C’è una inchiesta in corso sull’affaire delle Farmacie comunali, l’azienda a quasi totale controllo del Municipio (85%) finita nell’occhio del ciclone per la gestione dell’ormai ex Amministratore unico, il conte prof. Franco Silvano Toni di Cigoli, voluto dal sindaco Andrea Sisti e recentemente sostituito con il dottor Bruno Toniolatti, in quota Ora Spoleto, la lista dell’assessora delegata all’azienda Luigina Renzi (nonché della vice presidente del consiglio comunale Maura Coltorti).
E’ quanto emerge a seguito del comunicato stampa di Alleanza civica a firma dei consiglieri comunali Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili, i primi ad aver acceso i riflettori, lo scorso giugno, sulla gestione del Toni di Cigoli.
Dunque sulle Farmacie Comunali ci sarebbe quanto meno una inchiesta interna dell’amministrazione comunale che ha ammesso di aver attuato i principi del whistleblowing, la normativa che tutela chi segnala, in modo riservato (e quindi protetto), illeciti di cui è venuto a conoscenza in ambito lavorativo che possono essere corruzione, violazioni di legge, frodi, illeciti amministrativi o contabili.
Per il Comune di Spoleto il Responsabile della “Prevenzione per la prevenzione della corruzione” è il Segretario generale, il dottor Mario Ruggeri il quale, di fronte alla richiesta di accesso ad alcuni atti presentata dai consiglieri Dottarelli e Profili, ha opposto il diniego in virtù del whistleblowing a tutela dei farmacisti che hanno segnalato alcuni comportamenti dell’ex AU Toni di Cigoli.
Non è dato sapere se la segnalazione ricevuta sia stata trasmessa all’Autorità giudiziaria o sia ancora in una fase di verifica delle informazioni ricevute.
La risposta, se da un lato conforta per l’attenzione posta a protezione dei farmacisti che hanno informato la proprietà (alias, il Comune), dall’altra inquieta se si rilegge il verbale dell’ultima assemblea dei soci – del 30 luglio di quest’anno – in cui il conte/prof/etc ha fatto chiaro riferimento non solo ad eventuali “fughe di dati” ma, tanto per dimostrare con quale “energia” ha retto l’azienda, ha verbalizzato, nel giorno della successione a Toniolatti, di aver avviato una inchiesta per accertare eventuali fughe di notizie incaricando una non meglio specificata società per rivedere quanto meno gli applicativi gestionali delle Farmacie comunali.
Una situazione che rischia di diventare spinosa anche per il neo nominato Amministatore Bruno Toniolatti, chiamato a fornire ai consiglieri di opposizione documenti che in alcuni casi sarebbero facili da reperire (come la perizia per i vasi di ceramica d’epoca pagati ben 12.000 euro e assicurati per più del doppio….sigh, l’ammontare e i beneficiari dei buoni pasto, dei buoni carburante su cui pende l’interrogazione del capogruppo di Fd’I Cretoni, etc) ma che, a quanto si apprende, non saranno disponibili prima del prossimo 19 settembre.
Una situazione che non rispetta quanto previsto dai regolamenti comunali – l’accesso agli atti dei consiglieri è fissato entro 10 giorni, mentre a Toniolatti ne occorreranno 45 – e che ha convinto il Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, Diego Catanossi (Spoleto 2030), a convocare per il prossimo 11 settembre i membri per analizzare la situazione. Non è quindi da escludere che si avvii la richiesta di nominare una Commissione di inchiesta, con poteri più ampi della Controllo e Garanzia, anche se in tal caso solo con i voti della maggioranza.
In ballo, solo una volta accertate eventuali responsabilità, ne va della stessa credibilità della maggioranza che sostiene Sisti, il quale ha inspiegabilmente concesso una totale manleva all’ex amministratore, procedura ben poco attuata anche in campo privato. Ma andiamo con ordine.
