Covid, nel Perugino il 95% dei positivi infettati dalle varianti: 71% brasiliana

Covid, nel Perugino il 95% dei positivi infettati dalle varianti: 71% brasiliana

Massimo Sbardella

Covid, nel Perugino il 95% dei positivi infettati dalle varianti: 71% brasiliana

Gio, 25/02/2021 - 11:47

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Le varianti presenti in tutta la regione (84% del totale), ma nel Ternano si continuano ad arginare i contagi | Verifiche su un caso di sudafricana

Nel Perugino il 95% di coloro positivo al Covid è infettato da una variante del virus. In particolare, secondo l’indagine di prevalenza su 176 casi in Umbria (rappresentativi della popolazione regionale), 69 campioni (71%) sono affetti dalla variante brasiliana e 23 (24%) da quella inglese.

Entrambe le varianti circolano anche nella provincia di Terni: dei campioni inviati dal laboratorio dell’ospedale di Terni e dall’Istituto zooprofilattico, il 25% è risultato positivo alla variante brasiliana e il 21% a quella inglese. Tuttavia, i contagi in provincia di Terni (zona arancione, con le scuole aperte) continuano ad essere sotto controllo, anche tra i giovani, dove le varianti – spiegano gli esperti del Nucleo epidemiologico – risultano “più infettanti”.


Il Covid inizia ad arretrare anche nel Perugino,
i dati del Nucleo epidemiologico:
verso le nuove ordinanze


Così le varianti in Umbria

In Umbria il 54% dei positivi al Covid risulta infettato dalla variante brasiliana e il 30% da quella inglese.

Questi i risultati in base ai laboratori territoriali dove sono stati prelevati i campioni, che danno un’idea, tendenziale, della diversa circolazione delle varianti nelle aree.

  • Laboratorio ospedale di Perugia: 71% variante brasiliana, 24% variante inglese;
  • Laboratorio ospedale di Terni e Ist. Zooprofilattico: 25% brasiliana e 21% inglese;
  • Foligno – Spoleto: 43% brasiliana e 57% inglese;
  • Città di Castello: 34% brasiliana e 39% inglese.

Verifiche su un contatto di variante sudafricana

Il commissario Covid Massimo D’Angelo ha spiegato che sono ancora in corso le verifiche sui contatti in Umbria di una persona contagiata dalla variante sudafricana, scoperto nel focolaio di Avezzano in Abruzzo. “Ormai la mappatura – ha assicurato D’Angelo – viene applicata a tutti i casi”.

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