Il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Maria Maddalena Novelli, ha reso nota la circolare con la quale si è deciso il calendario delle prove d’esame per il concorso dei docenti bandito dal Miur. I primi a sedersi sui banchi saranno, il 28 aprile, i prof di storia dell’arte, laboratori di liuteria e scienze, tecnologie, e tecniche agrarie, per fine il 28 maggio con scienze motorie e sportive, strumento musicale e scienze e tecnologie meccaniche. Chiudono il calendario gli insegnanti della scuola primaria il 30 e 31 maggio.
In Umbria le selezioni riguarderanno 768 prof ordinari e 52 del sostegno che dovranno attenersi alle seguenti modalità: “I candidati che abbiano presentato domanda per le regioni per le quali è disposta l’aggregazione territoriale delle prove, espleteranno le prove concorsuali nella regione individuata quale responsabile della procedura concorsuale, come riportato in allegato nei rispettivi bandi. I candidati dovranno presentarsi il giorno della prova muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale nonché di copia della ricevuta del versamento dei diritti di segreteria da esibire e consegnare al momento delle operazioni di riconoscimento. La prova scritta avrà la durata di 150 minuti. Relativamente alle prove scritte per i posti comuni della scuola dell’infanzia e primaria, l’orario di inizio delle rispettive prove verrà comunicato con successivo avviso sui siti internet e sugli albi degli Uffici Scolastici Regionali competenti all’espletamento della procedura concorsuale, nonché sulla rete intranet e sul sito internet del Ministero (www.istruzione.it) almeno 15 giorni prima della data di svolgimento delle stesse”.
Questa procedura dovrebbe permettere alla “Buona Scuola” di entrare a regime per il prossimo anno scolastico, ma sono alla finestra alcune grane che potrebbero rallentare l’iter burocratico, come le centinaia di ricorsi partiti dai non abilitati di terza fascia che rischiano di essere esclusi dal comparto scuola, qualora non venisse attivato un nuovo ciclo Tfa o Pas, per chi ha già gli anni di servizio nella scuola pubblica. Altra questione calda, è la mancanza di personale che dovrebbe assistere e sorvegliare i candidati durante le prove, visto la cifra irrisoria che il Miur ha stanziato per queste operazioni: 251 euro per i presidenti di commissione e 209.24 euro per i membri della commissione, ai quali si dovrebbero aggiungere 0.50 centesimi a compito corretto e candidato esaminato. Non solo, se la commissione dovesse essere suddivisa in sottocommissione, ai componenti di queste ultime competerà il compenso base, ridotto del 50 per cento.
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