Conte parla all'Italia, ecco come affrontare la Fase 2: il testo del Dpcm | L'Umbria chiede indicazioni chiare - Tuttoggi

Conte parla all’Italia, ecco come affrontare la Fase 2: il testo del Dpcm | L’Umbria chiede indicazioni chiare

Sara Cipriani

Conte parla all’Italia, ecco come affrontare la Fase 2: il testo del Dpcm | L’Umbria chiede indicazioni chiare

A partire dal 4 maggio riprendono le attività di esportazione, l'automotive e il tessile, spostamenti concessi solo in regione, si potranno celebrare i funerali | Si alzano le critiche per mancanza di passaggi fondamentali nel dpcm | La CEI si dice delusa per la mancata ripresa dei riti religiosi
Dom, 26/04/2020 - 20:32

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Un Decreto consistente e di fondamentale importanza per poter affrontare la Fase 2 della battaglia alla pandemia da Covid-19, quello presentato in diretta nazionale dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

Molte le indicazioni che andranno a regolare distanziamento sociale, spostamenti, lavoro e sport a partire dal 4 maggio e fino al 17 (dal 18 maggio ci sarà un nuovo Dpcm e nuove disposizioni).

Qui il testo integrale del nuovo Dpcm 26 aprile.

I dubbi e le critiche

Non mancano certo i dubbi e le critiche, nonostante i punti affrontati dal dpcm siano a 360 gradi su molti aspetti che regoleranno la vita dei cittadini italiani. Stesse indicazioni a livello nazionale a prescindere della regione e dalle performance di gestione dell’emergenza sanitaria.

Innanzi tutto non si fa cenno in questo atto a nuove agevolazioni finanziarie, aiuti economici a supporto a singoli e famiglie in difficoltà, aziende in riapertura ed enti locali.

Altro motivo di critica, è il “punto mascherine“, che in apertura di conferenza stampa il presidente affronta subito, quasi a volersi togliere il pensiero, comunicando l’imposizione del prezzo calmierato non superiore a 0,50 e l’esenzione IVA. Nessun cenno agli approvvigionamenti delle stesse, la cui disponibilità, vista la graduale ripresa di spostamenti dei cittadini e la riapertura di siti produttivi e considerata l’obbligatorietà ad indossarle potrebbe tornare a mancare.

Nessuna soluzione prevista per chi, dovendo tornare a lavorare, non sa a chi affidare i propri figli. Un tema centrale e ormai urgente, che non può essere lasciato nelle mani delle famiglie.

Mancanza di indicazioni per la gestione del trasporto pubblico locale, quantomeno sul distanziamento sociale ritenuto sicuro e numero massimo di passeggeri per vettura.

Tra le prime reazioni, immediatamente dopo il termine dell’intervento di Giuseppe Conte, c’è quella del presidente della CEI e cardinale di Perugia, Gualtiero Bassetti, che ha espresso delusione per la mancata riapertura delle celebrazioni religiose.

Nessun cenno infine alla ripresa del settore turistico e ancora attesa per la ripresa dei servizi alla persona, che dalle dichiarazione di Conte dovrebbero riprendere a giugno.

Di seguito un breve riassunto dei principali punti del decreto:

Ok a incontri con i familiari, ma con le mascherine

Sono confermati gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e per motivi di salute. Si aggiungono “gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine”

Gli spostamenti tra regioni sono ancora vietati, semtre eccezion fatte le comprovate esigenze di cui sopra, e resta vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati.

Aprono parchi, ville e giardini pubblici sempre mantenere il metro di distanziamento sociale e con il divieto di assembramenti. Per i bambini, al contrario delle bozze circolate, rimangono chiusi i parchi giochi.

Il commercio al dettaglio

Al momento poco cambia per gli esercizi al dettaglio, che potranno forse riaprire con regole da definire a partire dal 18 gennaio.

Restano aperti dunque gli esercizi commerciali che già a oggi erogano servizi di prima necessità.

“Sono sospese le attività commerciali al dettaglio. Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie”.

Dal 4 maggio, qualche piccola differenza per il mondo della ristorazione per la quale “resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio” ma si aggiunge il servizio di “asporto fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi”.

Uffici e siti produttivi, riparte l’automotive e il tessile

Per quanto riguarda il lavoro di uffici pubblici e privati, resta confermato ancora l’invito a svolgere le proprie mansioni e servizi in modalità di lavoro agile.

Resta confermata l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari.

Per quanto riguarda le attività produttive industriali, potranno continuare la propria attività o riaprire solamente le aziende che per codice ATECO saranno menzionate nell’allegato 3 del dpcm: edilizia, pesca, industrie tessili e di abbigliamento, fabbricazione di veicoli, produzione di software e hardware e varie altre. Lista che potrà essere comunque variata, in disponibilità del Ministero del Lavoro.

Chi potrà, dal 4 maggio, riprendere l’attività produttiva sarà autorizzato a rientrare nelle aziende già dal 27 aprile per le propedeutiche alla riapertura.

Lo sport e gli allenamenti

Confermato lo stop a ogni tipo di gara e competizione, ma possono ripartire gli allenamenti “degli atleti, professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive individuali”.

Gli impianti sciistici restano chiusi.

Si possono celebrare i funerali

Dopo mesi in cui per necessità di tipo sanitario non abbiamo potuto dare l’estremo saluto ai nostri cari, dal 4 maggui “saranno consentite le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione di parenti di primo e secondo grado e, comunque, fino a un massimo di quindici persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando mascherine protettive e rispettando rigorosamente le misure di distanziamento sociale”.

I divieti e il rischio di ritorno al lockdown

Restano vietati gli assembramenti di ogni tipo, di fare eventi, manifestazioni di ogni tipo, “compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato”. Stesso dicasi per le cerimonie civili e religiose (fatta eccezione per i funerali), i congressi, le riunioni, i meeting.

Ancora chiusi cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche, musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.

Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

Restano chiusi gli istituti scolastici, vietati i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche

Il prezzo del mancato rispetto delle regole da parte dei cittadini italiani, potrebbe comportare il rialzarsi della curva di contagio e di un inevitabile secondo lockdown.

[Articolo in aggiornamento]

La diretta alla Nazione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il punto della situazione e le indicazioni a partire dal 4 maggio.

[Aggiornamento delle 20:32]

C’è grande attesa per la conferenza stampa che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha annunciato per le 20:20 dopo la firma del DPCM che di fatto darà l’avvo alla Fase 2, nella gestione della pandemia da coronavirus Covid-19

Nel pomeriggio le Regioni sono state convocate in video conferenza per seguire i lavori e presentare le proprie istanze su quelle che saranno i prossimi passi per gestire la crisi sanitaria, sociale ed economica.

Le richieste dell’Umbria

L’Umbria si attende indicazioni chiare. Tanti i nodi da chiarire; quali attività potranno riaprire, quali spostamenti saranno autorizzati, quali aiuti per chi torna a lavorare e non riesce a gestire la famiglia che deve rimanere a casa.

Ma la Regione è già pronta con misure che potrebbero essere alterative e di aiuto al tessuto economico e sociale, nel caso il dpcm prevedesse misure ancora troppo restrittive, rispetta a un territorio che sta ormai tenendo sotto controllo la curva del contagio ormai da diversi giorni.

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