Carabinieri, un umbro dirigerà reparto Ros "Crimini violenti"

Carabinieri, un umbro dirigerà i Ros “Crimini violenti”

Redazione

Carabinieri, un umbro dirigerà i Ros “Crimini violenti”

Il colonnello Paolo Vincenzoni  promosso alla guida del Reparto di punta della Benemerita
Ven, 25/09/2015 - 18:12

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Carabinieri, un umbro dirigerà i Ros “Crimini violenti”

Sarà un umbro, il colonnello Paolo Vincenzoni, a guidare il prestigioso Reparto crimini violenti dei Ros, il Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri, struttura creata appena 4 anni fa con l’obiettivo di supportare le indagini in occasione di quei delitti destinati a suscitare particolare allarme sociale. Suddivisa in 2 sezioni, l’unità è composta da 32 carabinieri altamente specializzati nello scovare i criminali più pericolosi, assassini e balordi che uccidono a volte anche senza un movente ma capaci di far perdere le loro tracce. All’uso delle più moderne tecnologie si aggiunge la capacità di questo Reparto di potersi muovere su tutto il territorio nazionale nel giro di pochissime ore per raggiungere il luogo del delitto e supportare i colleghi nell’avvio delle indagini la cui risoluzione è spesso legata proprio alla tempestività di intervento e acquisizione delle informazioni.  L’annuncio ufficiale è stato dato dallo stesso ufficiale della Benemerita attualmente comandante dei Ros di Lecce (Sezione che ha competenza territoriale anche su Brindisi e Taranto), nel corso della conferenza durante la quale è stato illustrato l’ultimo oclpo inferto alla criminalità organizzata pugliese nell’ambito dell’inchiesta Baia Verde. Dopo 7 anni dunque Vincenzoni lascia Lecce per Roma da dove guiderà l’ufficio Crimini violenti. Il bilancio per lui è a dir poco lusinghiero. In questo periodo è coordinato le indagini su alcune delle operazioni più importanti contro la criminalità organizzata anche transnazionale come la Motorace (21 arresti per traffico di droga), la Maciste (38 arrestati accusati di 18 omicidi e 10 tentati omicidi), l’imponente operazione Galatea (condotta su ben 5 fasi con 12 arresti, 10 denunciati e beni patrimoniali sequestrati per milioni), Augusta (49 arresti, 20 denunce e 6 chili di cocaina sequestrati), Calipso (11 arresti e 2 chili di cocaina sequestrati), Sabr (22 catturati per tratta esseri umani), Zero (18 arresti e 5 denunciati per 4 omicidi e 6 tentati omicidi), Alta marea (43 arresti, 10 denunciati per traffico e spaccio di droga ed estorsione ai danni dei lidi balneari del Salento), Baia Verde (15 arresti, 1 chilo di droga sequestrata), Vortice (26 arresti, 52 denunciati e 10 kg di droga sequestrata), l’operazione Infame sulla strage di Palagiano del marzo 2014 dove furono assassinati un pregiudicato, la sua convivente e il bambino di quest’ultima di 2 anni di età. Solo per citare quelle più importanti. Per non dimenticare i “casi” seguitissimi dalla stampa nazionale come l’omicidio di Sarah Scazzi, l’arresto dell’attentatore alla scuola “Morvillo Falcone” e la soluzione, dopo 24 anni, del massacro della piccola Angelica Pirtoli e della mamma Paola Rizzello con l’arresto del sicario.

Dalla Locride al Piemonte (a Torino si mise in luce per aver individuato i rapitori della piccola Laura Spadafora, liberata poi da un intervento dei Gis), dall’Emilia Romagna alla Puglia, Vincenzoni è diventato nel tempo una sorta di ‘incubo’ delle organizzazioni criminali. Originario di Spoleto dove ha compiuto gli studi prima di arruolarsi nei Carabinieri, il colonnello Vincenzo ha conseguito le lauree in Scienze politiche e in Scienze della sicurezza e si è specializzato nelle arti marziali (è istruttore di krav maga, la tecnica di combattimento messa a punto dall’esercito israeliano, e cintura nera di judo), il tiro e l’alpinismo. Ha conseguito anche il brevetto di paracadutista. Una curiosità: a firmare di decreto di nomina a comandante del reparto Crimini violenti è stato un altro umbro eccellente, il Generale Tullio Del Sette, Comandante generale della Benemerita, che ha avuto alle dipendenze il colonnello Vincenzoni quando guidava il Comando “Palidoro” da cui dipendono appunto i Ros.

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