Favorire la conciliazione tra attività di cura della famiglia e impegno nel lavoro attraverso la creazione di nidi familiari, potenziando la rete dei servizi per la prima infanzia con una ulteriore possibilità e offrendo allo stesso tempo un’opportunità di auto-impiego per un numero significativo di donne disoccupate o inoccupate, adeguatamente formate alla loro gestione. È con questa finalità che la Giunta regionale dell’Umbria, nella seduta odierna, ha approvato i criteri di valutazione del bando con cui vengono stanziati 100mila euro di incentivi per la realizzazione di nidi familiari, destinati ai bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni. Un’ulteriore tappa verso la sperimentazione in Umbria di questa tipologia di servizio più accessibile, flessibile e sostenibile rispetto ad altri per la prima infanzia, già avviata con un innovativo percorso formativo organizzato dalla Regione Umbria al quale hanno partecipato quaranta donne di diversi Comuni umbri.
In stretta continuità con il percorso di regolamentazione e formazione avviato dall’assessore alle Politiche sociali Carla Casciari, la Giunta regionale ha stabilito ora, su proposta dell’assessore alle Politiche attive del lavoro Vincenzo Riommi, l’erogazione di ulteriori aiuti per la strutturazione di nidi che siano conformi agli standard di servizio definiti nel progetto-quadro, a valere sui fondi comunitari del “Por Fse” (Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo) 2007-2013.
Potranno presentare domanda di accesso agli aiuti esclusivamente le donne disoccupate e inoccupate che hanno concluso positivamente l’esperienza di formazione per la gestione dei nidi familiari organizzata dalla Regione Umbria. Il bando prevede la concessione di un contributo a fondo perduto, nella misura massima di 5mila euro, per il finanziamento fino a un massimo dell’80 per cento delle spese da sostenere per l’attività, compresi eventuali investimenti per la riduzione dell’impatto ambientale.