Dottarelli e Profili “3 mesi tra silenzi e omissioni, ora basta”, e spunta inchiesta sulle Farmacie
Inequivocabile la nota stampa diramata ieri dai 2 consiglieri di Alleanza civica da cui traspare che sarebbe già in corso una inchiesta interna. Leggiamo: “Sulla vicenda della gestione delle Farmacie Comunali, che abbiamo sollevato già nel mese di giugno, continuiamo a scontrarci con un vero e proprio “muro di gomma”da parte dell’Amministrazione comunale e della silente maggioranza di centrosinistra che sostiene il Sindaco Sisti. Un silenzio assordante, fatto di risposte evasive, mancate comunicazioni e tentativi evidenti di aggirare il Consiglio comunale, ignorando i doveri di trasparenza e controllo. Il cambio dell’Amministratore Unico della società AFC, che gestisce le Farmacie Comunali, è stato presentato come la soluzione a tutti i problemi. Ma non è così. Nessun chiarimento è stato fornito sulla gestione degli ultimi due anni, né sull’accesso agli atti richiesto dai Consiglieri comunali, che sono stati costantemente ostacolati nel loro ruolo. A seguito della nostra interrogazione del 20 giugno, il Sindaco ha fornito una risposta gravemente lacunosa. In particolare, sulle modifiche statutarie della società, ci si è limitati a “presumere” l’incarico a un notaio, senza spiegare nulla su un passaggio fondamentale che avrebbe dovuto coinvolgere il Consiglio comunale. Ma nel verbale dell’assemblea del 15 novembre 2024, non c’è traccia di una proposta da sottoporre all’approvazione del Consiglio, bensì di un ordine del giorno che prevedeva l’approvazione delle modifiche, con tanto di consulenze retribuite e decisioni anticipate. Nel corso di quell’assemblea (15/11/2024), si sarebbero dovuti trattare anche altri punti cruciali come il Business Plan settennale, la digitalizzazione, l’apertura di nuove farmacie, l’adozione di un Modello organizzativo e di gestione ex Dlgs 231/2001 e altro ancora, ma non è stato discusso né presentato nulla di tutto questo. Dopo poco più di un’ora, l’incontro è stato chiuso senza alcuna deliberazione in tal senso. E i temi sono rimasti fermi e non trattati anche nelle assemblee successive (6/6 e 30/7.) Nel bilancio approvato il 6 giugno 2025, diversi punti non affrontati a novembre sono stati improvvisamente dati per “fatti” o “avviati”. Peccato che i documenti, analizzati dopo il nostro accesso agli atti, dicono tutt’altro. Del “Business Plan” per cui sono stati pagati circa 28.000 euro abbiamo visto al momento null’altro che un semplice indice, mentre il “Modello 231” – nonostante altri 28.000 euro di spesa nel 2024 e 2025 – risulta ancora mancante, come scritto dai farmacisti stessi. Per avere copia di questi documenti, e per fugare ogni dubbio abbiamo fatto una ulteriore richiesta di acceso agli atti”.
Accesso agli atti, tra documenti ritardati e whistleblowing (l’inchiesta sulle Farmacie)
Proseguoni due consiglieri: “Dopo l’interrogazione priva di molte risposte, abbiamo presentato una richiesta di accesso agli atti il 30 luglio. Alcuni documenti sono arrivati, ad esempio quelli in possesso del comune dopo 18 giorni con il differimento rispetto ai 10 giorni previsti; altri, come ad esempio i certificati di autenticità dei vasi acquistati per 12.000 euro, l’utilizzo dei buoni pasto etc etc il nuovo A.U ha detto che ci verranno forniti – forse – solo il 19 settembre. Troppo tempo, troppa poca chiarezza. Ad esempio i certificati di autenticità o ci sono e ci vengono subito forniti, altrimenti non si capisce a cosa servono gli oltre 45 giorni chiesti dal nuovo Amministratore. Inoltre, due documenti per noi fondamentali ci sono stati negati: le eventuali lettere con segnalazioni di spese o comportamenti amministrativamente discutibili e gli eventuali documenti istruttori redatti dagli uffici comunali sulla gestione di AFC. Ci è stato risposto che tali documenti sono coperti dal principio del whistleblowing, per tutelare la riservatezza dei segnalanti di ipotetici atti illeciti. Nulla da dire sulla applicazione di questa legge, ci mancherebbe, una prerogativa sacrosanta. Ma allora cosa c’è scritto in quelle lettere? E perché anche gli uffici comunali avrebbero chiesto l’applicazione del principio del whistleblowing sui documenti? Non potendo leggerne il contenuto, abbiamo chiesto formalmente di sapere quando sono arrivate tali segnalazioni e quando sono stati redatti i documenti istruttori: vogliamo chiarezza almeno sulle date, e ovviamente non mettiamo in discussione la riservatezza dovuta al segnalante.
Il monito di AC a Toniolatti, convocata la Controllo e Garanzia
Ma non è finita perché i due consiglieri lanciano un monito a Toniolatti: “A fronte di tre mesi di risposte parziali o mancate risposte, chiediamo che entro il 9 settembre ci vengano forniti da parte del nuovo A.U. tutti i documenti mancanti, anche perché trattasi di documenti che dovrebbero essere di facilissima reperibilità in una normale amministrazione. In caso contrario, ci rivolgeremo agli organi competenti, perché questa situazione non è più tollerabile. Il controllo dei consiglieri comunali è previsto dalla legge, e nessuno può pensare di eluderlo renderlo inapplicabile. La trasparenza non è un’opzione: è un dovere” concludono Dottarelli e Profili.
Una situazione che, inchiesta interna o meno sulle Farmacie comunali, ha convinto il Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, Diego Catanossi, a convocare tutti i membri per giovedì 11 settembre alle ore 15, data sufficiente, se Toniolatti fornirà gli elementi richiesti per consentire una prima disamina della situazione. I poteri in mano alla Controllo e Garanzia non sono così decisivi per fare piena luce sull’intero affaire – di sicuro chiariranno la mancata presentazione dei documenti agli interroganti -; per questo dalla minoranza si sta già pensando ad una Commissione di inchiesta che, per regolamento, potrebbe essere istituita solo con i voti della maggioranza. Sempreché il centro sinistra locale, a trazione Pd-M5S-Civici Umbri-Ora Spoleto, abbia intenzione di fare luce sulla gestione dell’azienda che, non da ultimo, è stata ed è un gioiello di efficienza. Finanziata con le spese dei veri azionisti, gli spoletini, che vi ricorrono per l’acquisto delle medicine e non solo.
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L’AFFAIRE FARMACIE COMUNALI, DALL’INTERROGAZIONE ALLA INCHIESTA