Castelluccio, protesta a oltranza degli agricoltori | Presidio notturno sotto zero

Castelluccio, protesta a oltranza degli agricoltori | Presidio notturno sotto zero

I coltivatori di Castelluccio vogliono una deroga per la strada, assessore Cecchini e Coldiretti al loro fianco | Definita delocalizzazione negozi e ristoranti di Norcia

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castelluccio-protesta-notte Aggiornamento alle 9:20 del 28 marzo – La temperatura scesa sotto lo zero non ha spaventato gli agricoltori di Castelluccio che stanotte hanno continuano a protestare per chiedere una soluzione al problema della viabilità. Il presidio in viale della Stazione a Norcia è infatti continuato ad oltranza, come preannunciato, e dopo aver passato la notte con i loro trattori ( -4 gradi la temperatura raggiunta), questa mattina i coltivatori castellucciani sono ancora lì. Lo saranno fino a quando non avranno risposte alle loro richieste: poter salire quotidianamente a Castelluccio attraverso una viabilità che non li costringa a percorrere ogni giorno, tra andata e ritorno, 180 km passando per due regioni.  Tra le ipotesi avanzate, quella di sistemare la strada che passa per Campi, quella utilizzata lo scorso autunno prima dell’arrivo del freddo e del maltempo.


castelluccio-protesta-1Protesta ad oltranza degli agricoltori di Castelluccio, tornati a manifestare questa mattina per le difficoltà che li aspettano per garantire la semina della lenticchia e consentire così che anche quest’anno possa ripetersi la spettacolare fioritura.

Proprio nel giorno in cui la frazione, Pian Grande e Pian Piccolo ed il monte Vettore sono tornati ad imbiancarsi. Neve che comunque già in tarda mattinata, grazie al sole, si è sciolta.

Riaprire la strada

L’accordo tra i castellucciani e le istituzioni sembrava esser stato raggiunto nei giorni scorsi, quando l’Anas aveva dato il suo ok al passaggio questa settimana dei trattori nella galleria di Forca Canapine, compromessa dal terremoto del 30 ottobre, per permettere loro di raggiungere Castelluccio. Consentendo quindi agli agricoltori di tenere i mezzi agricoli in quota.

Un risultato ottenuto dopo la clamorosa protesta di una decina di giorni fa, a cui aveva preso parte anche l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini. Chiaro era che la concessione era soltanto una tantum, per consentire quindi ai castellucciani di evitare di percorrere 90 km con i trattori (4-5 ore il tempo stimato) per raggiungere il tetto dei Sibillini.

Gli agricoltori, però, non si accontentano: fare avanti e indietro da Norcia, anche se con le automobili, ogni giorno, tramite la strada ‘lunga’ (che attraversa in sostanza tre regioni), è per loro improponibile. Fermarsi in quota, ugualmente, non è per loro un’ipotesi percorribile: in molti casi hanno animali da governare oltre che i campi da seminare.

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L’assessore Cecchini con gli agricoltori durante la precedente protesta

La loro richiesta è una sola: passare per la viabilità ordinaria, quella chiusa a causa del terremoto, la provinciale 477. Una strada il cui transito è consentito attualmente soltanto ai mezzi di soccorso, vista la sua pericolosità, e dove sono iniziati i lavori che dovrebbero consentirne la riapertura entro fine giugno.

Ancora una volta a cercare di mediare e trovare una soluzione è stata l’assessore regionale Cecchini, tornata questa mattina a Norcia. Mentre con l’amministrazione comunale si è alzato lo scontro: dal Comune è stato infatti chiesto ai coltivatori di comprendere la difficoltà della situazione e di essere pronti a fare qualche sacrificio. Un nuovo summit per studiare un’ipotesi che possa finalmente accontentare tutti è in programma nelle prossime ore.


Coldiretti al fianco dei castellucciani

Accanto agli agricoltori nursini è tornata ad intervenire la Coldiretti. “La fioritura della lenticchia – ricorda in una nota – è attesa da ben 250mila turisti che giungono sull’altopiano di Castelluccio da maggio a luglio per ammirare lo straordinario spettacolo della fioritura che quest’anno dovrebbe festeggiare anche il ventennale dal riconoscimento comunitario avvenuto con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 12 giugno 1997. È quanto afferma Coldiretti Umbria nel sottolineare che occorre garantire una adeguata viabilità per consentire la semina del pregiato legume e il successivo spettacolo offerto dal suggestivo colore viola dei fiori. Una corsa contro il tempo per garantire la sopravvivenza di un prodotto simbolo delle aree terremotate che alimenta un importante indotto economico ed occupazionale e svolge un effetto traino per il turismo e l’intero settore agroalimentare.

castelluccio-protesta-2Serve moltiplicare gli sforzi per agevolare anche gli spostamenti degli imprenditori agricoli, alle prese già da mesi con le difficoltà del terremoto prima e del maltempo poi” sottolinea Albano Agabiti presidente Coldiretti Umbria oggi a Norcia con il direttore Diego Furia, insieme agli agricoltori che con i propri trattori sono tornati “in strada”. “Chiediamo un impegno forte da parte di tutte le istituzioni preposte – ha aggiunto Agabiti – per risolvere immediatamente la situazione. La lenticchia di Castelluccio – informa Coldiretti – è un prodotto dell’agricoltura di montagna coltivato in maniera del tutto naturale a quota 1.400 metri secondo le prescrizioni del disciplinare di produzione approvato dall’Unione Europea. La lenticchia viene seminata su una superficie di circa 525 ettari per una produzione che, a seconda delle stagioni – continua Coldiretti –  si aggira attorno ai 3.700 quintali di prodotto. La Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP è confezionata in sacchetti di juta o plastica ed in contenitori di cartone, dal peso di 250 gr, ½ kg o 1 kg che riportano, in tutti e tre i casi il marchio comunitario IGP (Indicazione Geografica Protetta). Un aspetto da tenere in considerazione è infatti quello della difesa della lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp dalle frodi che si sono allargate anche su Internet”.


Definita delocalizzazione di negozi e ristoranti

Intanto è stato definito il piano per delocalizzare le attività commerciali del capoluogo. Ad annunciarlo è stato il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli: “Abbiamo concluso proprio in questi giorni anche il percorso per l’individuazione delle soluzioni idonee alla delocalizzazione temporanea delle attività commerciali e della quasi totalità dei ristoranti-bar del centro di Norcia”. Paparelli ha  sottolineato con soddisfazione come “a questa soluzione, alla quale hanno lavorato i funzionari della Regione ed i tecnici dell’Ufficio Speciale per la ricostruzione ed alla quale si è addivenuti dopo una fattiva concertazione con i commercianti interessati nonché attraverso una preziosa collaborazione con le Associazioni di categoria, prevede la collocazione di moduli di diverse metrature a ridosso delle mura cittadine in maniera tale da poter rimanere in contatto con la parte turistica della città. Tali soluzioni, strutturalmente armoniche al contesto nel quale saranno inserite, permetteranno la delocalizzazione di 35 attività commerciali e 7 ristoranti-bar che, a seguito dell’espletamento delle procedure relative alla fornitura, potranno riprendere in tempi ragionevoli la propria attività.

Alcune imprese – ha aggiunto Paparelli – inoltre avevano già provveduto a delocalizzare le proprie attività utilizzando le altre due modalità prevista nell’apposita Ordinanza del Commissario per la ricostruzione e cioè affitto di altra struttura o posa in opera di una propria struttura su un terreno nelle proprie disponibilità”.

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