AUMENTI PER LE SPESE DI PASQUA: 154 EURO IN PIU' A FAMIGLIA - Tuttoggi

AUMENTI PER LE SPESE DI PASQUA: 154 EURO IN PIU' A FAMIGLIA

Redazione

AUMENTI PER LE SPESE DI PASQUA: 154 EURO IN PIU' A FAMIGLIA

Mer, 20/04/2011 - 10:59

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Le feste di pasqua dei prossimi giorni presenteranno un conto salato ai consumatori umbri, secondo un'indagine diffusa ieri dall'associazione di consumatori Adoc. La spesa alimentare per la festa sarà mediamente maggiore del 4 per cento secondo l'associazione, con rincari pesanti per uova, colombe e abbacchio.

“Dentro l’uovo i consumatori troveranno una pessima sorpresa quest’anno i prezzi dei prodotti tipici pasquali sono tornati a crescere, in media per il pranzo si spenderà il 4 per cento in più a famiglia, per una media di 154 euro”, ha detto il presidente di Adoc Umbria Angelo Garofalo in un comunicato. “Un uovo medio di marca, dal peso di circa 200-250 grammi, costa il 2,3 per cento in più che nel 2010, per una colomba semplice si spende addirittura il 12,5 per cento in più. Rincari anche per l’abbacchio (+7,9 per cento), salame corallina (+6,3 per cento). Per una classica colazione pasquale quest’anno si spendono 30 euro, il 13 per cento in più dell’anno scorso. Per le uova una famiglia arriva a spendere quasi 50 euro, il 39,3 per cento di rincaro sul 2010, un vero e proprio salasso”.

Secondo l'associazione dei consumatori, “oltre al danno potrebbe aggiungersi la beffa degli sprechi alimentari. L’anno scorso si è registrato un calo dell’8,5 per cento (passando da 38 a 35 euro 'sprecati'): ci auguriamo che il trend possa essere rispettato anche quest’anno, arrivando a gettare nel cassonetto 'solo' 30 euro o anche di meno. Con i prezzi che sono tornati a correre non è più sostenibile sprecare cibo, occorre maggiore attenzione”.

“Anche sul fronte”, ha detto poi l'Adoc, “i segnali sono negativi”: “Secondo una nostra indagine, circa 6 Umbri su 10 rimarranno a casa per le vacanze di Pasqua, a pesare sono il caro carburanti e i rincari per servizi e ristorazione, la crisi ha messo in ginocchio le famiglie, basti pensare che tra i partenti ben il 56 per cento starà fuori solo una notte, mentre il 12 per cento farà solo una gita di un giorno, soprattutto a Pasquetta, quando a muoversi sarà il 54 per cento degli italiani. Non ci sorprende che si preferisca la vacanza breve, il carovita e la perdita del potere d’acquisto impongono la riduzione dei giorni a disposizione per svagarsi. Ad incidere profondamente sulle decisioni dei consumatori è il caro carburanti, rispetto alla scorsa Pasqua si spendono 8 euro in più per un pieno di benzina, 12 euro in più per uno di gasolio. Inoltre si registrano aumenti dei prezzi di ristoranti (+4,1 per cento), agriturismi (+4,6 per cento) e trattorie/pizzeria (+2,2 per cento), tanto che ben il 25 per cento dei partenti, il 4 per cento in più dello scorso anno, opterà per un pranzo “al sacco” preparato da casa.

L’Adoc, in occasione delle Feste, ha proposto anche un “vademecum” per ridurre gli sprechi:

1.Pianificare con attenzione il menu delle Feste, in questo modo si ha la consapevolezza di cosa e quanto acquistare, spendendo il giusto.

2.Comprare solo l’essenziale, preferendo la qualità alla quantità, meglio una tavola meno imbandita ma più saporita.

3.Al momento dell’acquisto evitare le offerte promozionali illusorie come i 3×2, in questo modo si acquista e si spende più del necessario.

4.Mangiare lentamente permette una migliore digestione e rende possibile gustare più portate.

5.Ridurre o moderare le porzioni da servire.

6.Se ci sono avanzi, si possono riutilizzare nella preparazione di altre portate: ad esempio, pandori e panettoni possono essere riutilizzati per creare nuovi dolci. La frutta può essere riutilizzata nella creazione di marmellate o sciroppi.

7.Le porzioni avanzate possono essere surgelate per gustarle in altre occasioni.

8.Gli avanzi, se in buone condizioni, possono essere donati alle Associazioni di assistenza per i più bisognosi.

9.Riporre le verdure nella parte bassa del frigo per evitare che ammuffiscano. Per la frutta il metodo migliore di conservazione è a temperatura ambiente.

10. Mantenere separata la frutta e verdura che si intende consumare a breve da quella che si intende conservare più a lungo.

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