"Case sfitte alle famiglie in difficoltà" appello arcivescovo Bassetti / Assessore Vinti ringrazia e rilancia - Tuttoggi

“Case sfitte alle famiglie in difficoltà” appello arcivescovo Bassetti / Assessore Vinti ringrazia e rilancia

Redazione

“Case sfitte alle famiglie in difficoltà” appello arcivescovo Bassetti / Assessore Vinti ringrazia e rilancia

Gio, 02/01/2014 - 22:56

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Un ringraziamento sincero per l’appello lanciato da mons. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, è arrivato nella giornata di oggi da partre dell’assessore alle politiche abitative Stefano Vinti.

“Come cristiani – aveva invitato il presule dall'altare della cattedrale di San Lorenzo, durante la celebrazione del Te Deum dell'ultimo giorno dell'anno – siamo chiamati a fare un consuntivo del difficile 2013, per poter rileggere e interpretare il 2014 alla luce della fede. Come ogni anno che passa, il 2013 ci ha lasciato segni di luci, ma anche, purtroppo, eventi tenebrosi. Sono vicino con l’affetto di Pastore a tutte le famiglie in difficoltà economica e morale e non mi stancherò di sollecitare chiunque abbia la possibilità di dare ad affitti sostenibili le case che sono sfitte”.

Pronto è arrivato l'accoglimento dell'assessore regionale: “Un invito che interseca le iniziative che la Regione ha assunto per affrontare l’emergenza abitativa crescente anche in Umbria, una piaga sottovalutata dal governo nazionale e che, al contrario, dovrebbe essere assunta come priorità per evitare l’esplosione di una emergenza sociale vera e propria. La crisi economica ha prodotto e continua a produrre la perdita di migliaia di posti di lavoro e questo impedisce alle famiglie di poter continuare a pagare gli affitti con una crescita esponenziale di sfratti esecutivi.

L'Umbria soffre – In Italia dal 2008 al 2013 gli sfratti sono aumentati del 70 per cento e quelli per morosità del 110 per cento. Alcuni dati testimoniano quanto la nostra regione sia messa peggio del resto del Paese per quanto riguarda gli sfratti. In questo senso particolare rilevanza assume l’indice di sofferenza abitativa che in Italia è pari ad uno sfratto ogni 371 residenti (1 ogni 74 contratti di affitto) mentre a Perugia abbiamo 1 sfratto ogni 252 residenti e 1 ogni 280 nella provincia di Terni con un rapporto relativo al mercato locativo rispettivamente pari a 1 ogni 50 e 1 ogni 56.

Ripopolare il centro storico – In particolare, secondo l’assessore, occorre attivare una politica abitativa per il centro storico in grado di reinsediare nuovi nuclei familiari, ad iniziare dalle giovani coppie, che facciano rivivere l’acropoli con i ritmi della quotidianità familiare: dai bambini che vanno a scuola e che il pomeriggio giocano nelle piazzette e nei vicoli, ai giovani che vanno a lavorare fino al ripristino di un’offerta commerciale, del tempo libero, della ricreazione adeguata per i residenti. Una politica abitativa che deve essere perseguita attraverso un piano, anche pluriennale, di azioni ed investimenti pubblici e privati”.
“Negli ultimi mesi – ha dichiarato l’assessore Vinti – la Giunta regionale e l’Ater Umbria, nonostante i tagli pesantissimi operati dal governo nazionale, si sono prodigate per contrastare il fenomeno degli sfratti, con particolare riferimento ai cosiddetti sfratti per morosità incolpevole che rappresentano il 90 per cento della totalità degli sfratti. Sono stati pubblicati due bandi: uno, rivolto ai proprietari, con l’obiettivo di reperire immobili da destinare alla locazione a canone concordato, ed un altro rivolto direttamente alle famiglie in possesso di sfratto esecutivo. Sono provvedimenti importanti che rischiano però di essere una goccia nel mare se non cresce la immissione nel mercato locativo degli immobili tenuti sfitti o, ancora peggio, affittati in nero. Nel prossimo triennio, secondo la Cgil, saranno 4.500 gli sfratti, una stima che dà il senso del dramma che migliaia di famiglie stanno vivendo o che vivranno da qui a breve.”
“Per questo
– conclude Vinti – assume ancora più valore l’appello di mons. Bassetti, non solo per l’autorevolezza della istituzione che l’arcivescovo di Perugia rappresenta, ma anche perché coglie in pieno il dramma dell’emergenza casa e delle possibili ripercussioni sulla tenuta sociale del Paese e dell’Umbria”.

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