BOXE SPOLETO: UN PUGNO AI PREGIUDIZI - Tuttoggi

BOXE SPOLETO: UN PUGNO AI PREGIUDIZI

Redazione

BOXE SPOLETO: UN PUGNO AI PREGIUDIZI

Mar, 06/11/2007 - 11:43

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La storica palestra Boxe Spoleto fondata nel 1946 da Dante Burli vanta oggi non solo importanti risultati agonistici ma anche importanti impegni nel sociale. Accanto al fondatore della palestra di boxe c’è stato sempre il figlio Gianni, il quale dopo anni di attività da agonista ( dal 1960 al 1967), ha deciso di diventare insegnante nel 1976 ( per diventare poi nel 2005 maestro di pugilato). La passione per la boxe della famiglia Burli è presente anche nel nipote Fabio, il quale continua la tradizione familiare insegnando nella palestra di famiglia. Come spiega Gianni Burli “la boxe è un contenitore di grandi valori morali ed è importante trasmetterli a tutti indistintamente. L’Associazione sportiva dilettantistica Boxe Spoleto da tempo è impegnata nel sociale: abbiamo iniziato ad insegnare la boxe anche fuori dalla nostra palestra di via XX Settembre, portandola nelle scuole di Cascia e Norcia. Successivamente abbiamo intrapreso l’iniziativa con la cooperativa Il Cerchio di Spoleto per far provare anche ai ragazzi disabili cosa significhi praticare questo sport. E poi, dopo aver ottenuti i permessi necessari abbiamo iniziato questo percorso sportivo nel carcere Lo sport del pugilato è molto educativo: chi ha fatto della trasgressione il proprio senso di vita si ritrova oggi a fare i conti con la disciplina, le regole, il fair play e soprattutto il rispetto.

Ogni mercoledì dalle 15.00 alle 16.15 circa siamo nella palestra della Casa Circondariale di Maiano di Spoleto pronti a svolgere la lezione di boxe. Gli allievi hanno un’età compresa tra 30/ 45 anni ed il gruppo è composto da 18 “ atleti”. L’allenamento inizia con il riscaldamento, prosegue con la ginnastica specifica per i colpi, la tecnica e tattica, figure, vuoto e corda. Questi ragazzi hanno voglia di provare la faticare fisica quella data solo dallo sport, hanno voglia di dare un senso concreto alla loro vita quotidiana, hanno voglia di raggiungere obiettivi e migliorarsi di lezione in lezione. Il pugilato è uno sport difficile, sia fisicamente che mentalmente, è una vera e propria sfida anche per chi le sfide già le conosce”.

Senza fare retorica o essere banali, questa esperienza mi sta insegnando ad apprezzare il valore e l’importanza di tanti piccoli gesti che noi, non detenuti, abbiamo la possibilità di fare quotidianamente senza a volte renderci conto perché li diamo per scontati.”

E’passato poco tempo dalla prima lezione del corso di pugilato presso la casa circondariale di Maiano di Spoleto e già ha dato i suoi frutti …un allievo-detenuto ha scritto una lettera aperta .

Il sito www.spoletoboxe.com ha avuto il permesso di poterla inserire nel sito stesso.

I commenti sono superflui, vale leggerla.

Maria Moroni


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