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A Umbria Jazz, Lovano suona Shorter in un quintetto stellare. Enrico Rava e Parco della Musica Lab nel tributo a M. Jackson ( video TO)

Redazione

A Umbria Jazz, Lovano suona Shorter in un quintetto stellare. Enrico Rava e Parco della Musica Lab nel tributo a M. Jackson ( video TO)

Mer, 11/07/2012 - 11:53

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di Carlo Vantaggioli

Ma che bello il concerto di Joe Lovano. Ma che bella musica e che quintetto affiatato, ispirato, profondo, quello con Dave Douglas. Dopo una giornata bollente ci voleva proprio un momento di pausa riflessiva e rigenerante e così ieri (10-luglio ndr.) al Santa Giuliana- Main Stage, Umbria Jazz ha ritrovato un po’ le radici del suo essere. Un luogo dove presentare un progetto musicale jazz e dove potersi confrontare con un pubblico che per la maggior parte sa capire ed anche criticare se serve. Lovano non è nuovo all’Umbria e le sue esclamazioni di piacere quando introduce i suoi musicisti prima della performance, testimoniano che l’ispirazione c’era. La musica ha fatto il resto, complice una leggera brezzolina. Un quintetto di musicisti bravissimi, Joey Baron, Linda Ho, Lawrence Fields e naturalmente Dave Douglas e Joe Lovano. Il progetto prevedeva l’esecuzione di brani scritti da Wayne Shorter e in alcuni casi mai suonati in pubblico e affidati quindi per la prima volta a Lovano. Rispetto a ciò che si conosce di Shorter, tantissimo per la verità, la musica suonata ieri era davvero magnifica ed in parte insolita ed il tocco del sassofonista di Cleveland ha fatto si che si potesse apprezzare fino in fondo il senso onirico, sognante della maggior parte dei brani eseguiti. Mai una sbavatura, un grande senso di affiatamento, un lavoro costruito sulla passione e sulla responsabilità di proporre un progetto importante dedicato ad un monumento della musica jazz come Shorter. Inconfondibile la musicalità di Lovano, unita ad una tecnica solida, mai algida o venata da abitudine. Douglas non è certo un comprimario ed i suoi assolo sono potenti e da seguire dalla prima all’ultima nota. Notevole la precisione di Linda Ho, altra contrabbassista donna della scena jazz, che domina lo strumento con una tecnica puntuale ed una sonorità penetrante. Solida la base ritmica di Joey Baron e l’accompagnamento di Lawrence Fields. Un ora di concerto passata via in un lampo. Peccato, perché Lovano- Douglas si sarebbero potuti prendere un pezzetto di tempo del secondo programma che tanto non se ne sarebbe dispiaciuto nessuno.
Nella seconda parte della serata UJ 2012 presentava invece il progetto di Enrico Rava con i musicisti del Parco della Musica di Roma dedicato a Michael Jackson. Grande artefice del lavoro in cui Rava si è tuffato come un giovanotto alle prime armi è Mauro Ottolini, che ha messo in piedi una band musicalmente di tutto rispetto in cui è presente al piano anche l’umbro Giovanni Guidi che con Ottolini ha ottime collaborazioni, ma che è stato scoperto proprio da Rava che lo volle nei “Rava New Generation”. Cimentarsi in ambito jazzistico con la musica pop non è proprio una novità, specialmente nel caso di Jackson. Prima di questo progetto in anni passati illustri musicisti se ne sono occupati, uno per tutti Miles Davis. Lo citiamo non a caso poiché la presenza di Rava in un gruppo di professionisti come quello di ieri sera a UJ, ha il sapore di alcune performance del Davis adulto, che si limitava a controllare che tutti facessero quello che sapevano, sparacchiando di quando in quando le sue note inconfondibili, girando le spalle al pubblico. Ecco più o meno la cronaca del Rava On The Dance Floor di ieri sera è proprio questa, senza le spalle al pubblico però perché Rava è una persona educata. Solo che al terzo brano (Thriller per la cronaca), ci è presa una specie di sconforto da déjà vu, per cui memori della prima parte della serata con Lovano e poco inclini al ballo ci siamo recati a consumare un gelato ed un caffè, mentre tristemente dalla platea si alzavano a intervalli regolari gruppetti di spettatori che prendevano la strada di casa. Giuriamo di aver visto anche qualcuno addormentato sulle sedie. Un peccato perché il lavoro di orchestrazione e arrangiamento di Ottolini è stato veramente serio e importante. Ma, mentre passare da un genere musicale ad un altro è possibile, ed a volte auspicabile, contaminarli invece non sempre da risultati soddisfacenti. Del resto Miles Davis non è certo conosciuto per il suo lavoro sulla musica di Michael Jackson e così anche Enrico Rava non lo sarà.
Intanto grande attesa per questa sera, con un beniamino di UJ, Al Jarreau e per la sofisticata Erykah Badu. Buona musica.

Riproduzione riservata

Video-TO ( Nicola Palumbo)

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