Asm vuole riaccendere l'inceneritore per bruciare il Css | Acea dà l'ok - Tuttoggi

Asm vuole riaccendere l’inceneritore per bruciare il Css | Acea dà l’ok

Redazione

Asm vuole riaccendere l’inceneritore per bruciare il Css | Acea dà l’ok

Mer, 12/05/2021 - 18:38

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Dura nota delle minoranza contro il Governo Lega "Terni deve ritornare ad essere il camino unico dell'Umbria. Un salto indietro di 25 anni"

Nel seduta di oggi, 12 maggio, della II Commissione Regionale che aveva come oggetto l’audizione dei gestori degli impianti di trattamento dei rifiuti in merito al PNRR dell’Umbria, la società ASM Terni SpA ha avanzato la proposta di tornare a bruciare nell’inceneritore di Terni il CSS, combustibile prodotto dalla selezione della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.

L’inceneritore Acea

Secondo quanto riferito in una nota congiunta da Thomas De Luca – M5S, Fabio Paparelli – PD, Michele Bettarelli – PD e Vincenzo Bianconi – Misto, nell’intervento immediatamente successivo i rappresentanti di ACEA hanno affermato la loro disponibilità ad accogliere i rifiuti prodotti nell’inceneritore ACEA Ambiente di Terni, anche in considerazione della richiesta di modifica dell’AIA, pendente dal 2014, per nuovo combustibile.

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“La Lega esce allo scoperto”

“Esce finalmente allo scoperto l’indicazione politica della Lega nel Comune di Terni e in Regione Umbria. Ecco a cosa serve la privatizzazione e la cessione del 49% di quote di ASM – attaccano le minoranze – Terni deve ritornare ad essere il camino unico dell’Umbria. Un salto indietro di 25 anni, quando la destra aprì la stagione dei tre inceneritori. La Lega mostra per l’ennesima volta di non avere il minimo imbarazzo nel prendere per i fondelli i cittadini, dimostrando che l’unica strumentalizzazione è la loro. Quella che stanno perpetrando nei confronti della città di Terni utilizzando i cittadini come marionette, con commissioni d’inchiesta fasulle e armi di distrazione di massa. Mentre la presidente Tesei ci prende per il naso su stadio e clinica, se il piano di privatizzazione dovesse passare ecco che a Terni si continuerebbe a bruciare rifiuti per i prossimi 30 anni”.

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