Al Lirico Sperimentale in scena il rito tribale di "Christmas Eve" - Tuttoggi

Al Lirico Sperimentale in scena il rito tribale di “Christmas Eve”

Carlo Vantaggioli

Al Lirico Sperimentale in scena il rito tribale di “Christmas Eve”

Prima assoluta dell'Opera di Andrea Cera su libretto del duo Ricci-Forte | Successo per il progetto Opera Nuova
Lun, 14/09/2015 - 12:43

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Al Lirico Sperimentale in scena il rito tribale di “Christmas Eve”

Che il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto abbia una sua propensione a “disorientare” il pubblico, ormai è cosa nota. Del lavoro dell’Ente lirico, meno conosciuta ai più è invece quella laboriosa e prepotente voglia di scoprire sempre nuovi anfratti della composizione operistica, andando a scovare giovani protagonisti della stessa, capaci di trasformare la Stagione in un evento.
Dopo l’apertura nel segno del Futurismo, con Tarataratarata, scelta provocante e rischiosa, il direttore artistico Michelangelo Zurletti, nel contesto del progetto Opera Nuova, ha pensato bene di dare spazio ad un giovane compositore, Andrea Cera, al quale è stata commissionata un opera, sorta di melologo a più voci, su libretto di Stefano Ricci e Gianni Forte, il duo di drammaturghi e registi romani, fenomeno teatrale di questi ultimi anni che si cimentano per la prima volta nell’agone operistico.
Il nuovo prodotto è Christmas Eve, Opera a 4 voci e lisoformio, come recita il frontespizio della partitura.
Va detto subito che come spesso accade con una nuova proposta, questo lavoro andrebbe rivisto e ascoltato più volte per essere meglio assorbito. Il ragionamento in tal senso scaturisce dalla considerazione che testo e musica di Christmas Eve hanno una loro autonomia, tale da poter essere rappresentate individualmente senza bisogno l’una dell’altra. Ciò detto è però molto forte l’impatto del lavoro complessivo che inchioda lo spettatore alla sedia in una sorta di morsa annichilente. L’odore di lisoformio manca nella realtà, ma nella testa di chiunque è presente già dai primi passaggi musicali.
La forza della partitura di Andrea Cera e della drammaturgia di Ricci-Forte è esattamente quella di evocare sentimenti sedimentati in “caverne” personali molto profonde, spesso irraggiungibili che, aldilà del tema drammatico della violenza sessuale sui minori (già oggetto di un convegno promosso dal Lirico ndr.), sembrano avere così la possibilità di essere espressi in una sorta di rito collettivo. Il silenzio glaciale del pubblico è foriero di riflessione, o di stupore. Si partecipa a ciò che da fastidio o che non si vuol sentire o vedere, facendo piazza pulita della contraddizione storica tra classicismo e modernità nella composizione operistica. Christmas Eve è quasi un rito tribale di iniziazione, e non c’è giorno migliore per rappresentare il rito che alla vigilia di Natale, coacervo di luoghi comuni e grandi sentimenti, di tutte le dualità contraddittorie del mondo, di bianco o nero, di abisso o vette invisibili.
Quasi come se ci fosse una sorta di filo conduttore con la proposta della musica futurista in apertura di Stagione, nella partitura di Cera compaiono i suoni onomatopeici, sgocciolii artigianali prodotti con acqua, imbuto e bottiglia, oppure vento o frastuoni drammatici. Filo conduttore che si replica nei testi di Ricci-Forte con versi come “Un rumore meccanico, un fiotto di bulloni…”, o anche “Fiori nei vasi che marciscono al sole, puzzo di morte, pastarelle di cemento armato e petali collassati…”. Il tutto condito con citazioni testuali impensate come quella di un famoso ritornello di Odio L’estate di Bruno Martino, omaggio “romano” del duo Ricci-Forte.
Scandita da un invisibile metronomo la regia di Stefano Ricci, che nel movimento incessante di tutte le parti in scena, agita un microcosmo prenatalizio fondato, come recita il libretto, su “Panettoni di fango…”, albero e lucine comprese ovviamente.
Lodevole come sempre la direzione dell’Ensemble strumentale O.T. Li. S di Marco Angius, ormai una pietra d’angolo del Lirico Sperimentale, che giustamente prosegue la collaborazione artistica con il direttore d’orchestra, già assistente di Antonio Pappano e autore di una importante monografia sull’opera di Salvatore Sciarrino.
Bravi, oltre ogni definizione, gli attori Anna Gualdo e Giuseppe Sartori, protagonisti principali dell’opera, Anna (una delle due figlie) e Giuseppe (il padre molestatore).
Non comprimari ma, con il loro canto pulito ed ineccepibile, personaggi determinanti nell’evoluzione dell’opera la soprano Beatrice Mezzanotte (Infermiera-seconda figlia, vincitrice della 69^ Stagione del Lirico) e il tenore Marco Rencinai (Infermiere, vincitore della 66^ Stagione del Lirico).
Ricordiamo che quella in programma al Teatro San Nicolò, per la 69^ Stagione del Teatro Lirico Sperimentale, è stata l’esecuzione in Prima assoluta per l’opera Christmas Eve. L’auspicio è di poter presto rivedere in scena in giro per l’Italia il lavoro di Andrea Cera su libretto di Stefano Ricci e Gianni Forte.

Riproduzione riservata

Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)

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