso le strutture e i legacci che irrigidiscono il dialogo cristallizzando il mondo dell’informazione così come lo conosciamo e paralizzandone la crescita.

Un passo nel futuro – E’ necessario guardare alla soluzione con gli occhi nel futuro prossimo, come ha sottolineato il direttore di Umbria24.it, Ivano Porfiri. Cominciare a studiare modelli e tendenze di un’editoria che verrà e avere il coraggio di sperimentare. Ci si è approfittati per troppo tempo della passione e della motivazione che spinge la categoria a portare avanti il proprio lavoro con onestà e dedizione, con la finta pretesa che un giorno, dopo la crisi, il modello precedente sarebbe tornato a funzionare. Le soluzioni invece sono altre, nuove e stanno in prima battuta nel trovare disponibilità economiche che restituiscano il respiro alle aziende e la serenità di tentare nuove strade. E questo non può che venire da fondi pubblici, con richieste vincolanti di crescita dei lavoratori e di progetti realizzabili e nel tempo sostenibili senza più stampelle.

Precarietà e qualità – Senza un aiuto intelligente, non potrà che proseguire l’involuzione del sistema e la degenerazione di un servizio che si pone l’alto obiettivo di garantire conoscenza e costruire opinione e senso critico. E’ difficile tenere la schiena dritta e la mente libera – concetto sottolineato oggi anche dal caporedattore de La Nazione Umbria, Roberto Conticelli e dalla collega Francesca Marruco, rappresentate in FNSI dei lavoratori autonomi – senza una adeguata retribuzione e nessuna certezza di continuità. Ne va della qualità della produzione. Della forza di sentirsi liberi di informare.

E’ ora – Il tempo è dunque maturo per guardarsi allo specchio e prendere coscienza che lo stato di fatica e crisi che ogni editore, ogni redazione sta a suo modo vivendo non può essere superato se non adottando strategie comuni. Con una regia unica rispettosa della pluralità e delle differenze che rendono ricco un insostituibile strumento di democrazia. Con l’unico obiettivo di liberare un settore che ha margini di crescita occupazionale e un dovere civico da rispettare.

Un confronto importante dunque quello iniziato oggi, su spinta dei segretari umbri di CGIL, Vincenzo Sgalla, CISL, Ulderico Sbarra e UIL,  Claudio Bendini, e che ci si auspica abbia un seguito pratico, magari maggiormente inclusivo e istituzionale e che sia finalmente in grado di dare risposte e costruire finalmente soluzioni.

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