A Spoleto arriva la “guerra” personale di Magdi Cristiano Allam

A Spoleto arriva la “guerra” personale di Magdi Cristiano Allam

Affollato incontro per la presentazione di “Islam, siamo in guerra” | Fila di spoletini per la firma autografa

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Quasi fosse una consumata star del rock, il giornalista e scrittore Magdi Cristiano Allam riempie la sala conferenze della Biblioteca comunale a Palazzo Mauri, mentre una fila ininterrotta di spoletini entusiasti si avvicina all’autore per farsi firmare la preziosa copia del libro che recita in copertina il “tiepido” titolo Islam, siamo in guerra.
L’incontro è stato promosso dall’Associazione Amici di Spoleto e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto. Ma il vero artefice dell’arrivo a Spoleto di Allam è il poeta e scrittore Riccardo Maria Gradassi, amico personale dell’autore che non ha mancato di ringraziarlo in pubblico.
A presentare l’incontro il “padrone” di casa, il presidente dell’Ass. Amici di Spoleto, Dario Pompili, affiancato dall’assessore Gianmarco Profili, che ha sottolineato il senso “laico”  di una serata che arriva (programmata da tempo) dopo la tragedia di Parigi, e che da più parti aveva destato curiosità e attenzione per le note posizioni, diciamo critiche, di Allam verso l’Islam e ultimamente anche verso  il nuovo corso della Chiesa a guida Papa Bergoglio. Si sa, ed è stato scritto che Allam è un sostenitore delle Crociate, “sono state fatte troppo tardi…“, avrebbe affermato in una delle tante presentazioni dei libri che Allam sforna a ritmi serrati. Crociate che non dovrebbero essere proprio il fiore all’occhiello di Papa Francesco.
Egiziano di origine, educato sin dall’adoloscenza dalle suore Comboniane e poi dai Salesiani, mai identificabile come un musulmano praticante, forse più come un Copto, giornalista di razza già vicedirettore del Corriere della Sera, dopo la conversione al cristianesimo nel 2008, è più volte incappato in problemi giudiziari legati a reati di diffamazione, tra il 2011 ed il 2015. Prestato alla politica ed eletto con l’Udc al Parlamento Europeo nel 2009, ben presto inizia una sua peregrinazione personale nei vari gruppi  indipendenti e fuori dal PPE. Nel 2014 ci riprova con Fratelli d’Italia ma non viene eletto. Crea il brand politico Io amo l’Italia,  una sorta di partito  prêt-à-porter adattabile ad ogni situazione di candidabilità dello scrittore. Ne è l’esempio il tentativo, non riuscito, di incoronatura a presidente della regione Basilicata con la lista Io amo la Lucania. Allam vive sotto scorta da alcuni anni.
Nel pomeriggio spoletino, l’atteso intervento dello scrittore è stato seguito da molti politici locali e da una platea eterogenea di curiosi e borghesia cittadina sensibile ai temi dell’Islam, del terrorismo, della paura dell’Isis e dell’immigrazione.
Allam ovviamente non ha tradito le aspettative e per un’ora ha intrattenuto la platea con una lunga lista di parole d’ordine e tematiche assai care anche ai leghisti di Salvini e  alla destra a metà tra Marine Le Pen e la nostrana Giorgia Meloni. Immigrazione clandestina massiccia come mezzo per l’attuazione del progetto di islamizzazione della nazione ospitante. Una sorta di complotto internazionale che Allam promuove come credibile per il fatto che “La maggior parte, quasi l’80% delle persone che sbarcano in Italia, sono maschi  di età compresa tra i 20 ed i 30 anni”. Se non fosse tremenda, e probabilmente non fondata come affermazione, verrebbe da pensare alla famosa canzone L’esercito del Surf , “Noi siamo i giovani, i giovani più giovani. Siamo l’esercito, l’esercito del surf”. E siccome la sparata è fortina Allam ci aggiunge il carico per gradire. “Davvero credete che queste persone che spendono 3-4mila euro per un viaggio della speranza abbiano così tanti soldi, se è vero che nel loro paese sono poverissimi e scappano per questo? Se così fosse potrebbero tranquillamente andare in un aeroporto e comprare un biglietto e viaggiare comodamente. E allora chi li paga?”. Le parole di Allam hanno lo stesso suono beffardo di quelle di una vecchia conoscenza italica che per dimostrare il complotto ai suoi danni diceva “I ristoranti e gli aerei sono pieni…la crisi non c’è”. Il complotto perfetto.

A seguire l’assioma indiscutibile, a dire di Allam, sull’identità speculare tra Islam e Isis, per contestare duramente ed anche sbeffeggiare, chi afferma che esiste un Islam laico, e addirittura uno di natura mistica e spirituale che per secoli è stata la vera via dei musulmani verso la conoscenza, forse l’unico modo per istruire un popolo che anche in tempi recenti l’occidente ha preferito lasciare nell’ignoranza e nella sottomissione, alimentando il potere di poche famiglie storiche saudite e di alcuni sanguinari dittatori che hanno calpestato diritti umani come fossero margherite in un campo. Dittatori (Saddam Hussein, Mu’ammar Gheddafi etc.), che Allam identifica come baluardi dell’equilibrio internazionale, i cani da guardia dell’Islam. Dunque meglio un dittatore in più che un popolo libero e consapevole in circolazione.
Ovviamente nemmeno un parola sulla complessa geopolitica del mondo arabo e della sua dissoluzione, sulla frantumazione del concetto di Ummah (nazione-comunità) e sul disorientamento di giovani che nella religione incanalano la rabbia disperata di chi non ha futuro e che si fanno esplodere perchè comunque qualcuno magari li ricorderà.
E per reagire all’invasione-aggressione il concetto salviniano di “bombardiamo l’Isis” è tra le pieghe del discorso di Magdi Cristiano Allam, quando parla di “reazione legittima e forte dello Stato” dopo la strage di Parigi. Putin è dunque il solo che ha capito come va la faccenda e che ci si deve alleare con Assad in Siria, e fornire armi e mezzi all’esercito regolare siriano. Salvo poi scoprire che proprio ieri sera, 16 novembre, al termine del G20, Putin ha delicatamente mollato Assad al suo destino personale di ex-dittatore. E vai col tango!. E per far capire che siamo in pieno clima di congiura recita al pubblico spoletino lo spelling del nome del presidente degli Stati Uniti “Barak… Hussein… Obama”. Ci siamo capiti?
Magdi Cristiano Allam è un tipo tosto, tanto tosto che anche la faccia è tosta, quando spara le ultime due bombe. “Gli immigrati ricevono 1200-1300 euro al mese per le loro spese, vestire, mangiare, ricariche telefoniche etc…”, e a chiusura, “L’assessore Profili nel caso mi correggerà, ma lo sapete che circa l’80% dei bilanci comunali è dedicato alle spese sociali come queste?”.
Ci rimane il dubbio atroce se dobbiamo spiegare al lettore che trattasi rispettivamente di una bufala, che nemmeno in internet gira più, sommata ad una gigantesca supercazzola contabile che grida vendetta, “tremenda vendetta”.
La cosa triste è che dai presenti non si è alzato un pigolo, un “piopio” che fosse uno. Poi dice che uno si butta a sinistra, direbbe San Totò. E meno male che Dio è grande davvero, per tutti, musulmani, cristiani ed ebrei, inclusi i magnifici occidentali che ce la stanno mettendo tutta per complicarsi la vita senza ragione.

Riproduzione riservata

Foto: Sara Fratepietro (Tuttoggi.info)

(modificato h 08,47)

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